mercoledì, 09 aprile 2008

Le restituisco la tessera elettorale e mi avvarrò del diritto-dovere di non-votare

…saremo sempre così coglioni da non riuscire più a capire che non esistono poteri buoni!  (Bertrand Russel)

Signor Presidente della Repubblica,

alle prossime elezioni ho scelto di avvalermi del mio diritto-dovere di non-votare, perciò Le restituisco la tessera elettorale e Le prometto di riprenderla quando le elezioni ridiventeranno uno strumento veramente democratico e non un modo per spartirsi posti e potere.

I motivi del mio non-voto sono gli stessi delle elezioni scorse, nulla sembra essere cambiato: i programmi elettorali sembrano confezionati proprio per non essere attuati, evitano di affrontare i problemi per i quali la gente aspetta soluzioni.

Il precariato, il caro vita, l’ambiente, le servitù militari e la partecipazione alle future guerre, la riforma elettorale… non rientrano nei programmi elettorali. monk3E poi le liste, e quindi gli eletti, sono imposti ancora una volta dall’alto, senza possibilità da parte degli elettori di esprimere le proprie preferenze; non è stata stimolata alcuna partecipazione della base dei partiti e della società civile alla composizione delle liste, anzi è stata offesa l’intelligenza degli italiani con la farsa delle primarie del PD e della scelta del nomeculo per quanto riguarda il partito di Berlusconi: nell’uno e nell’altro caso è stata solo la magnanimità del “sovrano” a concedere un po’ di partecipazione al sovrano vero che è il popolo! È da riformare il sistema elettorale antidemocratico, contro il quale in Parlamento nessuno si è opposto veramente perché conviene alle segreterie dei partiti, visto che sono loro a decidere gli eletti. È da mandare a casa, è quindi da non sostenere col voto, questa casta politica che è lontano anni luce dai problemi veri della gente e che si accapiglia solo per una poltrona o per uno strapuntino sulla giostra del potere, interessata esclusivamente all’aumento dei già sproporzionatamente ricchi stipendi e appannaggi, dei privilegi e dei finanziamenti.

Tutto questo crea una “distorsione della democrazia”, come dice il vescovo di Caserta mons. Raffaele Nogaro, e riduce le imposizioni dei partiti ad una sorta di “camorra politica”.

Signor Presidente non posso più farmi complice, con il voto, di chi ha ridotto l’Italia come la vediamo! Mi rifiuto di votare per il meno peggio, né voglio più turarmi il naso.

Non andrò a votare perché non mi sento rappresentato da nessuno schieramento; il mio non vuole essere qualunquismo, né la ricerca di una stupida purezza politica, e nemmeno disimpegno: è un gesto di amore politico verso il mio Paese che meriterebbe rappresentanti migliori.

Pensi: se in tantissimi non andassimo a votare! Sarebbe questo il vero “voto utile”: costringerebbe la “camorra politica” dei partiti ad una vera riflessione e ad un reale cambiamento!

Per fortuna c’è una Politica di base, fattiva e onesta, diffusa sul territorio e oscurata dalla politica dei politicanti, che andrebbe messa in evidenza. Da questa bisogna ripartire, tentando di “riportare alla luce” associazioni di volontariato, Vicenza contro la base di guerramovimenti di tutela dei territori, operatori sociali, singoli e gruppi, laici o cattolici, che sono la parte migliore e l’unica speranza per il nostro Paese. Dispiace che questi non vengano mai presi in considerazione dai partiti quando si tratta di comporre le liste elettorali: nemmeno alle prossime elezioni questi cittadini perbene e onesti, che di diritto dovrebbero essere candidati a rappresentarci, non hanno trovato posto né nelle liste della cosiddetta sinistra né, ovviamente, in quelle della destra.

Il mio non-voto, vuole essere un voto per tutti questi non-candidati che quotidianamente e senza clamore, tentano di costruire dal basso e per il basso una politica alternativa perchè un’Italia migliore, prima o poi, sia veramente possibile.   

Con cristiana franchezza 

don Vitaliano Della Sala

Fonte: www.donvitaliano.it

sabato, 05 aprile 2008

'68, Capanna: "Cambiamento epocale, oggi va fatto di più"

ROMA - "Il '68 è stato il mondo che per la prima volta è riuscito a guardarsi e a vedersi scoprendo le lancinanti contraddizioni che lo attanagliavano e le possibilità di superamento e da allora lo sguardo su tutte le cose non è più uguale a prima. Ecco perché se ne parla ancora". Lo dice Mario Capanna, leader a Milano del Movimento studentesco sessantottino. Ora presidente della Fondazione diritti genetici, Capanna ricorda il sit-in degli studenti del 15 gennaio 1968, al quale partecipò in Piazza San Pietro a Roma, per protestare contro le espulsioni dall'Università raccontato dall'ANSA e nel suo libro 'Formidabili quegli anni' ripubblicato in questi giorni da Garzanti con una nuova prefazione.

"E' stato - dice Capanna - il mio primo viaggio politico in cui per la prima volta ho dormito anche in cuccetta da Milano a Roma. L'Ansa ha raccontato quel giorno con un'oggettività rara. Seduti sotto l'obelisco di piazza San Pietro eravamo decisi a farci portare via di peso dalla polizia ma il Vaticano non è una controparte come le altre.

Quando arrivò il buio non vennero accesi i lampioni della piazza. Volevano cancellare la protesta facendola inghiottire dalle tenebre, ma noi facemmo incetta di torce nei negozi vaticani trasformando il negativo in positivo, dando un'atmosfera unica alla manifestazione. Ce ne andammo però amareggiati dalla catastrofica notizia del terremoto del Belice, che avvenne proprio quel giorno".

Capanna sottolinea che oggi "nonostante la restaurazione dei poteri e il lamento sado-masochistico dei pentiti, nel luglio dell'anno scorso papa_anatema_satiraPapa Ratzinger, in vacanza sulle Dolomiti, ha parlato del Sessantotto facendo riferimento alla rivoluzione culturale di quegli anni. In senso opposto il presidente francese Nicolas Sarkozysarkozy quando cercava di braccare l'Eliseo disse che 'tutti i mali vengono dal '68' per riuscire a raggruppare i voti di destra con quelli dell'estrema destra. Questo dimostra che tutti devono misurarsi con quel grande cambiamento epocale". "Odio - precisa Capanna - l'amarcord ma questo non significa stare zitti. Quarant'anni è il tempo storico giusto per fare una rivisitazione storica scevra da passioni" e conclude: "guai a noi a pensare di riportare il '68.

Oggi occorre qualcosa di piu' e di meglio. Non disperiamo, succederà qualcosa come capita al nuotatore quando è sott'acqua da troppo tempo".

Fonte: Ansa

venerdì, 14 marzo 2008

DECEREBRATI

Non so se avete osservato i risultati del sondaggio Ipr Marketing, pubblicato dal quotidiano Il Sole 24 ore utile come lettiera per gli uccellini in gabbia, sulle intenzioni di voto dei lavoratori dipendenti relativo a quella massa di decerebrati che costituiscono il 74,3% dei votanti (quelli che restano forse l’hanno capita).

Un capolavoro. Sostanzialmente i due molossi  si spartiscono i voti con una leggera prevalenza per il pifferaio romano, ma se andiamo ad osservare i dati relativi ai dipendenti con reddito medio basso beh allora vince il cavaliere con più di tre punti di scarto. Interessante il dato per coloro che appartengono alla fascia medio alta, infatti la situazione si ribalta con uno scarto di più del 10% per i veltroniani...

Se poi analizziamo i dati per i dipendenti pubblici notiamo un 40,5% per il pifferaio romano ed un 34,1 per il partitone di plastica. Ma se  scorriamo verso i dipendenti privati. ebbene nel loro complesso si ripartiscono con una leggera prevalenza per i berlusconiani. Ma veniamo alle armate brancaleone che insieme dovrebbero prendersi un poderoso 1,3% alla faccia degli arlecchini con il loro 8,5 % (cantano vittoria ma non si rendono conto che sono molto meno della somma dei tre partitini che hanno sostenuto un governo di merda).

Ma ciò che interessa non è il misero risultato potenziale dell’armata dei Branca ma la loro futilità, pensate non riescono nemmeno ad unirsi, si stanno facendo le scarpe per raccogliere le firme per la presentazione delle liste e sarebbero disponibili ad inserire anche il lettore di queste note nei loro elenchi. Ma non definirei nemmeno settarismo un tale comportamento ma solo il prodotto di un fallimento totale.

Si sa che quando una barca affonda tutti si ritirano e cercano di salvare se stessi a discapito dell’altro. I loro proclami poi… Interessante il dato degli imbecilli che ritengono di essere indecisi ossia a chi porgere il didietro che oscillano attorno al 17%. Non ritengo plausibili i dati dei sondaggi ma questo rivela chiaramente la condizione devastante che continuano ad alimentare i decerebrati per i quali dovremmo prospettare ed augurarci un futuro migliore.

Infine potrei aggiungere che il processo di lobotomizzazione dei lavoratori attratti dalla politica oscilla attorno al 67%. A voglia Grillogrillo a blaterare a dritta e a manca. A voglia osservare ogni giorno i lavoratori che crepano sul posto di lavoro, a voglia farsi venire la depressione osservando lo spettacolo dei rifiuti a Napoli, a voglia bestemmiare per i salari di merdaeconomia con le solite massaie intervistate che piangono per non arrivare alla fine del mese. A voglia fare manifestazioni contro il precariato o le inchieste sul problema della casa… A voglia. Tanto il fascino di andare ad inserire un pezzo di carta in un’urna resta sempre l’attività più qualificante per i lavoratori che come dei topi sperano che il pifferaio li porti verso il formaggio mentre sanno benissimo che precipiteranno in mare. Così continueremo a sorbirci le solite menate dell’autonomia, dell’autoorganizzazione, della coscienza di classe e di quant’altro rimane della chincaglieria dei minoritari.

Intanto il modo di produzione capitalistico si sta dimostrando non più in grado di riprodursi ed il cancro che lo attraversa logora con esso anche la materia cerebrale di coloro che dovrebbero prendere in mano i loro destini. Meglio andare al mare a prendere la tintarella. 

Antonio Pagliarone

venerdì, 15 febbraio 2008

Sebbene con un pò di ritardo, ho deciso di postare sul blog questo pezzo scritto il 27 gennaio scorso in occasione del Giorno della Memoria, un intervento già pubblicato su vari siti web e su alcune testate cartacee. Visto l'argomento dell'articolo, ho ritenuto opportuno proporlo all'attenzione dei lettori del blog.

INDIANI D’AMERICA E BRIGANTI MERIDIONALI

Premessa

Non c’è dubbio che nel campo delle interpretazioni e delle valutazioni storiche, a maggior ragione nell’ambito dell’insegnamentoclasse_insegnanti della storia, sarebbe opportuno evitare atteggiamenti troppo faziosi, enfatici e dogmatici, per adottare un approccio possibilmente critico e problematico verso le questioni, i personaggi e i processi storici sottoposti allo studio e all’attenzione degli alunni. Faccio tale puntualizzazione per far comprendere chiaramente il mio punto di vista rispetto alla materia. In classe non bisogna mai cercare di plagiare o manipolare le fragili menti (sempre aperte e ricettive) dei ragazzi, ma occorre assumere una posizione il più possibile lucida, serena e distaccata, per abituare le nuove generazioni ad esercitare l’arte benefica del dubbio e della critica. Una dote che in genere manca alle menti già formate, quindi chiuse e poco ricettive, degli adulti. logo_educazioneQuesto è il compito precipuo delle istituzioni educative che concorrono alla formazione del libero cittadino, per mettere l’individuo in condizione di esprimere autonomamente i propri giudizi e compiere le proprie scelte. La scuola assume un ruolo che è ancora centrale e privilegiato in questa opera educativa, malgrado le enormi pressioni e la spietata concorrenza esercitata dai mezzi di comunicazione di massa, a cominciare dalla televisione e da Internet. Le cui potenzialità espressive, comunicative ed informative devono essere abilmente e sapientemente sfruttate dagli insegnanti.

Il Giorno della Memoria

Il Giorno della MemoriaGiornata_memoria è una ricorrenza istituita con la legge n. 211 del 20 luglio 2000 dal Parlamento italiano che in tal modo ha aderito alla proposta internazionale di dichiarare il 27 gennaio come data per la commemorazione delle vittime del nazionalsocialismo e dell'Olocausto. La scelta del giorno intende rievocare il 27 gennaio 1945 quando le truppe dell'Armata Rossa giunsero ad Auschwitz, scoprendo il famigerato campo di concentramento, rivelando al mondo intero l'orrore del genocidio nazista. Il ricordo della Shoah, cioè lo sterminio del popolo Ebreo, è celebrato il 27 gennaio anche da altre nazioni, tra cui la Germania e la Gran Bretagna, così come dall'ONU, in seguito alla risoluzione 60/7 del 1° novembre 2005. Il termine olocausto (dal greco holos "completo" e kaustos "rogo" come nelle offerte sacrificali) venne introdotto alla fine del XX secolo per indicare il tentativo compiuto dalla Germania nazista di sterminare tutti quei gruppi di persone ritenuti "indesiderabili": Ebreiebrei_deportati ed altre etnie come Rom e Sinti (i cosiddetti zingari), comunisti, omosessuali, disabili e malati di mente, Testimoni di Geova, russi, polacchi ed altre popolazioni slave. Il termine Shoah, che in lingua ebraica significa "distruzione" (o "desolazione", o "calamità", con il senso di una sciagura improvvisa e inaspettata), è un altro vocabolo usato per definire l'Olocausto. Molti Rom adoperano la parola Porajmos («grande divoramento»), oppure Samudaripen («genocidio») per designare lo sterminio nazista. Aggiungendo agli Ebrei questi gruppi di persone il numero di vittime causate dal regime nazistahitler è stimabile tra i dieci e i quattordici milioni di civili, e fino a quattro milioni di prigionieri di guerra. Oggi il termine “olocausto” viene impiegato anche per indicare altri casi di genocidio, avvenuti prima e dopo la seconda guerra mondiale, o più in generale, per designare qualsiasi strage volontaria e pianificata di vite umane, come quella che potrebbe risultare da un conflitto atomico, da cui deriva l'espressione "olocausto nucleare". Il termine olocausto viene talvolta adoperato per descrivere altri esempi di genocidio, specialmente quello armeno e quello ellenico che portò all'uccisione di 2,5 milioni di cristiani da parte del governo nazionalista ottomano dei Giovani Turchi tra il 1915 e il 1923.

Pellerossa e Meridionali

Con questo articolo vorrei rievocare la memoria di altre terribili esperienze storiche in cui sono stati consumati veri e propri eccidi di massa, troppo spesso dimenticati o ignorati dalla storiografia e dai mass-media ufficiali. Mi riferisco allo sterminio degli Indiani d’Americaindiani_d_america e ai massacri perpetrati a danno dei “Pellerossa” del Sud Italia, vale a dire i briganti e i contadini del Regno delle Due Sicilie. Dopo la scoperta del Nuovo Mondo ad opera di Cristoforo Colombo nel 1492, quando giunsero i primi coloni europei, il continente nordamericano era popolato da circa un milione di Pellerossa raggruppati in 400 tribù e in circa 300 famiglie linguistiche. Quando i coloni bianchi penetrarono nelle sterminate praterie abitate dai Pellerossa, praticarono una caccia spietata ai bisonti, il cui numero calò rapidamente e drasticamente rischiando l’estinzione totale. I cacciatori bianchi contribuirono così allo sterminio dei nativi che non potevano vivere senza questi animali, da cui ricavavano cibo, pellicce ed altro ancora. Ma la strage degli indianiIndiani fu operata soprattutto dall’esercito statunitense che pur di espandersi all'interno del Nord America cacciò ingiustamente i nativi dalle loro terre attuando veri e propri massacri senza risparmiare donne e bambini. I Pellerossa vennero letteralmente annientati attraverso uno spietato genocidio. Oggi i Pellerossa non formano più una nazione, sono stati espropriati non solo della terra che abitavano, ma anche della memoria e dell’identità culturale. Infatti una parte di essi si è integrata completamente nella civiltà bianca, mentre un'altra parte vive reclusa in alcune centinaia di riserve sparse nel territorio statunitense e in quello canadese.cartinariserve

Un destino simile, anche se in momenti e con dinamiche diverse, accomuna i Pellerossa d'America e i Meridionali d'Italia. Questi furono chiamati briganti_meridionali“Briganti”, vennero trucidati, torturati, incarcerati, umiliati. Si contarono 266 mila morti e 498 mila condannati. Uomini, donne, bambini e anziani subirono la stessa sorte. Processi manovrati o assenti, esecuzioni sommarie, confische dei beni. Ma noi Meridionali eravamo cittadini di uno Stato molto ricco. Il Piemonte dei Savoia era fortemente indebitato con Francia e Inghilterra, per cui doveva rimpinguare le proprie finanze. Il governo della monarchia sabauda, guidato dallo scaltro e cinico Camillo Benso conte di Cavour,Cavour progettò la più grande rapina della storia moderna: cominciò a denigrare il popolo Meridionale per poi asservirlo invadendone il territorio: il Regno delle Due Sicilie, lo Stato più civile e pacifico d'Europa. Nessuno venne in nostro soccorso. Soltanto alcuni fedeli mercenari Svizzeri rimasero a combattere fino all'ultimo sugli spalti di Gaeta, sino alla capitolazione. I vincitori furono spietati. Imposero tasse altissime, rastrellarono gli uomini per il servizio di leva obbligatoria (che invece era già facoltativo nel Regno delle regno2sicilieDue Sicilie); si comportarono vigliaccamente verso la popolazione e verso il regolare ma disciolto esercito borbonico, che insorsero. Ebbe così inizio la rivolta dei Briganti Meridionali. Le leggi repressive furono simili a quelle emanate a scapito dei Pellerossa. Le bande di briganti che lottavano per la loro terra avevano un pizzico di dignità e di ideali, combattevano un nemico invasore grazie anche al sostegno delle masse popolari e contadine, deluse e tradite dalle false e ingannevoli promesse concesse dal pirata massone e mercenario giuseppe-garibaldiGiuseppe Garibaldi. Contrariamente ad altre interpretazioni storico-meridionaliste, non intendo equiparare il fenomeno del Brigantaggio meridionale alla Resistenza partigiana del 1943-45. Per vari motivi, anzitutto per la semplice ragione che nel primo caso si è trattato di una vile aggressione militare, di una guerra di conquista violenta e sanguinosa (come è stata del resto anche la guerra tra fascisti e antifascisti), ma che ha avuto una durata molto più lunga (un intero decennio) dal 1860 al 1870. Una guerra civile che ha provocato eccidi spaventosi, massacri di massa in cui sono stati trucidati centinaia di migliaia di contadini e ALCUNI_BRIGANTI_UCCISIbriganti meridionali, persino donne, anziani e bambini, insomma un vero e proprio genocidio perpetrato a scapito delle popolazioni del Sud Italia. Una guerra che si è conclusa tragicamente dando inizio al fenomeno dell’emigrazione di massa dei meridionali. Un esodo di proporzioni bibliche, paragonabile alla diaspora del popolo ebraico. Infatti, i meridionali sono sparsi e presenti nel mondo ad ogni latitudine, in ogni angolo del pianeta, hanno messo radici ovunque, facendo la fortuna di numerose nazioni: Argentina, Venezuela, Uruguay, Stati Uniti d’America, Svizzera, Belgio, Germania, Australia, eccetera. Ripeto. Se si vuole comparare la triste vicenda del brigantaggioBrigantaggio e della brutale repressione subita dal popolo meridionale, con altre esperienze storiche, credo che l’accostamento più giusto da suggerire sia appunto quello con i Pellerossa e con le guerre indiane combattute proprio nello stesso periodo storico, ossia verso la fine del XIX secolo. Guerre feroci e sanguinose che hanno provocato una strage altrettanto raccapricciante, quella dei nativi nordamericani. Un genocidio troppo spesso ignorato e dimenticato, come quello a danno delle popolazioni dell’Italia meridionale. Nel contempo condivido in parte il giudizio (forse troppo perentorio) rispetto al carattere anacronistico, retrivo e antiprogressista, delle ragioni politiche, storiche, sociali, che stanno alla base della strenua lotta combattuta dai briganti meridionali.Briganti_presso_un_abbeveratoio In politica ciò che è vecchio è (quasi) sempre reazionario. Tuttavia, inviterei ad approfondire meglio le motivazioni e le spinte ideali che hanno animato la resistenza e la lotta di numerosi briganti contro i Piemontesi invasori. Non voglio annoiare i lettori con le cifre relative ai numerosi primati detenuti dalla monarchia borbonica e dal Regno delle Due SicilieSudItaly in vasti ambiti dell’economia, della sanità, dell’istruzione eccetera, né intendo in tal modo esternare sciocchi sentimenti di inutile nostalgia rispetto ad una società arcaica, di stampo aristocratico-feudale, ossia ad un passato che fu prevalentemente di oppressione, sfruttamento e asservimento delle plebi rurali del nostro Meridione. Ma un dato è certo e inoppugnabile: la monarchia sabauda era molto più retriva, molto più rozza, ignorante e dispotica, meno illuminata di quella borbonica. Il Regno delle Due Sicilie era indubbiamente molto più ricco, avanzato e sviluppato del Regno dei Savoia, tant’è vero che esso rappresentava un boccone assai invitante ed appetibile per tutte le maggiori potenze europee, Inghilterra e Francia in testa. Tuttavia, questo è un argomento vasto e complesso che richiederebbe un approfondimento adeguato.

Borboni_napoli

Infine, concludo con una breve chiosa a proposito della tesi circa le presunte spinte progressiste incarnate dai processi di unificazione degli Stati nazionali nel XIX secolo e dello Stato europeo oggi. Non mi pare che tali processi abbiano garantito un reale, autentico progresso sociale, morale e civile, ma hanno favorito e generato quasi esclusivamente uno sviluppo prettamente economico. Voglio dire che l’unificazione dei mercati e dei capitali, prima a livello nazionale ed ora a livello europeo, o addirittura globale, non coincide affatto con l’unificazione e con l’integrazione dei popoli e delle culture, siano esse locali, regionali o nazionali. Ovviamente, le forze autenticamente democratiche, progressiste e rivoludevono puntare a raggiungere il secondo traguardo.

domenica, 27 gennaio 2008

Li chiamarono... briganti! (1999)

Scritto e diretto da Pasquale Squitieri


Fotografia Sergio Melaranci
Scene Giuseppe Carocci
Costumi Mario Carlini, Francesco Crivellini
Produzione VIDI s.r.l
Distribuzione Medusa
Genere drammatico
Nazionalità Italia
Lingua italiano
Durata 100 m
Data 1a visione 28 maggio 1999

foto di scena   foto di scena Il film comincia nel 1861, dopo lo sgretolamento del regno delle due sicilieRegno delle Due Sicilie, e racconta le vicende di un gruppo di briganti nel sud infiammato dalle insurrezioni popolari di chi si oppone all'Unità d'Italia e insanguinato dalla repressione dell'esercito piemontese. spedizione dei milleUn sud dove si moltiplicano le bande alimentate da fuorilegge comuni, ex militari, ex garibaldini allo sbando, contadini sempre arrabbiati e impoveriti dalle tasse e leggi mortificanti, come il servizio di leva che priva le campagne di braccia giovani. Crocco (Enrico Lo Verso), il protagonista, è un personaggio realmente vissuto ed entrato ormai nella leggenda.

Ha combattuto con garibaldiGaribaldi e si è sentito tradito. Il nuovo governo lo rinchiude in carcere, ma lui si mette al comando di una banda guidato da un senso di giustizia primordiale, sperando di poter migliorare le condizioni di vita nelle campagne.

Con questo film Squitieri ritorna al cinema dopo sette anni di assenza.

Pasquale Squitieri

locandinaIl film fu in visione solo per un breve periodo di tempo nelle sale cinematografiche, qualcuno lo definì politicamente scorretto, ma continua ad essere celebrato nelle università, nelle manifestazioni culturali e da un ristretto pubblico di cultori.
***
"Li chiamarono... Briganti"briganti sembra introvabile. Non esiste in commercio una versione ufficiale del film, né in VHS, né in DVD. Nell'enciclopedia online Wikipedia, alla voce "Li chiamarono... Briganti", è scritto: "Il film oggi è fuori da qualsiasi circuito commerciale dell' home video ed è rintracciabile solo in ambiti "semi-clandestini" come "e-mule" ". In internet, fino ad oggi, si trova in vendita una copia del film in versione VHS e DVD, destinata probabilmente al mercato russo, col titolo, tradotto in cirillico, di "Bandity" (vedi locandina a lato).

***

Vi propongo alcuni video scaricati da YouTube.

Descrizione del video

Capolavoro di Pasquale Squitieri, l'unico film ad aver avuto il coraggio di narrare la vera storia dei Briganti e del risorgimento italiano. Gli attori principali del film sono: Enrico Lo Verso, Claudia Cardinale, Giorgio Albertazzi, Carlo Croccolo, Franco Nero, Lina Sastri.

 Seguono alcuni link:

La vera storia del risorgimento italiano:giuseppe_garibaldi http://www.ilportaledelsud.org/rec-ressa.htm
La verità sui Briganti (I partigiani del "Regno delle Due Sicilie" )
http://www.ilportaledelsud.org/mono_ressa_4_4.htm
I primati del Regno delle Due Sicilie:
http://www.ilportaledelsud.org/primati.htm

http://www.vocedimegaride.it/html/primatidelregno.htm

Un film da vedere per capire come nascono i problemi che affliggono l'Italia di oggi: Emigrazione, Mafia, Camorra, 'Ndrangheta, eccetera.

napoli

Il video ha sottotitoli in italiano e in inglese.

***

Descrizione del video

L'epilogo del film capolavoro di Pasquale Squitieri "Li chiamarono...briganti" interpretato da una sublime Lina Sastri.

***

Descrizione del video

"A Melfi! A Melfi!": brano tratto dal film capolavoro di Pasquale Squitieri "Li chiamarono... Briganti!" (1999)

***

Descrizione del video

La storia della canzone "Briganti se more":
http://www.ilportaledelsud.org/brigantesemore.htm

 

Cast (in ordine alfabetico)

Giorgio Albertazzi

....

Cardinale Antonelli

Roberta Armani

....

Filomena

Claudia Cardinale

....

Assunta

Ennio Coltorti

....

Caruso

Carlo Croccolo

....

Don Vincenzino

Michele D'Anca

....

Giovanni

Ennio Girolami

....

 

Remo Girone

....

Don Pietro

Franco Iavarone

....

 

Enrico Lo Verso

....

Carmine Crocco

Luigi Montini

....

 

Franco Nero

....

 

Lina Sastri

....

Corifea

Roberto Maria Selvaggi

....

 

Branko Tesanovic

....

Ninco Nanco

Benoìt Vallès

....

Generale Cialdini

Victoria Zinny

....

 


venerdì, 25 gennaio 2008
E' nato un nuovo blog scolastico
Vi segnalo il link relativo al neonato blog scolastico sul Brigantaggio meridionale. Il titolo del blog è "Alunni Briganti". L'indirizzo web è http://www.alunnibriganti.splinder.com
To blog
Segue una breve nota di presentazione del progetto e del blog.
LABORATORIO DELLA MEMORIA: IL BRIGANTAGGIO MERIDIONALE E LA FESTA DELLA COSTITUZIONE
Tra le varie iniziative messe in campo dall'Istituto Comprensivo Statale "V. Criscuoli" di Sant'Angelo dei Lombardi (Avellino), per il corrente anno scolastico, emerge un progetto relativo al "Laboratorio della Memoria".
Il progetto si articola in due attività didattico-formative che in qualche misura si vanno ad intersecare tra loro. Il primo momento prevede un percorso di approfondimento storico dedicato al "Brigantaggio", inteso come una straordinaria esperienza di lotta armata condotta dalle popolazioni dell’Italia meridionale (l’ex regno delle due sicilieRegno borbonico delle Due Sicilie) per resistere all'occupazione militare imposta dalla monarchia sabauda. Tale vicenda storica ci tocca direttamente da vicino, fa parte della memoria collettiva della nostra gente, è presente e viva nei nostri luoghi, è insita nella nomenclatura di alcuni vicoli, strade, piazze, persino di alcune sedi municipali. Insomma, si tratta di un’esperienza storica che ha coinvolto e segnato profondamente le popolazioni locali. Si pensi solo alle formazioni e alle azioni di noti “briganti” che hanno avuto come scenario proprio il nostro territorio, quello dei monti irpini.
Trattandosi di un Laboratorio di ricerca sul Brigantaggio meridionale, è evidente che i destinatari dell’iniziativa sono alunni ed insegnanti delle classi terze della scuola secondaria di 1° grado, dato che l’argomento rientra formalmente nel programma curricolare di storia riservato a tali classi.
Inoltre, quest'anno ricorre il 60° anniversario della Costituzione (in vigore esattamente dal 1° gennaio 1948), per cui si è ritenuto giusto cogliere l’occasione per allestire una manifestazione sul tema. Il progetto prevede una “Festa della Costituzione” da organizzare in concomitanza con la Festa della Liberazione, quindi intorno al 25 aprile.
Senza dubbio, i 60 anni della Costituzione forniranno spunti preziosi per promuovere percorsi educativi di tipo trasversale e interdisciplinare, incentrati sull’Educazione alla convivenza democratica, nelle varie classi dell'Istituto.
Lo svolgimento del progetto richiede un arco di tempo compreso tra febbraio e aprile dell'anno in corso. Infine, per esporre i contenuti prodotti dagli Educationalunni, tra le varie modalità escogitate, oltre alle classiche mostre e alle consuete manifestazioni scolastiche finali, si è pensato di creare un blog interattivo, curato da alunni ed insegnanti, da riempire con i risultati delle ricerche e delle attività condotte durante il laboratorio. Il titolo del blog è "Alunni Briganti". L'indirizzo web è http://www.alunnibriganti.splinder.com
mercoledì, 02 gennaio 2008

1° gennaio 1916, di Antonio Gramsci, da Avanti! ed. torinese, rubrica "Sotto la mole"

Ogni mattino, quando mi risveglio ancora sotto la cappa del cielo, sento che per me è capodanno. Perciò odio questi capodanni a scadenza fissa che fanno della vita e dello spirito umano un'azienda commerciale col suo bravo consuntivo, e il suo bilancio e il preventivo per la nuova gestione.

Essi fanno perdere il senso della continuità della vita e dello spirito. Si finisce per credere sul serio che tra anno e anno ci sia una soluzione di continuità e che incominci una novella istoria, e si fanno propositi e ci si pente degli spropositi, ecc. ecc.

Anno nuovo, vita nuova?

È un torto in genere delle date. Dicono che la cronologia è l'ossatura della storia; e si può ammettere. Ma bisogna anche ammettere che ci sono quattro o cinque date fondamentali, che ogni persona per bene conserva conficcate nel cervello, che hanno giocato dei brutti tiri alla storia.

Sono anch'essi capodanni. Il capodanno della storia romana, o del Medioevo, o dell'età moderna. E sono diventati cosí invadenti e cosí fossilizzanti che ci sorprendiamo noi stessi a pensare talvolta che la vita in Italia sia incominciata nel 752, e che il 1490 0 il 1492 siano come montagne che l'umanità ha valicato di colpo ritrovandosi in un nuovo mondo, entrando in una nuova vita.

Cosí la data diventa un ingombro, un parapetto che impedisce di vedere che la storia continua a svolgersi con la stessa linea fondamentale immutata, senza bruschi arresti, come quando al cinematografo si strappa la film e si ha un intervallo di luce abbarbagliante. Perciò odio il capodanno.gramsci Voglio che ogni mattino sia per me un capodanno. Ogni giorno voglio fare i conti con me stesso, e rinnovarmi ogni giorno. Nessun giorno preventivato per il riposo. Le soste me le scelgo da me, quando mi sento ubriaco di vita intensa e voglio fare un tuffo nell'animalità per ritrarne nuovo vigore. Nessun travettismo spirituale. Ogni ora della mia vita vorrei fosse nuova, pur riallacciandosi a quelle trascorse. Nessun giorno di tripudio a rime obbligate collettive, da spartire con tutti gli estranei che non mi interessano. Perché hanno tripudiato i nonni dei nostri nonni ecc., dovremmo anche noi sentire il bisogno del tripudio.

 Tutto ciò stomaca. Aspetto il socialismo anche per questa ragione. Perché scaraventerà nell'immondezzaio tutte queste date che ormai non hanno piú nessuna risonanza nel nostro spirito e, se ne creerà delle altre, saranno almeno le nostre, e non quelle che dobbiamo accettare senza beneficio d'inventario dai nostri sciocchissimi antenati.gramsci

"Odio gli indifferenti. Credo come Federico Hebbel che “vivere vuol dire essere partigiani”. Non possono esistere i solamente uomini, gli estranei alla città. Chi vive veramente non può non essere cittadino, e parteggiare. Indifferenza è abulia, è parassitismo, è vigliaccheria, non è vita. Perciò odio gli indifferenti"

Antonio Gramsci

domenica, 09 dicembre 2007

Propongo di rendere un caloroso omaggio ed un pubblico encomio a tutti i fenomenali “campioni” della libertà e della democrazia che sono alla guida della nostra benemerita nazione: da una parte, il cavaliere del lavoro (altrui) Silvio Berlusconi, il re dei comici Emilio Fede, l’assessore-squadrista sgarbi e rifiuti televisiviVittorio Sgarbi, il Fedele (cane) Confalonieri, la bella imprenditrice-meretrice Michela Brambilla, dall’altra parte (ovvero l’altra faccia della stessa medaglia… al valor civile), il guardasigilli Clemente clemenza_mastella“Che” Mastella, il lider Maximo D’Alema baffetto-perfetto, l’(anti)eroe nazionale Giulio Andreotti, e tutti gli altri “arditi” baluardi della (loro) libertà di spadroneggiare, comandare e farsi gli affari propri. GRAZIE TANTE! Purtroppo, costoro hanno avuto la sventura di imbattersi in un losco e rude personaggio, un vero e proprio energumeno provocatore, un tale Piero Ricca, nemico pubblico numero uno dell’élite nazionale.

Piero Ricca

Ma, bando alle stupide ciarle e alla facile ironia, diciamo la verità, tutta la verità, nient’altro che la verità: chi è il vero eroe e Il re e il vice-re della Tv spazzaturapaladino della libertà? Chi spaccia ripetutamente e spudoratamente la menzogna come veritiera, dall’alto di un potere cinico e meschino, protetto e corteggiato da schiere di servi e leccapiedi, guardie del corpo e portaborse vari? Oppure chi, in completa solitudine, totalmente privo di appoggi istituzionali, trova il coraggio di sfidare i presunti potenti, illusi di esserlo, in tutta la loro arroganza, impunità e spregiudicatezza morale? Chi è effettivamente libero?

E’ realmente libero solo colui che è in grado di esercitare, per sé e per gli altri, quei sacrosanti diritti sanciti e garantiti (sulla carta) dalla Costituzione, che altrimenti resterebbe lettera morta, ovvero inapplicata. E rimarrebbe tale e inapplicabile, almeno nell’attuale sistema di organizzazione politica, sociale ed economica.

Emilio Fido 

Il diritto alla libertà di parola e di espressione, il diritto alla libertà di associazione e di partecipazione politica, il diritto alla brunovespalibertà di stampa, questi ed altri diritti sarebbero assolutamente nulli ed insignificanti se non ci fosse qualche “folle” don Chisciotte, convinto e propenso a rendere appannaggio concreto per l’intera collettività sociale, quegli stessi diritti, svenduti come favori e franchigie esclusive riservate a pochi individui appartenenti alle classi dirigenti, nella misura in cui sono e rimangono una prerogativa speciale detenuta da una ristretta minoranza di superprivilegiati, schiavi della loro brama e mania di potere e ricchezza.

Don Chisciotte

Gustatevi, dunque, i seguenti video scaricati da YouTube

Descrizione del video

Qui Milano Libera contro quell'infamone di Emilio Fede!!!

Descrizione del video

Tratto dal blog http://guerrillaradio.iobloggo.com  

Piero Ricca incontra Vittorio Sgarbi. Vai Piero!
(il video è made in www.pieroricca.org  e http://www.quimilanolibera.net )

Vittorio Sgarbi, nome completo sgarbiVittorio Umberto Antonio Maria Sgarbi (Ferrara, 8 maggio 1952), è un critico d'arte, un personaggio della televisione ed un uomo politico italiano pregiudicato. È stato condannato nel 1996 a 6 mesi e 10 giorni definitivi con sentenza della Pretura di Venezia per il reato di falso e truffa aggravata e continuata ai danni dello Stato, per produzione di documenti falsi e assenteismo mentre era dipendente del Ministero dei Beni culturali, con la qualifica di funzionario ai Beni artistici e culturali del Veneto, e condannato a pagare un indennizzo fissato dalla corte. Il critico d'arte inutilmente si giustificò affermando che la sua assenza dall'ufficio dipendeva dalla sua redazione d'un catalogo d'arte. È stato condannato per diffamazione aggravata per aver definito "politiche", nel 1998, le indagini del pool antimafia di Palermo, guidato da Gian Carlo Caselli...
continua a leggere e commenta qui:
http://guerrillaradio.iobloggo.com/archive.php?eid=1541

Descrizione del video

Tratto dal blog http://guerrillaradio.iobloggo.com

(il video è made in www.pieroricca.org  e http://www.quimilanolibera.net)

Michela Vittoria Brambillabrambilla (Calolziocorte, 26 ottobre 1967) è una imprenditrice e politica italiana, presidente dei giovani imprenditori di Confcommercio. Erede di una famiglia di industriali dell'acciaio da quattro generazioni, laureata in filosofia all'Università Cattolica. Michela Vittoria Brambilla si è candidata alle elezioni politiche del 2006 con Forza Italia nella VII circoscrizione Veneto 1, senza però risultare eletta. Successivamente nel 2007 si è autonominata presidente dell'Associazione Nazionale Circolo della Libertà. Ha precedentemente lavorato come giornalista televisivo per il gruppo Mediaset. [1] È amministratore delegato delle Trafilerie Brambilla spa, azienda attiva nella trasformazione dell'acciaio inossidabile ed al carbonio. Sempre sul piano professionale è stata fondatrice (insieme al padre Vittorio) e attuale presidente del Gruppo Sal spa, impresa attiva nel settore dell'alimentazione degli animali, e di Sotra Coast International, che opera nel medesimo ambito. È arrivata rapidamente ai vertici nazionali della Confcommercio, dove dal novembre 2003 ricopre il ruolo di presidente degli imprenditori under 40 aderenti alla Confcommercio (Giovani Imprenditori Confcommercio). Il 20 novembre 2006 ha fondato i Circoli della Libertà. Vicinissima al presidente di Forza Italia Berlusconi SilvioSilvio Berlusconi, è stata, da alcuni osservatori (come quelli della rivista Panorama), indicata come possibile successore dello stesso alla guida del partito e dell'intero centrodestra italiano. Lei ha pubblicamente sempre smentito ogni notizia in merito. Nel giugno del 2007 ha fondato l'emittente satellitare TV della Libertà, legata all'iniziativa dei Circoli e finalizzata alla sua promozione personale e del movimento contro l'evasione fiscale, anche attraverso l'ascolto "in presa diretta" di esperti, professionisti e privati cittadini. È spesso ospite di programmi televisivi nazionali quali, ad esempio, Ballarò e Porta a Porta, nei quali è stata, spesso, protagonista di accesi attacchi, anche con insulti personali, ad esponenti legati al centrosinistra. culoNell'agosto 2007 è stata al centro delle contestazioni per aver depositato il simbolo di un presunto partito unico del centrodestra, cosa poi ridimensionata. Nel settembre 2007 incappa nell'esposto della giovane avvocatessa Susanna Chiesa che per conto di alcuni volontari del canile di Lecco denuncia condizioni di degrado della struttura gestita dall'Associazione Lega Italiana per la Difesa degli Animali LEIDA. Le denunce si trasformano anche in interrogazioni presentate dal Consigliere Regionale dei Verdi Marcello Saponaro [2] e dal Senatore Natale Ripamonti nelle rispettive istituzioni.

Tratto dal sito che s'indigna e denuncia con Piero Ricca censurato:
http://guerrillaradio.iobloggo.com

Descrizione del videoBerlusconi_nome e cognome

Un cittadino (Piero Ricca) "offende" Silvio Berlusconi all'uscita del Tribunale di Milano, dopo le famigerate "dichiarazioni spontanee" al Processo SME. Silvio lo denuncia per ingiurie, ma Piero Ricca è stato assolto, ed ha pure ricevuto 50.000 euro di risarcimento danni.

Descrizione del videoBerlusconi furioso

Piero Ricca spiega le ragioni del suo sfogo nei confronti dell'allora Premier Silvio Berlusconi fuori dall'aula di giustzia del Tribunale di Milano in cui Berlusconi rilasciò le sue dichiarazioni spontanee nell'ambito del processo SME il 5 Maggio 2003.

Descrizione del video

dal blog http://guerrillaradio.iobloggo.com

(il video è made in
www.pieroricca.org  e http://www.quimilanolibera.net )

Massimo D'AlemaD nasce a Gallipoli e a tre mesi già ha i baffi e sa condurre una barca a vela. A scuola è anticonformista e spavaldo. Scommette con un amico che da lì in avanti, pur essendo di destra e facendo cose di destra, dirà di essere di sinistra e nessuno lo scoprirà. Giovanissimo si infiltra nella Fgci, ma la prova di ammissione è preparare una molotov. Viene aiutato da un giovanotto grassottello che però gli dice che, insieme alla benzina, ci vuole il tartufo che non può mancare in nessuna casa italiana. Il giovanotto è Vissani, che diventerà un celebre chef e con cui nascerà una grande raffinata amicizia. Fa carriera nel partito. Come attore partecipa al film "I soliti Ignoti" e impara una massima fondamentale. I ladri piccoli vanno in galera, i grandi ladri no. Non dimenticherà mai questa lezione. Dopo anni di attesa, finalmente la sinistra va al potere. Questo coglie impreparato D'Alema che però reagisce subito. Dopo avere ipnotizzato bertinotti-vauroBertinotti, tromba Prodi e con l'aiuto di Cossutta e Cossiga, diventa Presidente del Consiglio. La sua politica di sinistra si concreta in alcuni atti fondamentali. Salva Berlusconi dal conflitto di interessi, entra in Borsa rassicurando gli speculatori, entra in guerra a fianco di Clinton, regala agli americani il porto di Taranto e, in entusiasmanti duetti con Vespa, spiega alla sinistra le sue priorità: il tartufo in ogni tavola, saper andare di bolina e soprattutto non avere la mentalità della sinistra catastrofista e perdente. Subito dopo perde alle Europee in maniera catastrofica. Ha un breve momento di lucidità e si dimette. Poi si dedica ad altre attività: compra sale Bingo e prepara la sua ricetta per la sinistra, pubblicata su Vanity Fair. E' la famosa passatina di ceci con gamberetti che non può mancare in nessuna casa degli italiani Intanto prepara il suo nuovo governo con Briatore all'economia e Vissani alla cultura. Dimenticavamo: ha vinto la scommessa fatta a scuola, ma qualcuno comincia a sospettare.prodi_porta_a_porta Se Prodi nonostante tutto rivincerà e lui combinerà dei casini, potrebbe anche beccarsi un vaff...ulo che non manca mai in nessuna casa degli italiani.

Frasi celebri:

"Sono un uomo dell'Ottocento, non ho orologio, uso poco il telefonino, diffido del computer" .
"Silvio Berlusconi può essere riportato nell'alveo della democrazia (detta nell'86 quando nessuno nel partito sapeva cosa voleva dire alveo)".
"Non siamo la portarei degli Usa, ma se partono dalla Svezia consumano più benzina".Massimo

Mandiamolo a lavorare.

Che lavoro gli fareste fare:

a. Qualsiasi, perché tanto sarebbe il primo
b. Cuoco in una caserma
c. Cameriere al Billionaire

Beppe Grillo e Stefano Benni (il Lupo).

Tratto dal sito che s'indigna e denuncia con Piero Ricca censurato:
http://guerrillaradio.iobloggo.com

Descrizione del video

Tratto dal sito che s'indigna e denuncia con Piero Ricca censurato:
http://guerrillaradio.iobloggo.com

(il video è made in www.pieroricca.org  e http://www.quimilanolibera.net )

Mario Clemente Mastella,mastella_clemente dopo un parto travagliato, per le dimensioni spropositate dell'apparato digerente già ben formato alla nascita,vede la luce nel 1947 a Ceppaloni, località beneventana da lui portata a visibilità nazionale. Da allora entrata nel linguaggio comune con la frase: "No Ceppaloni, no party". La sua fame leggendaria lo spinge a presentarsi alle feste di battesimo e di cresima non invitato. La sua disinvoltura gli consente di mangiare a sbafo e, contemporaneamente, di fare numerose amicizie che gli serviranno in futuro. L'appetito lo conduce inesorabilmente verso la democrazia cristiana, diventa deputato commensale nel 1976 e da allora non si è più mosso. Ogni coalizione di governo lo vede presente alla spartizione delle poltrone. In realtà nessuno lo invita, ma alla fine qualcosa da mangiare gli danno sempre quando minaccia di andare ad un'altra festa. Celebre la sua esibizione come ministro del Lavoro nel governo berlusconiBerlusconi in cui risolse il grave dramma della disoccupazione giovanile nel Sud e delle pensioni. Ambigua e carica di doppi sensi invece la sua dichiarazione sulla sua verginità pre matrimoniale, non è mai stato chiarito fino in fondo a quale tipo di relazione sessuale facesse riferimento. Nel 1999 si mette in proprio e fonda l'UDEUR che definisce "Il centro della politica, un progetto per il futuro, un'idea, un percorso, un metodo, una storia, un'identità" e, con postilla a margine, un posto a tavola. Entra subito in conflitto con Prodi_il_ciarlatanoRomano Prodi per il menu e con coerenza dichiara alle scorse primarie dell'Unione: "Usciamo dall'Unione, da oggi saremo il Centro alleato con l'Unione". Per dare vita e forza a questo progetto inserisce in lista il pregiudicato Rocco Salini. L'Unione cambia il menù e Mastella rientra nell'Unione. Dopo le elezioni di aprile il suo appetito pantagruelico lo fa delirare, pretende tre ministeri, tra cui la Difesa, la vice presidenza del Consiglio e il 30% dei salatini dei consigli dei ministri. Su quest'ultimo punto entra però in conflitto con Massimo D'Alema e deve fare un passo indietro. Prodi, che ha sempre segretamente apprezzato la sua capacità di barcamenarsi, dopo una telefonata per verificare le sue credenziali con Gianni Letta, lo nomina ministro della Giustizia.
Sic transit gloria prodi.

Descrizione del video

Tratto dal blog http://guerrillaradio.iobloggo.com/

(il video è made in
www.pieroricca.org e http://www.quimilanolibera.net)

Stefania Craxi

Stefania Gabriella Anastasia Craxi, conosciuta più semplicemente come Stefania Craxi, (Milano, 25 ottobre 1960) è una donna politica italiana. Figlia di Bettino Craxiberlusconi-craxi-de-mita e sorella di Bobo, è deputata alla Camera nelle file di Forza Italia. In precedenza ha fatto parte del Partito Socialista Italiano. Ha fondato l'associazione politica Giovane Italia e la Fondazione Craxi.

Tratto dal sito che s'indigna e denuncia con Piero Ricca censurato:
http://guerrillaradio.iobloggo.com

Descrizione del video

Tratto dal blog http://guerrillaradio.iobloggo.com

(il video è made in
www.pieroricca.org e http://www.quimilanolibera.net)

Andreotti. I fatti separati dalle opinioni: Mafioso fino al 1980
Giulio presidenteandreotti del Senato? Ecco gli eventi accertati. Incontrò due volte il capo di Cosa nostra, Stefano Bontate. Coltivò rapporti con Salvo Lima, Vito Ciancimino, i cugini Salvo. Parlò con il boss Manciaracina. Candidato alla presidenza del Senato. Dal centrodestra, ma non senza la possibilità di «unire», cioè di ottenere voti dal centrosinistra. Una candidatura, ha esplicitato qualcuno, che vale anche come risarcimento per il «calvario giudiziario» che ha dovuto sopportare.Giulio nazionale A ogni buon conto, ecco alcuni brani delle sentenze palermitane che lo riguardano. Vi sono raccontati fatti che basterebbero da soli, anche prescindendo dalle paroline finali (assolto, condannato, prescritto) ­ a spingere qualunque cittadino di qualunque Paese civile a decidere di non stringere più la mano a chi ne è stato protagonista. Altro che cariche istituzionali.
Alcune note tecniche. La sentenza di primo grado (del 23 ottobre 1999) è confermata da quella d'appello (del 2 maggio 2003), che la riforma soltanto trasformando l'assoluzione in prescrizione del reato di associazione a delinquere, comunque «commesso fino alla primavera del 1980». Dunque il senatore Andreottiandreotti_omissis per i suoi rapporti con Cosa nostra è stato riconosciuto responsabile, fino al 1980, del reato di associazione a delinquere (l'associazione mafiosa, con l'articolo 416 bis, è stata introdotta solo dopo i fatti contestati). Per le accuse successive alla primavera del 1980, la Corte d'appello conferma i fatti, confermando però anche l'assoluzione: ai sensi dell'articolo 530 secondo comma del Codice di procedura penale, che ricalca la vecchia insufficienza di prove.Andreotti, il nuovo che avanza Tutto ciò diventa definitivo con la sentenza finale dalla Cassazione, il 15 ottobre 2004. Ecco dunque i fatti accertati nelle sentenze Andreotti. Rapporti con Cosa nostra. Secondo la Corte d'appello, Andreotti, «con la sua condotta (...)
(non meramente fittizia) ha, non senza personale tornaconto, consapevolmente e deliberatamente coltivato una stabile relazione con il sodalizio criminale ed arrecato, comunque, allo stesso un contributo rafforzativo manifestando la sua disponibilità a favorire i mafiosi».

Tratto dal sito che s'indigna e denuncia con Piero Ricca censurato:
http://guerrillaradio.iobloggo.com

Descrizione del video

Tratto dal sito che s'indigna e denuncia con Piero Ricca censurato:
http://guerrillaradio.iobloggo.com

(il video è made in
www.pieroricca.org e http://www.quimilanolibera.net)

Dove sono le bombe?
Se ad Aviano (in Friuli) ci sono circa 50 ordigni missili atomiciatomici a disposizione degli F16 delle forze aeree statunitensi, nella base bresciana di Ghedi si trovano 40 bombe atomiche, comprese quelle che i C130 trasferirono nell'estate '93 dallo smantellamento della base nucleare di Rimini, dov'erano assegnate agli F104. Ghedi è una delle basi più piene in termini di occupazione dello spazio atomico disponibile: ci sono alloggiamenti per 44 bombe, e sono quasi tutti occupati. La quarantina di bombe attribuite al Paese ospitante (l'Italia) sono conservate negli undici hangar blindati dei Tornado.

Ghedi

Ogni aereo Pa 200 Tornado del 102° e 154° dell'Aeronautica ha il suo hangar con corazzatura antinucleare. Sotto il pavimento di ogni hangar c'è un alloggiamento che si solleva con un montacarichi: l'alloggiamento contiene quattro bombe da montare sotto le ali dell'aereo italiano. I piloti italiani si esercitano al lancio di bombe atomiche in diversi poligoni. Esemplari di bombe nucleari da addestramento vengono lanciati per esempio su Capo Frasca, in Sardegna, e in altri Paesi (con ogni probabilità la Tunisia non sa che è adattata a poligono atomico l'area addestrativa di Ben Ghilouf) ma fino a una dozzina d'anni fa le esercitazioni italiane di sgancio delle atomiche erano condotte sopra Maniago, in Friuli. La gestione delle bombe depositate, quella sì, è condotta da tecnici statunitensi.statua della morte

domenica, 02 dicembre 2007
 
  n+1 
 
Rivista sul "movimento reale che abolisce lo stato di cose presente"
 
SULLA MISERIA POLITICA DEI NEO-PROGRESSISTI
Con la parola Vignetta di Vauro su Bertinotti paracadutista"opportunismo" il movimento rivoluzionario non volle esprimere un semplice giudizio morale sul tradimento dei suoi capi che, nei momenti decisivi, si rivelavano agenti, coscienti o incoscienti, della borghesia. Spesso diffondendo parole d'ordine diametralmente opposte a quelle che avevano gridato per anni. L'opportunismo, si disse, è un fatto storico e sociale, è un infiltrarsi naturale del nemico nelle file del proletariato per sconfiggerlo dall'interno. Questa tesi è sempre valida, ma oggi risulta difficile tacciare di opportunismo i quaquaraqua della sinistra. Non c'è nemmeno l'ombra di un movimento operaio da infiltrare e comunque i molto onorevoli parlamentariGruppo_fokloristico_Bert_Giord__Riz_Dil se ne stanno bene alla larga dalle fabbriche. Questi surrogati dell'opportunismo schiferebbero persino l'ultra-opportunista Togliatti, quello che raccolse "il tricolore lasciato cadere nel fango dalla borghesia". E questi sarebbero i progressisti? Il fascismo era più progressita di costoro: nella sequenza temporale esso viene dopo la democrazia illuministica, quindi è più moderno e "aggiornato" (infatti, come dice anche il matematico Odifreddi, ha perso la guerra, ma ha vinto nella storia).
1946: Forza, violenza, dittatura nella lotta di classe
1947: Il corso storico del movimento di classe del proletariato
2000: Necrologi affrettati
 
LA POLITIGUERRA E' OVUNQUE
La guerrabombardamento non è più un evento a sé fra periodi di pace, ma diventa sempre più uno stato permanente della società. Si manifesta sia nella repressione armata di ogni movimento controcorrente, sia nel controllo capillare della popolazione. In Francia si prevede che piccoli aerei spia telecomandati (droni), come quelli usati sui campi di battaglia in Afghanistan, in Iraq e in Libano, sorveglino dall'alto le Rivolta nella Banlieuebanlieues zoomando con le loro telecamere  su assembramenti sospetti, manifestazioni e movimenti di rivoltosi come quelli del 2005. La proposta è stata ufficializzata dal ministro dell'Interno del governo Sarkozy. Il cretinismo parlamentare non si è fatto attendere: "L'uso da parte di forze civili di apparecchi di concezione CARRO_ARMATOmilitare non è neutro" ha tuonato Daniel Goldberg, deputato socialista del dipartimento di Seine-Saint-Denis. Il capo dei servizi tecnologici per la sicurezza interna risponde: "Certamente non vogliamo seguire la linea di una sorveglianza militare di lunga durata, di tipo militare... si tratta di uno strumento supplementare per gli interventi della polizia".
Excusatio non petita, accusatio manifesta: una scusa non richiesta è come un'auto-accusa.
2006: La banlieue è il mondo
2007:
Dall'equilibrio del terrore al terrore dell'equilibrio
IL SOLITO CALCIO?
Una domenica calcistica come tante altre. Un tifoso muore assassinato da un poliziotto a un distributore di benzina.
Funerale di Gabriele Sandri
La notizia si propaga velocemente sui cellulari: in tutti gli stadi esplode la rabbia, si alzano cori e sventolano striscioni contro le policiaforze dell'ordine. Su Internet il blog del ragazzo morto si riempie di messaggi anche da parte di chi non lo conosceva. Si stabilisce una rete spontanea: tante monadi separate, all'improvviso si uniscono in una specie di organismo unico anche se per un obbiettivo momentaneo. Il solito calcio? Teppisti violenti? catene_spezzateTerroristi della domenica? Certo, il calcio è il solito, gli inguaribili violenti si moltiplicano e non è del tutto illogico definire terrorista chi tenta di far saltare un avamposto dello Stato. Ma, come dice persino il SISDE, non è che in questa società manchi di logica proprio il senso della vita?
2005: Una vita senza senso

DRAGHI, IL KEYNESISMO E GLI AUMENTI ANTICIPATI
Aveva incominciato un anonimo pastaio, mettendosi nei panni dei propri dipendenti e constatando di persona che con il loro salario non si arrivava alla fine del mese. Poi sono arrivati la Fiatgruppo_mafiat e altri grandi industriali proponendo di anticipare una trentina di euro sui contratti in scadenza. Infine il governatore della Banca d'Italia ha sancito: i salari in questo paese sono i più bassi fra quelli dell'Europa che conta. Il grido d'allarme è significativo: non si tratta soltanto di sostenere la capacità di consumo ma di reimpostare il sistema produttivo su un controllo statale del capitalismo selvaggio. Il quale, lasciato a sé stesso, non può che tendere alla trintià caos-monopolio-fame. Il guaio per la borghesia è che il fascismo come rimedio è già stato provato e non è servito a salvarla che momentaneamente.
1950: Imprese economiche di Pantalone
 
RIFORME AL TEMPO DEL PD
Destino dei partito_(anti)democraticoneo-riformisti è sfornare una serie infinita di contro-riforme. Ai tempi del riformismo classico, che si esprimeva in una corrente del Partito Socialista dalla fine dell'800 alla Prima Guerra Mondiale, "fare le riforme" significava modificare la struttura del capitalismo, istanza poi realizzata dialetticamente dal fascicsmo. Questo "avvicinamento al socialismo" ha ricevuto consenso anche da parte di vasti strati proletari, nonostante non avessero nulla da guadagnare. Il neo-riformista d'oggi fa a meno delle riforme. Dato che ha rinunciato per sempre all'idea di cambiare la società, ogni volta che sale al governo cancella leggi varate dal riformista prededente e ne vara alcune che il riformista successivo cancellerà senza che nessuno si accorga di qualche cambiamento. E finalmente, proclama veltroni2Veltroni nel suo discorso d'insediamento, "i riformisti italiani hanno un partito". Mentre il povero Turati si rivolta nella tomba.
1950: Capitalismo e riforme
 
VORAGINE IMMOBILIARE
Gli Stati Uniti faticano a rimanere un paese rentier, con un cumulo di debiti privati e pubblici salito ad oltre il quadruplo del PIL. Le ripercussioni sono molteplici. Ad esempio: dato che il mercato finanziario ha inglobato titoli internazionali che contengono interessi su Il_peso_dei_debitimutui, il mercato immobiliare si sta sincronizzando con esso. E gli effetti si fanno sentire ovunque. Tra marzo e settembre del 2007 il prezzo medio delle case negli USA è sceso del 18%, con punte di oltre il 30% in California e non garantisce più le ipoteche. Anche in Italia la percentuale di pignoramenti in seguito a mutui inevasi sale: a Napoli, Milano e Roma è arrivata rispettivamente al 29, 22 e 21%. Il Giappone rischia di tornare in recessione e anche là ne soffre l'edilizia (un calo su base annua del 23,4% in luglio, e del 43,4 per cento in agosto). La Spagna ha il 98% dei mutui a tasso variabile ed ora che in tutta Europa aumentano i tassi ufficiali d'interesse le ripercussioni sui mutui sono automatiche. Una reazione a catena mondiale.
 
TERZA PERSONA
La borghesia santifica ogni giorno l'economia e la scienza, che renderebbero possibile il tanto sbandierato benessere capitalistico.esso Su di esse costruisce il proprio trionfo poggiante su due pilastri: Persona e Proprietà. Mai come oggi la nozione di "persona" costituisce il riferimento imprescindibile di tutti i discorsi - filosofici, etici, politici - volti a rivendicare il valore della vita umana in quanto tale, mentre invece folle immense vengono gettate nel più anonimo, massificato e coatto consumo di merci. Roberto Esposito nel libro Terza persona (ed. Einaudi, 2007) dimostra che il concetto di persona non è altro che un artificio storico e come tale destinato ad essere superato. Esso infatti si è imposto in un lungo periodo ottenendo l'effetto di separare, all'interno della specie umana e anche del singolo uomo, diritto da vita, anima da corpo, mente da natura, ecc. C'è da chiedersi, giunti alla fine del libro, come mai l'autore, che pur conosce bene certi temi, non nomini neppure una volta l'origine economica e sociale di tali separazioni.
 
STATO (DI SINISTRA) DI POLIZIA
Il nuovo "Pacchetto sicurezza" Giuliano Amatoè pronto, ed ecco che il mostro da sbattere in prima pagina facilita l’immediata approvazione dei poteri di espulsione ai prefetti. Sull'onda dell'ultimo fatto di cronaca (rumeno ammazza donna italiana) le fazioni della borghesia si contendono il merito del decreto nella corsa all’autoritarismo più sfrenato. D'altronde il capitalismo non ha alternative se non un inasprimento rispetto al controllo  sulle schegge sociali che le sue stesse contraddizioni fanno impazzire.guerra_tra_poveri L'Unione delle Camere Penali denuncia una "così pesante spirale autoritaria, che per di più non serve a procurare sicurezza ai cittadini, ma serve solo a creare una cortina fumogena che mascheri le incapacità di gestione del territorio e degli agglomerati sociali". Una società che genera mostri ha mostri da gestire, non angioletti.
 
DEATH BONDS: OBBLIGAZIONI SULLA MORTE
Con la crisi dei mutui subprime, molti pensavano che si stesse raschiando il fondo del barile, ecco invece una novità che sta rianimando l'ansia di speculazione del turbo-capitalismo finanziarizzato.banchieri Novanta milioni di americani, in mancanza di una previdenza sociale pubblica, hanno sottoscritto polizze di assicurazioni sulla vita. Arrivati a una certa età, e con la pensione che si dissolve in medicinali, diventa difficile continuare a pagare, e il rischio è perdere tutto il premio dell'assicurazione. Ecco allora che molti assicurati decidono di rivendere la polizza per una somma inferiore con la quale possono almeno tirare a campare. maialinoA questo punto entrano in campo i grandi fondi d'investimento che acquistano le assicurazioni, continuano a pagare il premio e aspettano che gli assicurati muoiano per poter incassare, esentasse, la somma totale. L'unico rischio è che l'anziano viva più a lungo del previsto... ma a questo si è già ovviato: basta, coinvolgendo magari qualche fondo pensione. La giusta chiusura del cerchio!
2005: L'autonomizzarsi del Capitale e le sue conseguenze pratiche
domenica, 02 dicembre 2007

VOGLIO SAPERE CHI SEI

NON MI INTERESSA sapere cosa fai per vivere...
VOGLIO SAPERE quello che desideri ardentemente e se osi sognare ciò
che il Tuo cuore brama!
NON MI INTERESSA quanti anni hai...
VOGLIO SAPERE se rischieresTi di renderTi ridicolo per amore,
per i Tuoi sogni, per l’avventura di esistere!

NON MI INTERESSA quanti
pianeti quadrano la Tua luna...
VOGLIO SAPERE se hai toccato il
centro della Tua sofferenza,
se i tradimenti della vita Ti hanno aperto
o Ti sei accartocciato e chiuso per paura di altro dolore!
VOGLIO SAPERE se puoi sedere col dolore, mio o Tuo,
senza muoverTi per nasconderlo o logorarlo o ripararlo!
VOGLIO SAPERE se puoi stare con la gioia, mia o Tua,
se puoi danzare selvaggiamente e lasciare che l’estasi
Ti riempia fino alla punta delle dita

delle mani e dei piedi
senza avvertirci di stare attenti, di essere realistici,
o di ricordarci i limiti dell’essere umani!
NON MI INTERESSA sapere se la
storia che racconti è vera...

VOGLIO SAPERE se sei in grado di deludere un altro
per essere fedele a Te stesso,
se puoi sostenere l’accusa di tradimento
senza tradire la Tua stessa anima!
VOGLIO SAPERE se puoi essere fedele, perciò degno di fiducia!
VOGLIO SAPERE se puoi vedere la bellezza,
anche quando non è bello ogni giorno!
VOGLIO SAPERE se puoi vivere col fallimento, il Tuo e il mio,
e saper stare ancora sulla riva di un lago
a gridare alla luna argentea: SI!

NON MI INTERESSA sapere dove vivi e quanti soldi hai...
VOGLIO SAPERE se riesci ad alzarTi dopo una notte di dolore e
disperazione, consumata fino all’osso,
e fare ciò che deve essere fatto con i bambini!
NON MI INTERESSA sapere dove o cosa o con chi hai studiato...
VOGLIO SAPERE cosa Ti sostiene quando tutto casca!
VOGLIO SAPERE se puoi stare solo con Te stesso,
E se ami veramente la compagnia
che tieni a Te stesso nei momenti vuoti!

(di Oriah Mountain Dreamer - Vecchio Indiano)

red indian