domenica, 20 aprile 2008
LA SINISTRA SUICIDATA, IL NUOVO FASCISMO E LE FUTURE LOTTE CONTRO IL “VELTRUSCONISMO”
Ovvero come predicare male, razzolare peggio ed essere bocciati dagli elettori
Il terremoto politico-elettorale avvenuto nei giorni scorsi, ha provocato effetti a dir poco devastanti, delineando un quadro parlamentare davvero singolare e senza precedenti (se si eccettua l’unico precedente che risale al Ventennio fascista).
Uno scenario imprevisto ed imprevedibile, almeno nella vastità e nelle proporzioni drammatiche in cui si è determinato. Un disastro politico in parte annunciato, simile alla situazione di illegalità e di messa al bando procurata dall’avvento al potere del partito fascista di Benito Mussolini,Benito Mussolini con l’instaurazione della dittatura e l’espulsione violenta delle forze di opposizione presenti nel Parlamento dell’epoca, in modo particolare del partito comunista e di quello socialista. Con la differenza, non secondaria, che nel caso odierno non c’è stato bisogno di ricorrere a provvedimenti apertamente reazionari e antidemocratici. In un colpo solo si è consumata la dissoluzione delle "sinistre", espulse in toto dal Parlamento italiano. Questo è, nei fatti, il risultato più evidente ed eclatante del nuovo “fascismo” mascherato da “antifascismo”, del nuovo golpismo istituzionale camuffato da Partito Democratico + Popolo delle Libertà, che in sintesi si chiama Veltrusconismo".
Il "golpe veltrusconiano" ha cancellato con una soluzione “morbida” e “pacifica” tutti i partiti di sinistra. I quali non hanno fatto nulla per impedire il proprio “suicidio” politico. Anzi, direi che le forze di “sinistra” hanno Il ritorno del Monnezzapermesso tutte le forme di Vignetta di Vauro sullo spauracchio di Berlusconiautolesionismo possibile ed immaginabile, tutto ciò che si poteva concedere all’avversario veltrusconiano per farsi male in modo serio e (forse) irreparabile. Con gli esiti a dir poco catastrofici che sono evidenti a tutti. Ma vediamo in quale modo si è tradotto l’autolesionismo della sedicente “sinistra” (ex)parlamentare italiana.
Una “sinistra” ormai estinta, umiliata e declassata al rango di un movimento politico extraparlamentare, senza possedere più alcun rapporto organico con i soggetti della realtà sociale, senza avere più l’abitudine e tanto meno la vocazione alla prassi e all’attività extraparlamentare. La liquidazione della sinistra parlamentare borghese è stata una morte annunciata da tempo, ma il principale responsabile del disastro si chiama (in)Fausto Bertinotti.Il camerata Fausto Bertinotti
Il quale ha raccolto esattamente quanto ha seminato negli ultimi anni. Ma nemmeno la più pessimistica delle previsioni poteva prefigurare e vaticinare lo tsunami che ha annientato totalmente la presenza della sinistra parlamentare in Italia. Senza dubbio l’astensionismo di sinistra ha inciso in modo consistente sull’esito del voto che ha penalizzato duramente i dirigenti e i rappresentanti della cosiddetta Gruppo_fokloristico_Bert_Giord__Riz_Dil“sinistra radicale”. In questi ultimi due anni la sinistra filo-governativa ha predicato male e razzolato peggio. Per questo gli elettori hanno deciso di punirla amaramente. Nel contempo, il nuovo “fascismo veltrusconiano"veltroni2 ha contribuito all’estromissione dalla scena parlamentare della sinistra borghese, senza porre in essere procedimenti autoritari o violenti, ma facendo semplicemente ricorso ad una vasta e capillare campagna propagandistica a favore del “voto utile”, che ha convinto non pochi elettori della “sinistra radicale” ad appoggiare il partito di Veltroni. La situazione politica odierna è, di fatto, quella di un regime senza colpo di stato, un fascismo privo della dittatura militare. Il nuovo Duce si chiama Veltrusconi.
PasoliniPierpaolo_Pasolini_2 docet: il fascismo potrà risorgere a condizione che si chiami antifascismo”. Infatti, il quadro politico-parlamentare determinato dalle ultime elezioni, risulta assai più inquietante e pericoloso del fascismo propriamente inteso, per la semplice ragione che l’affossamento della sinistra parlamentare borghese è avvenuto in una cornice di apparente democrazia, ovvero senza l’avvento di un colpo di stato militare che abbia messo fuorilegge i partiti di sinistra. I quali si sono in pratica “suicidati” (quasi) da soli. Gli avversari si sono limitati ad assecondare gli eventi.
Tale risultato si è rivelato addirittura traumatico, inducendo alcuni osservatori e personaggi politici che sono in qualche misura riconducibili al fronte dell’ultra-conservatorismo (quali, ad esempio, Giulio Tremonti) a temere l’attuale scenario, nella misura in cui le contraddizioni sociali e materiali, i conflitti di classe presenti nel mondo del lavoro, le vertenze e i contrasti insiti nella realtà del paese, potrebbero assumere un carattere di insanabilità, in quanto non sarebbero più governabili e suscettibili di mediazioni politico-istituzionali.
In pratica si teme e si paventa che l’assenza di rappresentanza parlamentare della sinistra possa generare antagonismi sociali esplosivi, fenomeni di recrudescenza politica difficilmente gestibili.
Inoltre, con il quadro parlamentare appena uscito dalle elezioni, mi pare assai facile prefigurare un tentativo di stravolgere il testo della Costituzione attraverso una sorta di “grande inciucio, ossia un’ampia intesa di stampo veltrusconiano sul versante delle cosiddette “riforme costituzionali”, tanto attese ed invocate non solo dalla coalizione di centro-destra guidata da Berlusconi, Bossi e Fini.
La vera sinistra potrà risorgere solo se saprà fare una seria autocritica e ripartire dai bisogni concreti e dalle vertenze reali della sua gente, ovvero i lavoratori. Il terreno più fertile e congeniale per lotte_operaiela sinistra di classe è da sempre il mondo delle lottelotte_sindacali e dei diritti del lavoro salariato, la base del movimento operaio e sindacale. La vocazione storica, la natura e l’attitudine della sinistra realmente antagonista, coincidono con le lotte e le vertenze dei lavoratori, con le tendenze e i bisogni effettivi delle masse operaie, non con le competizioni elettorali e tanto meno con le opzioni riformiste e governiste, che invece non pagano e non ottengono mai nulla.

Concludo citando Ernesto Che Guevara, il quale sosteneva che le sconfitte, specie quelle più amare e brucianti, possono rivelarsi nel tempo anche più utili ed istruttive di una vittoria troppo facile ed esaltante.
Non a caso, la “vittoria” del 2006 ha arrecato molti danni preparando il terreno all’attuale disfatta, in quanto ha alimentato e favorito un progressivo distacco della sinistra parlamentare dalla realtà drammatica e dolorosa dei bisogni e delle lotte delle masse popolari. Non sono pochi i quadri ferrerodirigenti che si sono montati la testa, assumendo atteggiamenti di arroganza, superbia e cecità nei confronti del legittimo dissenso espresso in diverse circostanze dalla base militante (soprattutto la base operaia, che di conseguenza ha voltato le spalle), per cui molti attivisti e simpatizzanti della cosiddetta “sinistra radicale” si sono disaffezionati e allontanati in modo crescente, decidendo infine di astenersi dal voto per punire duramente chi aveva tradito le attese e le speranze suscitate nel popolo della sinistra proprio dalla “vittoria” ottenuta nel 2006. Sono trascorsi appena due anni solari, eppure quella data sembra distante anni luce dall’attuale momento storico.
giovedì, 17 gennaio 2008

Apocalypto

Un film del 2006 scritto e diretto da Mel Gibson.

Locandina

Produzione

Il film è stato girato nella penisola messicana Yucatàn, tra la fine del 2005 e l'inizio del 2006, il budget era di circa 40 milioni di dollari americani. Gli attori sono tutti sconosciuti e originari di quel paese, come Rudy Youngblood, il protagonista, Dalia Hernandez e Raoul Trujillo.

Alcune comparse sono nativi americani. L'intera pellicola è stata girata in yucateco moderno, uno dei dialetti della lingua maya più utilizzati, e parlati ancora da un milione di persone, tale scelta è simile a quella precedente di Mel Gibson, che ha girato La passione di Cristo in aramaico e latino.

Il titolo è una parola greca che significa "rivelare", ma il film non ha connotazioni religiose, probabilmente Gibson si riferisce all'apocalisse provocata dall'arrivo dei conquistadores spagnoli, scena con cui termina il film. Come il precedente La passione, il film non ha titoli di testa, ma solo i titoli di coda. Violente piogge in Messico hanno ritardato le ultime fasi di post-produzione, tanto che l'uscita del film nei cinema statunistensi è stata rimandata dal 4 agosto al 8 dicembre 2006.

Polemiche

Il film ha suscitato numerose polemiche per i seguenti punti:

  • la descrizione dei Maya come un popolo sanguinario e primitivo, che ignora totalmente la loro cultura e scienza (molti storici hanno infatti protestato per questa rappresentazione);
  • la scena dell'eclissi che getta nel panico l'intera popolazione Maya, la quale sarebbe in contrasto con le conoscenze astronomiche che tale popolo ha dimostrato di avere, c'è da dire però che non tutti avevano conoscenze astronomiche; infatti è doveroso notare come l'eclissi mandi sì nel panico la popolazione, ma non i sacerdoti che anzi ne sfruttano abilmente le caratteristiche per strabiliare ancora di più il loro popolo.
  • la deformazione storico-temporale del film, dove si rappresentano i Maya durante la scoperta dell'America come una popolazione fiorente e sviluppata, quando invece agli inizi del 1500 erano quasi completamente decaduti
  • la presenza di numerose scene di violenza e di immagini disturbanti, spesso ai limiti del gore;
  • l'uso dello yucateco moderno, che, sebbene si sia rivelata l'unica alternativa alla lingua inglese (non conosciamo infatti il linguaggio degli antichi Maya), è un evidente anacronismo storico.

Successo

Nel mondo Apocalypto non ha avuto il successo sperato, spesso a causa di polemiche e di vicende giudiziarie, negli USA è stato un semi-flop.

Critica

La critica italiana non ha accolto molto bene il film. Solo Pino Farinotti lo ha trattato molto bene assegnandogli 4 stellette e dichiarando che già fa parte del corpo del cinema. Il sito "delcinema.it" invece gli assegna due stelle e mezzo e scrive che Il racconto ha dalla sua un'abile tecnica di regia e un'ottima sceneggiatura all'americana, ma decisamente efficace.

Fonte: Wikipedia

***

Apocalypto 

Un film di Mel Gibson. Con Rudy Youngblood, Dalia Hernandez, Jonathan Brewer, Morris Birdyellowhead, Carlos Emilio Baez, Israel Contreras.La tesi del film è annunciata da una frase dello storico-scrittore Will Durant: una grande civiltà non viene conquistata fino a quando non si distrugge da sola dal di dentro. Così, quando nel 1518, gli spagnoli "conquistadores" sbarcarono per la prima volta su una spiaggia dello Yucatàn, per portare la nuova civiltà, i Maya avevano già compiuto buona parte del lavoro ed erano, diciamo così, predisposti.
Gibson, creativo in modo allarmante, e anche furbo, corregge dunque la tesi del paradiso naturalistico: in quel tempo l'Europa aveva il Rinascimento, i codici civili e la polvere da sparo, i Maya "indietro" millenni rispetto a quei parametri, e al riparo da quel tipo di civiltà, non erano poi così felici.
Un'idea scaltra e magari strumentale, comunque accettabile, che poi permette al regista di fare il cinema violento-etnico-primordiale-iperrealista, attraverso "interpretazioni impossibili", che tanto gli sono congeniali.
Il giovane maya Zampa di Giaguaro vive dunque in modo primordiale, va a caccia, si diverte coi suoi amici, ha una moglie incinta e un bambino. Il suo villaggio viene assalito da una tribù più forte che fa una strage.
Insieme ad altri, Zampa di Giaguaro, che riesce a nascondere la famiglia in una grotta sotterranea, viene portato in un villaggio lontano dove sarà sacrificato al dio del sole. Riesce a fuggire, inseguito dai nemici.
Li uccide uno a uno, torna al suo villaggio, salva miracolosamente la famiglia, e dall'alto di una collina vede due galeoni nella baia e alcune barche che si stanno avvicinando alla spiaggia che portano uomini con armi, insegne e croci. Jaguar e la famiglia si rintanano nel cuore della foresta.
Nella Passione Gibson si era ritagliato molte possibilità di invenzione a cominciare dall'aramaico. Qui ripercorre la stessa strada (lingua maya con sottotitoli) ma gli si aprono orizzonti ancora più vasti: i corpi nudi che offrono un'opzione di violenza estrema che, per esempio, Braveheart coi costumi e le armature non offriva.
La vegetazione umida e senza sole, nemica, e così folta che senti prima di vedere, ed è tardi. L'istinto primordiale: ci si immobilizza, gli occhi si allargano a scrutare, il pericolo mortale è vicino. L'idea delle violenza estrema ha un'altra chiave, suggestiva. Zampa di Giaguaro viene colpito da una lancia, letteralmente trapassato, se la toglie e riprende la fuga, poi viene colpito da una freccia, dalle parti del cuore, se la strappa e prosegue.
E non sono le solite licenze del cinema d'avventura, è una considerazione sulle difese del corpo, che oggi diremmo sovrumane e cha magari, in quel tempo e in quei luoghi, erano umane. L'istantanea estrema in questo senso è alla fine, quando Zampa di Giaguaro si affaccia sulla grotta e vede la moglie e due figli, che stanno per annegare sopraffatti dalle grandi piogge. La donna ha partorito nell'acqua.
Un'altra strepitosa occasione Gibson la coglie col rito del sacrificio maya, e non gli par vero di poter rappresentare l'asportazione del cuore, il corpo disfatto pezzo per pezzo e poi spinto lungo l'infinita parete di quelle piramidi.
Dunque per il regista una possibilità estrema, antropologica, è quello che cercava. Può essere interessante la sua prossima mossa. Un'indicazione: perché no la genesi? Gibson cristiano radicale, avrebbe possibilità ancora maggiori, medierebbe le scritture con la scienza e offrirebbe certamente un'istantanea credibile di Adamo ed Eva. E dovrebbe inventare un linguaggio questa volta davvero ex novo.
Un'avventura spaventosa, ma niente spaventa Mel. Apocalypto è un film molto importante. Per coraggio per estetica e per forza in senso lato. Va inteso, oltre che come magnifico trucco (sempre di film trattasi) anche come indicazione che certamente si porterà dietro tante, tante parole. E, indubbiamente, fa già parte del corpo del cinema.

Fonte: MyMovies

***

Apocalypto

Nata intorno al 2600 a.C. circa, l'evoluta società Maya praticava anche guerra, schiavitù, e nell'ultima fase offerte umane agli dei. Sembra che varie cause concorsero al suo declino: deforestazione per produrre malta, siccità e carestie, conflitti e rivolte, ma principalmente l'arrivo dei conquistadores spagnoli, portatori tra l'altro di malattie che sterminarono il 90 % della popolazione.

"Nel corso della Storia, i motivi della caduta di una civiltà - dice Mel Gibson - sono sempre gli stessi, e molti degli eventi che hanno preceduto la fine dei Maya sono quelli che si verificano nella nostra società oggi. Questi cicli si ripetono continuamente".

E proprio un tale parallelo spiega il titolo profeticamente catastrofico, per un film che Gibson ha sceneggiato con Farad Safinia (anche co-produttore), prodotto con Bruce Davey e diretto avvalendosi della consulenza dell'archeologo Richard D. Hansen e del lavoro artigianale di una grande squadra di artisti, per lo più messicani.

Girato in loco, parlato in maya yucateco (lingua tuttora in uso), Apocalypto ha un cast di non professionisti composto da nativi del continente (dal Canada al Centro America).

Il regista lo ha ambientato nel momento di abbrutita decadenza e delirio delittuoso del "popolo dell'insegna del Sole", ma la vicenda si svolge quasi interamente nella foresta con tanto di estenuante inseguimento finale.

Dopo "Braveheart", la deriva da spettacolarizzazione porta Gibson da un lato a servirsi della tecnologia (con un digitale che gli permette di utilizzare la luce naturale e fino a 4 cineprese in simultanea per sequenze anche da venti minuti), dall'altro a bearsi in riprese ipercinetiche e in una maniacale violenza sanguinolenta.

Con una narrazione tutta visiva, elementare e manichea nella divisione buoni-cattivi, che fa dell'indistruttibile protagonista - annunciato da un oracolo - il simbolo di equilibrio con la natura, famiglia, sacrificio generoso, mentre il malvagio incarna l'idea della paura, necessario alter ego in un viaggio iniziatico. Per una fuga dal progresso distruttivo, alla ricerca di un "nuovo inizio".

La frase: "Una grande civiltà viene conquistata dall'esterno solo quando si è distrutta dall'interno." (W. Durant)

Federico Raponi


Fonte: FilmUp

***

Infine, vi segnalo alcuni link relativi ad un'altra recensione scritta a proposito di un altro celebre film "iperrealista" diretto da Mel Gibson, The Passion : Bellaciao - Girodivite - Fuoriregistro.

martedì, 08 gennaio 2008
Ormai non si può più restare inerti e indifferenti di fronte allo scandalo e al raccapriccio che inevitabilmente suscita in tutte le coscienze libere e normali il paesaggio orribilmente sfigurato da montagne di spazzatura che invadono ed appestano le strade della città di rifiuti_napoliNapoli e dintorni. Non si può (e non si deve) restare passivi di fronte allo spettacolo indecente offerto non solo dai territori sommersi da cumuli di immondizia, ma anche dalla gente di Pianura assalita brutalmente dalle forze dell'ordine al servizio di un potere cieco e sordo che ha fallito rovinosamente e ora tenta di scaricare (come sempre) le proprie responsabilità e i propri "sensi di colpa" criminali sulla popolazione. Un potere osceno e nauseabondo come la spazzatura! BassolinoMunnezzaUn potere inteso non solo come ceto politico locale e nazionale, ma anche come sistema economico-affaristico costituito da un intreccio lurido e perverso, ma nel contempo "fisiologico" e inevitabile, tra capitalismo lecito ed illecito, incentrato sulla malavita imprenditoriale organizzata. Oltre al danno (ovvero i delitti e lo scempio di ordine economico-ambientale, sociale e morale), oltre alle "mancanze" e alle "inadempienze" storiche che si sono accumulate per anni, insieme ai sudici ammassi di spazzatura, la gente partenopea deve sopportare anche l'amara beffa cagionata dalla fiera dell'ipocrisia, dall'invereconda esposizione televisiva delle "lacrime di coccodrillo" del "povero ed afflitto" governatore Bassolino.
Gli spazi pubblici (invivibili da anni) di Pianura, come di altri quartieri napoletani, sono assediati e infestati da cumuli di rifiuti. C'e gente che non riesce più a varcare la soglia di casa per uscire (anche solo per fare la spesa) essendo impedita da mucchi insormontabili di immondizia.

<B>Napoli, sale la tensione a Pianura<br>"La discarica riaperta fino al 2009"</B>A Napoli e dintorni è in atto un'aspra e feroce vertenza di massa, esplosa come una spaventosa eruzione del Vesuvio, che forse avrebbe arrecato meno danni. Su Napoli e sull'intera Campania incombe un vero disastro ecologico e territoriale, una catastrofe sanitaria e sociale.
Caos a Pianura Ma incombe anche un'ingiusta e velenosa condanna di stampo razzista, emessa da parte di un sistema mediatico-propagandistico che invece di denunciare il colonialismo storico che affligge le comunità del nostro Meridione, preferisce evocare formule precostituite, ideologicamente pregiudizievoli e compromettenti sulla presunta inferiorità e arretratezza culturale dei popoli meridionali, in particolare della gente partenopea. Gente che invece è figlia di un ricco coacervo storico-culturale generato dalla Magna Grecia ed altre antiche e raffinate civiltà mediterranee. Ho sempre associato la nozione e l'immagine dell'intellettuale a figure scomode e destabilizzanti come Antonio Gramscigramsci e Pier Paolo Pasolini,Pierpaolo_Pasolini_2 mosse da una profonda e coraggiosa passione civile autenticamente rivoluzionaria, che li ha indotti ad assumere sovente posizioni fermamente critiche e controcorrente, sempre schierate dalla parte dei soggetti più deboli e indifesi, gli "umili" di Manzoni, i "vinti" di Verga, insomma i reietti e i diseredati della nostra società (ecco come si manifesta il vero anticonformismo), rispetto alle scelte e agli schemi di giudizio e di condotta predominanti. Pertanto, lancio un accorato appello per invitare tutti gli intellettuali liberi e coscienti della nostra terra, intesa non solo come Irpinia, bensì in un senso più lato che abbracci l'intero Meridione,napolibriganti a fare altrettanto, a prendere iniziative e posizioni assolutamente scomode e irriducibili rispetto alla linea imposta dai mass-media ufficiali assoggettati ai poteri dominanti che vogliono tacere le proprie atroci responsabilità, scegliendo la strada della repressione e della criminalizzazione a scapito delle comunità locali che si ribellano giustamente ad uno stato di "emergenza permanente" che dura ormai da oltre un decennio e che è funzionale solo a logiche occulte, prettamente affaristiche e criminali.
sabato, 24 novembre 2007

UNO SPARTIACQUE STORICO

 

Sono ormai trascorsi 27 lunghi anni dal terribile Sisma del 1980sisma che il 23 novembre 1980 rase al suolo alcuni centri dell’Alta Irpinia e della Basilicata, cancellando intere famiglie, decimando e stremando le popolazioni locali. Si trattò di un immane cataclisma, le cui rovinose conseguenze non furono causate solo da elementi naturali, bensì pure da fattori di ordine storico-politico e antropico-culturale. Ricordo che nei mesi immediatamente successivi alla catastrofe, non furono pochi gli osservatori e gli analisti politici che si spinsero a formulare l'agghiacciante ipotesi di una vera e propria “strage di Stato”. La furia tellurica investì in modo traumatico e devastante le comunità irpiniairpine di Sant’Angelo dei Lombardi, Lioni e Conza della Campania, i centri più gravemente danneggiati dal sisma. Ebbene, da quel funesto giorno sembra separarci un’eternità! In tutti questi anni, le tematiche collegate al terremoto del 1980 e alla ricostruzione post-sismica sono state oggetto di validi e complessi studi, inchieste e approfondimenti, condotti e pubblicati anche su blog e siti Internet (naturalmente sono state scritte anche scempiaggini). Per cui sembrerebbe che non ci sia molto da aggiungere. Invece, credo che valga la pena di spendere qualche frase in occasione delle consuete e rituali commemorazioni, celebrate nel 27° anniversario del triste evento. Per gli abitanti dell’Alta Irpinia, in modo particolare per i cittadini di Lioni, Sant’Angelo dei Lombardi e Conza della Campania (i tre Comuni più disastrati dell’area del cratere) il terremototerremoto 1980 del 23 novembre 1980 ha costituito indubbiamente un avvenimento luttuoso, per cui quel giorno non rappresenta una data qualsiasi del calendario, ma segna un vero spartiacque storico-cronologico e antropologico-culturale. Equivalente all’11 settembre 2001 per gli Americani, oppure all’anno zero, ossia all’avvento di Gesù, per i cristiani. L’espressione “data-spartiacque” indica anzitutto che, a partire da quel momento storico, la nostra vita quotidiana è radicalmente mutata sotto ogni profilo. La realtà delle nostre zone si è trasformata visceralmente sul versante economico e sociale, persino a livello psicologico ed esistenziale, facendoci letteralmente regredire sul piano antropologico e culturale. napoliIl terremoto ha straziato le nostre vite, turbato le nostre emozioni e percezioni, segnando profondamente le nostre menti, i nostri stati d’animo, la sfera interiore degli affetti e dei sentimenti più intimi, perfino i nostri istinti più elementari. Il cambiamento, inteso come imbarbarimento, si è insinuato dentro di noi, negli atteggiamenti e nelle relazioni più comuni, penetrando fino in fondo alle viscere della terra. Una terra sempre più infetta e corrotta dall’inquinamento chimico-industriale, avvelenata dai rifiuti e dalle scorie d’ogni genere. Così pure l'acqua e l'aria, che un tempo erano assolutamente pure e incontaminate. Ciò che invece sembra mantenersi perennemente intatto, immutato e quasi indisturbato, è l’assetto del de-mita-ciriacopotere politico-clientelare che continua a ricattare i soggetti più deboli e indifesi, a condizionare la libertà di scelta delle coscienze individuali, influenzando gli orientamenti elettorali dei singoli, vale a dire di vasti strati della popolazione. Pertanto, al fine di non dimenticare l'immane tragedia collettiva che 27 anni or sono fece precipitare nel lutto più doloroso ed insanabile le comunità dell'Alta Irpinia e della Basilicata, vi propongo alcuni video scaricati da YouTube.

Per non dimenticare...

Descrizione del video

Il terremoto che ha devastato l'Irpinia.

Descrizione del video

Seconda parte di un dramma.

Descrizione del video

Terza parte.

Descrizione del video

Ultima parte.

 

Descrizione del video

Dai telegiornali dell'epoca. L'intervento di Pertini.

 

UN POPOLO SENZA MEMORIA E' UN POPOLO SENZA SPERANZA E SENZA FUTURO.

venerdì, 23 novembre 2007

23 novembre 1980-23 novembre 2007

TERREMOTO / Una testimonianza dello scrittore Franco Arminio

Dalle mie parti siamo tutti esperti di Sisma del 1980terremoto, almeno quelli che quando venne la scossa erano adulti: ventitré novembre 1980, le sette e mezza della sera, la terra fa tremare tutto l'Appennino meridionale, l'epicentro è tra le province di Avellino, Salerno e Potenza, una decina di paesi completamente distrutti (Conza, Laviano, San Mango, Sant'Angelo dei Lombardi, Terremoto del 1980 in IrpiniaLioni, solo per ricordarne alcuni) altre centinaia danneggiati più o meno gravemente, tremila persone morte, schiacciate dal peso delle case rotte, adesso penso al fatto che non tutte sono morte subito, c'è chi sarà rimasto in agonia per qualche ora, chi avrà sentito i soccorritori che stavano per raggiungerlo e non ce l'hanno fatta a prendergli le mani, il terremototerremoto 1980 dal punto di vista dei morti è una cosa fatta di travi sulla pancia, di buio, di gambe rotte, è un trovarsi nella spina della vita all'improvviso, sei con la bocca davanti alla maniglia della tua stanza, guardi un televisore spento, stavi vedendo la partita, tua moglie era in cucina che preparava la cena, giocavano la Iuventus e l'Inter, ma non sai com'è andata a finire, sai che sta finendo la tua vita e ti fa rabbia che continua quella degli altri, ombre che staranno lì a spartirsi questo curioso bottino che è il tempo che passa, tu sei stato appena riportato tra loro, non puoi sapere che stanno polemizzando sui soccorsi che non sono arrivati, è arrivato il

Sandro Pertini

presidente della Repubblica e ha fatto una scenata alla Ciriaco De Mitaclasse politica, quella che ignorava che il cemento della tua casa era disarmato, quella che non si è preoccupata che la casa in cui è morta tua madre era fatiscente nonostante tu vivessi nel mondo che si dice progredito, il mondo che anche nel tuo paese aveva voltato le spalle alla civiltà contadina per sistemarsi nella modernità incivile, è in nome di questa Modernizzazione dellmodernità che cominciarono a ricostruire la tua casa e quella degli altri, pensarono perfino che non bastavano le case, ci volevano anche le industrie, ora molte di quelle case sono chiuse come la tua cassa da morto e lo stesso è avvenuto per quelle End global warmingindustrie, non sai che questo fatto a un certo punto è stato utilizzato per combattere quelli che comandavano in queste zone, non sai che le persone del nord Italia che vennero qui ad aiutare furono assai deluse dal sapere di tanti sprechi (si parla di una spesa di sessantamila miliardi di lire, ma i conteggi cambiano a seconda di chi li fa) e diedero credito a un bossipartito che nasceva per dire basta con questa storia del sud, il problema siamo noi, i soldi che facciamo col nostro lavoro non ce li deve togliere nessuno, e infatti nessuno glieli ha tolti, come nessun scandalo a noi ci ha tolto quelli che comandavano e che comandano ancorade-mita-ciriaco e che adesso fanno coi fondi europei quello che fecero col terremoto, pure questa è una faccenda scandalosa, ma per ora non fa notizia, manca il detonatore della tragedia, intanto pure l'ingegnere che ha costruito la tua casa caduta non è andato in galera e neppure chi l'ha ricostruita in maniera piuttosto orrenda, il terremoto per te è finito con la fine della scossa, ma per gli altri è continuato molti anni ed è stato una corsa a fare soldi, in questa corsa non c'era tempo per pensare alla bellezza dei paesi,Lago Laceno il problema era solo allargali, allungarli e l'opera è stata compiuta con genio e vi hanno partecipato un poco tutti, dal parlamentare che ha fatto la legge per cui si potevano aggiustare anche case che non si erano rotte, all'architetto che ha disegnato con la matita della venalità, al cittadino Andrettache si è messo in fila ad attendere quello che gli spettava e se possibile anche qualcosa di più, ora tutti si lamentano, tutti a dire che si stava meglio prima del terremoto, tutti a rimpiangere un tempo in cui si era più uniti e più buoni, a me pare di averla vista questa bontà e questa unione solo fino a quando è durata la paura, fino a quando la gente ha dormito nelle macchine, fino a quando abbiamo cercato di salvarti, poi è andata un po' come ti ho detto.

Franco Arminio, scrittore di Bisaccia (Avellino)

Resti di una città fantasma

venerdì, 12 ottobre 2007

Maledizione e delusione ai mondiali di rugby

A Cardiff, in terra d'Oltralpe, la squadra ospite degli all_blacksAll Blacks è stata sconfitta a sorpresa nei quarti di finale dalla nazionale di casa, che ha disputato uno spettacolare secondo tempo (il primo tempo si è concluso 13-3 per la  Nuova Zelanda). Il rugby-champagne giocato dai transalpini ha  costretto i All Blacks in azione"tuttineri" alla resa. Malgrado il disperato assedio finale, la rocciosa linea difensiva francese ha retto meglio della Linea Maginot, prevalendo col risultato finale di 20 a 18. Sabato prossimo si giocherà la semifinale tra la Francia e l'Inghilterra a Parigi, una classica sfida europea che vale l'accesso alla gara finale dei campionati mondiali di rugby. E gli All Blacks,All Blacks in campo che hanno fallito l'ennesimo mondiale, saranno costretti ancora una volta al ruolo di mesti e muti spettatori.
E' proprio il caso di adoperare il termine deja-vu , in onore ai vincitori, per raccontare la triste parabola discendente degli sconfitti: come in altre occasioni, gli All Blackshaka_rugbyheaven (già superfavoriti) erano in vantaggio, ma si sono trovati ancora una volta "spettatori" di una straordinaria rimonta degli avversari che li ha colti totalmente impreparati. Molto probabilmente i neozelandesi hanno peccato di eccessiva sicurezza e presunzione. Errori che nello sport possono costare caro. Malgrado l'inattesa ed amara eliminazione, gli All Blacks restano un mito intramontabile per tutti i tifosi e gli appassionati di rugby, una disciplina sportiva tutto sommato ancora integra e pura, di certo più autentica e nobile di altri "sport" che non sono più tali, in quanto degenerati e corrotti dal dio denaro e dai suoi sponsor multinazionali. Come mitica resta HAKAl'Haka, una danza etnica tipica del popolo Maori, originario della Nuova Zelanda. Un rito reso celebre proprio dagli All Blacks, che l'hanno adottato nella versione stilistica della Ka Mate.  La Nuova Zelanda è così precipitata in un inconsolabile lutto nazionale. Pertanto, voglio esprimere il mio cordoglio personale al popolo neozelandese e a tutti i tifosi degli All Blacks.
giovedì, 04 ottobre 2007

BIRMANIA: BUSH PER UN GENOCIDIO DEMOCRATICO

Da quasi vent’anni le notizie provenienti dalla birmania_cartaBirmania - oggi Myanmar – suscitano preoccupazione, ma il fatto che il presidente Bush sia entrato con tanta decisione nella questione non può che spaventare per le sorti del popolo birmano. Un regime militare da loro sostenuto per mezzo secolo, è stato improvvisamente bollato da Stati UnitiPotere alieno e Gran Bretagna come tirannico e “comunista”, cosa, quest’ultima, di cui non s’era mai accorto nessuno, tanto più che il regime militareTibet birmano era stato fondato con l’apporto di nazionalisti cinesi in fuga dalla madre patria dopo la vittoria dei comunisti; un regime militare che inoltre si sosteneva, sino a poco tempo fa, con i proventi della produzione di oppio del cosiddetto “Triangolo d’oro”, nel quale la CIA ha una presenza storica.triangolo_d_oro

Anche sulla effettiva consistenza delle attuali notizie sulla Birmania, i dubbi non mancano. Alla fine degli anni ’80 vi fu sicuramente un grande movimento all’interno del Paese per liberarsi della giunta militare che reagì con una repressione ai limiti del genocidio. oltre_rangoonQueste  vicende furono narrate in un film del 1995, che molti ricorderanno: “Oltre Rangoon”, di John Boorman.john_boorman In quella occasione filtrarono varie notizie circostanziate, specialmente quando fu assegnato il premio Nobel per la pace alla leader dell’opposizione birmana, ma comunque non si registrò nessuna mobilitazione politica e mediatica paragonabile a quella attuale, eppure i fatti erano confermati da immagini e testimonianze precise. La campagna mediatica attuale appare invece all’insegna della coniugazione al condizionale: “ci sarebbe stata protesta_birmaniauna manifestazione”, “i partecipanti sarebbero alcune migliaia”, “gli arresti sarebbero centinaia”, “i morti sarebbero decine”, ecc. Le contraddizioni poi non mancano: “le informazioni dalla Birmania filtrerebbero attraverso internet” (e giù retorica sulla “democrazia telematica”), salvo poi dirci che internet risulta oscurato. myanmarL’unica notizia eclatante rimane quella dell’immagine del fotografo giapponese ucciso da un militare, ripreso a sua volta da un collega.telegiornale Ma anche queste immagini drammatiche risultano isolate. È strano che il fotografo che ha fornito l’immagine del collega giapponese ucciso, non abbia allegato poi altre immagini sulle proteste popolari che “sarebbero” in atto. Insomma, si sono presi troppi bidoni in passato dagli Stati Uniti per non sospettare qualcosa oggi. I moventi di bush-dollarBush sono sempre stati smaccatamente affaristici, ed in effetti è di pochi mesi fa la notizia degli accordi tra Birmania-Myanmar e Cina per l’estrazione e il trasporto del oleodottopetrolio e del gas birmani, perciò l’interesse delle multinazionali statunitensi a bloccare questo contratto cino-birmano è evidente. La Cina offre ai Paesi produttori contratti al cinquanta per cento degli utili, mentre le multinazionali statunitensi concedonovertice2007 ai produttori al massimo il dieci per cento, previo rientro delle spese, che di fatto non rientrano mai. Soltanto una pressione politico-militare degli USA può indurre il governo birmano ad accettare condizioni così svantaggiose. essoD’altra parte l’esperienza passata dimostra che le notizie più importanti passano con anni di ritardo, senza peraltro raggiungere l’onore delle prime pagine e delle aperture di telegiornale. Probabilmente sapremo qualcosa in più tra qualche mese o tra qualche anno.MYANMAR_PROTESTE Ciò che risulta urgente oggi, è sfatare l’illusione che l’interessamento statunitense, comunque motivato, possa servire a schiacciare la tirannia e migliorare la situazione dei Birmani. Anche qui l’esperienza dimostra l’esatto contrario. Le “riforme democratiche” di Eltsinboris_eltsin e dei suoi consulenti prestatigli da Clinton, hanno ridotto la popolazione russa di un terzo, distruggendo i servizi sociali e facendo crollare la produzione alla metà rispetto al periodo sovietico. Quindi l’era di Eltsin ha fatto impallidire l’epoca staliniana. Questi ormai sono dati ufficiali, anche se non arrivano alle prime pagine. Lo stesso sta avvenendo in Iraq, ed il problema non è solo la guerriglia o la guerra civile, ma il fatto che gli occupanti statunitensiusa_morte stanno lasciando senza acqua corrente ed elettricità aree densamente popolate, provocando miseria, malattie, morti precoci e crollo della natalità. In quattro anni di democrazia americana, le infrastrutture irakene sono regredite di un secolo ed anche i livelli demografici arretrano in proporzione. Quindi il genocidio non è un’esclusiva delle dittature, anzi la democrazia ha dimostrato di saper fare molto meglio.

Fonte: www.comidad.org

giovedì, 27 settembre 2007

GAZA “ENTITÀ OSTILE”, COME NEW ORLEANS

Il israeli_tanktentativo israeliano di genocidio nei confronti della soldierpopolazione di Gaza viene operato nel complice silenzio dei media ufficiali, un silenzio messo in maggior rilievo dal fatto che su internet circola una massa di informazioni a riguardo. La maggior parte di queste informazioni proviene dall’interno della stessa Israele, come espressione di un’opposizione crescente alla politica del genocidio. Certamente tutto questo è consentito dal fatto che internet ha rotto il monopolio dei media ufficiali, ma sarebbe un errore ridurre il tutto ad una questione di nuove frontiere della democrazia telematica. Internet è un grande moltiplicatore, ma l’esperienza dimostra che può essere utilizzato anche per moltiplicare la mistificazione, come nel caso di Roberto SavianoRoberto Saviano, nel quale un ben orchestrato “tamtam” sulla rete ha determinato un’illusione di spontaneità, che ha impedito a molti di accorgersi che “Gomorra” Gomorra di Roberto Savianoera un’operazione-best seller gestita da una casa editrice delle dimensioni di Mondadori. Quindi, senza misconoscere l’importanza di internet nell’informazione alternativa, occorre vedere che c’è qualcos’altro. In Israele, ad esempio, è sempre esistito un dissenso interno contro la crimini sionistipolitica criminale dei vari governi, ma sta di fatto che oggi questo dissenso non vive più nell’isolamento morale di una volta, ma riscuote una diversa attenzione. Anche le persone più intossicate dalla propaganda non possono sottrarsi dal fare i confronti più ovvi. Prima della colonizzazione statunitense, il Sionismosionismo non si limitava ad esagerare e mistificare la minaccia araba, ma puntava anche sulla solidarietà interna, in modo che il senso comunitario ed il senso di accerchiamento si alimentassero a vicenda. Ora qualsiasi israeliano può invece osservare come nella povertà e precarietà in cui sono ridotte, le popolazioni arabe riescono a trattare i loro anziani molto meglio di quanto non faccia lo Stato israeliano con i propri pensionati. Negli ultimi anni gazaGaza è divenuta per Israele anche un imbarazzante modello di welfare, che stride con il modo in cui ormai la società israeliana tratta i propri poveri e i propri svantaggiati. La propaganda ufficiale sul terrorismo si è trovata spesso di fronte a questi sconcertanti confronti con la realtà. Mentre il Libanomilitarismo sionista era bombardato da Israele, i cittadini americani erano bombardati da una propaganda sulla malvagità di Hezbollah, ma anche qui i paragoni sono stati poi inevitabili.Olmert Hezbollah ha usato il denaro iraniano per aiutare le vittime delle bombe israeliane e finanziare la ricostruzione; ma, mentre quelle bombe ancora cadevano, Rumsfeld si era rifiutato di rimpatriare a spese del governo i turisti americani rimasti intrappolati in Libano - come invece stavano facendo tutti i governi europei -, e ha offerto a quei turisti in pericolo la possibilità di farsi prestare a interesse i soldi  necessari per fuggire, ovviamente a tassi da strozzo. Il punto è che nessuna fantasia propagandistica sulla malvagità dei terroristi, riesce ad eguagliare ciò che fa oggi il gruppo dirigente statunitense.  In questi ultimi tempi è nata una linea editoriale tendente a screditare e ridicolizzare le tesi “complottiste” sull’11 settembre,11 settembre ma qualsiasi confutazione tecnica e qualsiasi psichiatrizzazione del cosiddetto “complottismo” deve arrendersi di fronte all’evidenza del fatto che il governo statunitense è pronto a considerare la propria popolazione come una qualsiasi altra “entità ostile”. Molti abitanti di New Orleans sono convinti che sia stato il governo, e non l’uragano Kathrina, a far saltare le dighe e provocare l’inondazione della città, e ciò non in base a considerazioni tecniche - che possono essere rigirate come si vuole -, ma per il modo in cui il Wantedgoverno si è comportato dopo la sciagura. Chi è stato capace di tenere un comportamento così affaristico-criminale dopo l’inondazione, poteva compiere crimini analoghi anche prima. I complotti possono esser anche improbabili, ma comunque non sono impossibili quando dietro vi sia la potenza di un governo, e soltanto un anticomplottismo dogmatico e  pregiudiziale può impedire di pensare  che dei palesi criminali si siano comportati da criminali. La dottrina “Neocons” ha enfatizzato la tv_flebopotenza della propaganda, sino a pensare che il colonialismo statunitense potesse rimpiazzare il nemico vero - l’URSS - , con un nemico fittizio: l’Islam. La potenza della propaganda è enorme ed è in grado di creare anche nemici fittizi,  ma comunque a patto di comportarsi come che se questi nemici esistessero davvero. Nessun governo che credesse seriamente all’esistenza del pericolo islamico, potrebbe mai comportarsi come sta facendo il governo statunitense ora. Quando nel 1964 il presidente Johnson decise di intensificare la presenza militare americana in Vietnam,Vietnam_napalm_19721 al tempo stesso fu costretto a concedere qualcosa nel senso della legislazione antisegregazionista e dello Stato sociale. Johnson sapeva di dover affrontare un nemico vero e ciò gli consigliava prudenza. L’imprudenza e l’impudenza di Hitler_BushBush indicano invece che egli non teme realmente il nemico, perché questo nemico - il terrorismo islamico “globale” - non esiste. Anche qui c’è una sorta di propaganda di supporto, che tende a spiegare  tutte le incongruenze con l’imbecillità di bushadminBush e del suo entourage. Che Bush  e molti dei suoi collaboratori siano degli imbecilli, è senz’altro possibile, ma l’idea che il gruppo dirigente statunitense sia composto solo da deficienti, costituisce una sorta di razzismo rovesciato e molto puerile.   

Fonte: www.comidad.org

martedì, 11 settembre 2007
la_repubblicaL'11 settembre non indica solo l'anniversario (fin troppo celebrato e ritualizzato) dell'ormai acclarato auto attacco terroristico made in USA contro le Twin Towers, ma rievoca altri ricordi riconducibili a diverse (purtroppo tragiche) esperienze storiche. 11 settembreL'11 settembre è una data multisemantica, ricca di memoria storica, carica di molteplici simboli e significati storici. L'11 settembre rappresenta più di una semplice data del nostro calendario, è una sorta di emblema infausto, una ricorrenza cinta da un alone Pinochetfunesto e quasi misterioso, in quanto racchiude contenuti che sembrano essere di ordine non solo storico-politico. In tale data ricorrono vari avvenimenti (purtroppo tragici e luttuosi) della storia non solo contemporanea. Come l'assassinio del compagno Salvador Allende, Presidente democraticamente eletto della Repubblica cilena, ammazzato l'11 settembre 1973. In quello stesso giorno (l'altro 11 settembre), il governo presieduto dal socialista Salvador Allende venne rovesciato in seguito ad un sanguinario  golpe militare fascista diretto dal generale (e futuro dittatore del Cile) Augusto Pinochet.allende
 
11 SETTEMBRE 1973 L'ultimo discorso del presidente cileno da Radio Magallanes
 
A 34 ANNI DAL GOLPE FASCISTA IN CILE ONORIAMO LA MEMORIA DEL COMPAGNO SALVADOR ALLENDE
 

Il testamento di Salvador Allende

 

“La storia è nostra e la fanno i popoli”; perché è troppo vero, è troppo bello, è troppo giusto ed opportuno. Pagherò con la mia allende2vita la difesa dei principi che sono cari a questa patria. Cadrà la vergogna su coloro che hanno disatteso i propri impegni, venendo meno alla propria parola, rotto la disciplina delle Forze Armate. Il popolo deve stare all’erta, vigilare, non deve lasciarsi provocare, né massacrare, ma deve anche difendere le sue conquiste. Deve difendere il diritto a costruire con il proprio lavoro una vita degna e migliore. Una parola per quelli che, autoproclamandosi democratici, hanno istigato questa rivolta, per quelli che, definendosi rappresentanti del popolo, hanno tramato in modo stolto e losco per rendere possibile questo passo che spinge il Cile nel baratro. salvador_allendeIn nome dei più sacri interessi del popolo, in nome della patria vi chiamo per dirvi di avere fede. La storia non si ferma né con la repressione né con il crimine; questa è una tappa che sarà superata, è un momento duro e difficile. E’ possibile che ci schiaccino, ma il domani sarà del popolo, sarà dei lavoratori. L’umanità avanza per la conquista di una vita migliore. Compatrioti: è possibile che facciano tacere la radio, e mi accomiato da voi. In questo momento stanno passando gli aerei. E’ possibile che sparino su di noi. Ma sappiate che siamo qui, per lo meno con questo esempio, per mostrare che in questo paese ci sono uomini che compiono la loro funzione fino in fondo. AllendeSalvadorIo lo farò per mandato del popolo e con la volontà cosciente di un presidente consapevole della dignità dell’incarico. Forse questa sarà l’ultima opportunità che avrò per rivolgermi a voi. Le Forze Aeree hanno bombardato le antenne di radio Portales e di radio Corporacion. Le mie parole non sono amare ma deluse; esse saranno il castigo morale per Augusto-Pinochetquelli che hanno tradito il giuramento che fecero. Soldati del Cile, comandanti in capo e associati - all’ammiraglio Merino - il generale Mendoza, generale meschino che solo ieri aveva dichiarato la sua solidarietà e lealtà al governo, si è nominato comandante generale dei Carabineros. Di fronte a questi eventi posso solo dire ai lavoratori: io non rinuncerò. Collocato in un passaggio storico pagherò con la mia vita la lealtà del allende3popolo. E vi dico che ho la certezza che il seme che consegnammo alla coscienza degna di migliaia e migliaia di cileni non potrà essere distrutto definitivamente. Hanno la forza, potranno asservirci, ma non si arrestano i processi sociali, né con il crimine, né con la forza. La storia è nostra e la fanno i popoli. Lavoratori della mia patria, allende4voglio ringraziarvi per la lealtà che sempre avete avuto, la fiducia che avete riposto in un uomo che é stato soltanto interprete di grande desiderio di giustizia, che giurò che avrebbe rispettato la costituzione e la legge, così come in realtà ha fatto. In questo momento finale, l’ultimo nel quale io possa rivolgermi a voi, spero che sia chiara la lezione. simbolosUSAIl capitale straniero, l’imperialismo, insieme alla reazione ha creato il clima perché le Forze Armate rompessero la loro tradizione: quella che mostrò Schneider e che avrebbe riaffermato il comandante Araya, vittima di quel settore che oggi starà nelle proprie case sperando di poter conquistare il potere con mano straniera a difendere le proprietà e i privilegi. Mi rivolgo, soprattutto, alla semplice donna della nostra terra: contadini_cilenialla contadina che ha creduto in noi; all’operaia che ha lavorato di più, alla madre che ha sempre curato i propri figli. Mi rivolgo ai professionisti della patria, ai professionisti patrioti, a coloro che da giorni stanno lavorando contro la rivolta auspicata dagli ordini professionali, ordini di classe che solo vogliono difendere i vantaggi di una società capitalista. Mi rivolgo alla gioventù, a quelli che hanno cantato la loro allegria e il loro spirito di lotta. Mi rivolgo all’uomo del chileCile, all’operaio, al contadino, all’intellettuale, a quelli che saranno perseguitati, perché nel nostro paese il fascismo è già presente da tempo negli attentati terroristici, facendo saltare ponti, interrompendo le vie ferroviarie, distruggendo oleodotti e gasdotti. Di fronte al silenzio di quelli che avevano l’obbligo di intervenire, la storia li giudicherà. Sicuramente punta_renasradio Magallanes sarà fatta tacere e il suono tranquillo della mia voce non vi giungerà. Non importa, continuerete ad ascoltarmi. Sarò sempre vicino a voi, per lo meno il ricordo che avrete di me sarà quello di un uomo degno che fu leale con la patria. Il popolo deve difendersi ma non sacrificarsi. Il popolo non deve lasciarsi sterminare e non deve farsi umiliare. Lavoratori della mia patria: ho fiducia nel chile-allendeCile e nel suo destino. Altri uomini supereranno il momento grigio ed amaro in cui il tradimento vuole imporsi. Andate avanti sapendo che, molto presto, si apriranno grandi viali attraverso cui passerà l’uomo libero, per costruire una società migliore. Viva il Cile, viva il popolo, viva i lavoratori! Queste sono le mie ultime parole, ho la certezza che il sacrificio non sarà vano. Ho la certezza che, per lo meno, ci sarà una punizione morale che castigherà la vigliaccheria, la codardia e il tradimento.

Fonte: www.linearossage.it

*******************************************

Inti-Illimani > La Nueva Canción Chilena (1974) > El Pueblo Unido Jamás Será VencidoGli_IntillimaniEl pueblo unido, jamás será vencido,
el pueblo unido jamás será vencido...

De pie, cantar
que vamos a triunfar.
Avanzan ya
banderas de unidad.
Y tú vendrás
marchando junto a mí
y así verás
tu canto y tu bandera florecer.
La luz
de un rojo amanecer
anuncia ya
la vida que vendrá.

De pie, luchar
el pueblo va a triunfar.
Será mejor
la vida que vendrá
a conquistar
nuestra felicidad
y en un clamor
mil voces de combate se alzarán,
dirán
canción de libertad,
con decisión
la patria vencerá.

Y ahora el pueblo
que se alza en la lucha
con voz de gigante
gritando: ¡adelante!

El pueblo unido, jamás será vencido,
el pueblo unido jamás será vencido...

La patria está
forjando la unidad.
De norte a sur
se movilizará
desde el salar
ardiente y mineral
al bosque austral
unidos en la lucha y el trabajo
irán,
la patria cubrirán.
Su paso ya
anuncia el porvenir.

De pie, cantar
el pueblo va a triunfar.
Millones ya,
imponen la verdad,
de acero son
ardiente batallón,
sus manos van
llevando la justicia y la razón.
Mujer,
con fuego y con valor,
ya estás aquí
junto al trabajador.

Y ahora el pueblo
que se alza en la lucha
con voz de gigante
gritando: ¡adelante!

El pueblo unido, jamás será vencido,
el pueblo unido jamás será vencido...

Inoltre, leggi le scuse di Beppe Grillo agli Jorge_CoulonInti-Illimani.

 Infine...


lunedì, 10 settembre 2007

Apprendo con molta inquietudine che gli incendio_boschivoincendi boschivi stanno assumendo sempre più connotazioni e proporzioni semplicemente spaventose e catastrofiche, non solo a livello italiano ma mondiale, con possibili ed anzi ovvie terribili conseguenze sulla tenuta climatica, già di per sé ormai compromessa di molto, come per altro ci viene confermato persino da scienziati che predicono funesti scenari di un tracollo climatico prossimo, chi collocandolo addirittura al 2020, chi al 2050... in ogni caso, come ben si vede, stiamo parlando di pochi anni e decenni, significando questo che i nostri figli, se queste ipotesi risultassero vere, avranno non pochi problemi da affrontare, primo fra tutti la semplice sopravvivenza. Mi sembra doveroso dunque dare atto al Papa (che in altri contesti - pur riconoscendogli sempre la sua enorme preparazione umana, culturale, filosofica e teologica - ho criticato per la sua troppa invadenza in campi sociali che forse dovevano essere trattati con più tatto e delicatezza), bisogna dunque convenire che bene, benissimo ha fatto il PAPAPapa ad intervenire sulla piaga degli incendi dolosi, come ne scrive in questi giorni la stampa italiana, secondo la quale il Papa avrebbe, anzi ha parlato di "azioni criminose" da parte di piromani che “mettono a rischio l'incolumita' delle persone e distruggono il patrimonio ambientale, bene prezioso dell'intera umanita'”. Senonchè, mi capita di leggere in questi stessi giorni uno sconcertante articolo, pubblicato sulla pagina web del 23 Agosto del sito heymotard, una rivelazione inaspettata e agghiacciante che, se corrispondesse davvero alla realtà, aprirebbe scenari semplicemente da incubo. In realtà avevo letto qualcosa del genere anche in altre pagine web a proposito di certi misteriosissimi Elicottero_Neroelicotteri neri che svolazzerebbero sulle nostre teste per chissà quale motivo e programmi segreti, uno dei quali, forse, a sentire le pagine che riporto dal sito indicato in rosso, sarebbe appunto quello di provocare una sorta di disboscamento planetario controllato per fini ovviamente Top Secret. Ma diamo uno sguardo a questi pochi estratti dell’articolo, peraltro riprodotto anche dal sito SCIECHIMICHE (che scrive espressamente di “elicotteri neri”), quelli che mettono in evidenza delle azioni veramente sconvolgenti e incredibili, se non fossero... vere.
Delle recenti testimonianze forniscono la prova che probabilmente molti di questi incendioincendi sono appiccati direttamente dall'alto, grazie all'utilizzo di elicotteri non identificabili come appartenenti a corpi dello Stato. Qualche giorno fa, il più critico per quanto riguarda l'emergenza locale incendi boschivi, alcune persone hanno assistito a questo incredibile avvenimento: si trovavano in pieno giorno non distante da una vasta zona presa dalle fiamme tra i Comuni di Castellabate e Montecorice, quando hanno visto un elicottero non identificabile prima sorvolare la zona in fiamme e poi librarsi poco distante da essa fino a fermarsi a bassa quota sopra una zona non interessata (ancora) dalle fuocofiamme. La inconsueta manovra ha attratto lo sguardo del gruppetto di persone che ha assistito al fattaccio: dall'elicottero sospeso nell'aria è stata fatta cadere "...come una di quelle girandole di fuochi artificiali..." che roteando già nell'aria ha continuato a rimbalzare impazzita al suolo appiccando rapidamente un vasto focolaio d'incendio! Per aumentare il danno, ed al riparo a sguardi indiscreti, molti focolai vengono appiccati a tarda sera, e col favore del vento, quando l'intervento di velivoli estinguenti è impossibile. Infatti, in zona ormai non è più inconsueto avvertire il passaggio di elicotteri che vanno e vengono nella notte poco prima del divampare di incendi.
Non ho davvero parole per commentare... forse il popePapa è al corrente di questa delicatissima questione? Non lo so, ma una delle dizioni del suo interessantissimo discorso, laddove parla di “azioni criminose” a proposito di questi incendi la dice davvero lunga...


Vincenzo Poma
www.vincenzopoma.splinder.com
Premesso che il pezzo di Vincenzo Poma mi trova sostanzialmente d'accordo rispetto al tema principale, tuttavia mi permetto di apporre una chiosa (non chiusa) a commento e chiarimento (ammesso che ce ne sia bisogno) di un aspetto evidenziato nell'articolo (il post lo trovate sul blog segnalato nel link). Mi riferisco esattamente al rapido passaggio papa-ratzisull'"alto" intervento del papa, volto a denunciare "le azioni criminose" commesse dai piromani che procurano gli incendi, senza dubbio dolosi. Ebbene, preciso subito che la presa di posizione della curia pontificia romana non mi soddisfa e non mi convince affatto. Per molteplici ragioni, che non mi sembra il caso di elencare e sviscerare attardandomi all'ora di cena. Nondimeno, vorrei solo esprimere il mio disappunto personale e rammentare al "sommo" pontefice e all'alto e basso clero (con annesse e connesse le relative appendici politico-istituzionali che lo sostengono) che (purtroppo) il nostro sventurato pianeta è strapieno di "azioni criminose"  compiute dalla mano dell'uomo. A cominciare dalle innumerevoli guerre carta_guerreguerreggiate, note e arcinote (Afghanistan, Iraq, Palestina e via discorrendo), meno note ed ignote, o dimenticate (si pensi al Congo, al Darfur, alla Liberia, alla Nigeria, alla Sierra Leone, alla Somalia e agli altri conflitti combattutti nel continente più disperato e sottosviluppato - ma più ricco di materie prime - del mondo, l'Africa). Eppure, se non vado errato (correggetemi se sbaglio), il pastore tedesco alloggiato nella santa_sedeSanta Sede non si è mai pronunciato nettamente (anzi, nemmeno lontanamente, neanche per errore) contro questi orrendi crimini organizzati e perpetrati contro l'umanità indifesa e diseredata del Terzo e Quarto mondo, contro gli ultimi tra gli ultimi. Il principe della curia vaticana non si è mai azzardato a prendere posizione su tali problematiche, come invece ci aveva quasi abituato il precedente vescovo di Roma, a cui bisogna dare atto e riconoscerne i (seppur parziali e controversi) meriti. Nonostante i limiti, le insufficienze, le colpe, e le contraddizioni (anche pittosto gravi) del suo (cioè di Wojtyla) pontificato. Al contrario, l'attuale ponteficepontefice massimo non perde occasione per scagliarsi ed accanirsi contro le istanze relative ai diritti e alle tutele delle coppie omosessuali ed eterosessuali (si pensi alla questione dei Di.Co. e simili), alle richieste ed alle esigenze delle donne in difficoltà (si pensi all'ennesimo attacco papale verso i non credenti, contro la legge sull'aborto, la ricerca scientifica sulle cellule staminali e contro le Satira politica variaunioni civili in Italia) e contro tutte le giuste rivendicazioni avanzate e riconosciute in qualsiasi paese progredito del mondo. Tranne in Italia, colonia del VaticaNato... Perdonate le (eventuali) "banalità", ma anche il sottoscritto soffre le proprie avversioni e idiosincrasie, ovvero accusa le proprie umane debolezze... E ringraziatemi perché vi ho risparmiato la classica polemica anticlericale sulle innumerevoli azioni criminose commesse in modo particolare dalla "Santa Inquisizione", e in generale dalla Chiesa cattolica apostolica romana nel corso dei secoli passati, presenti e futuri... E non vorrei soffermarmi nemmeno sugli scandali relativi ai delitti economico-finanziari commessi dalla famigerata banca vaticana dello IOR (Istituto per le Opere Religiose)... E che paghino l'ICI!!!santi subitoScippo