lunedì, 16 giugno 2008
In marcia (da Acerra a Napoli)
 
Ricevo e diffondo volentieri. I blogger campani sensibili al problema monnezza (e magari in sovrappeso) si mettano in marcia. Sarebbero gradite adesioni anche da blogger  sensibili residenti ai confini della Colonia e all'Estero.

Coordinamento Regionale Rifiuti della Campania
Rete Campana Salute e Ambiente
promuovono per il 21 Giugno 2008
 
LA MARCIA Acerra-Napoli
de "I 1000 del Sì" 
PER UN NUOVO PIANO RIFIUTI SUBITO
***
SÌ alla differenziata umido/secco
perché Impianti di Compostaggio e Trattamento Meccanico Biologico sono una alternativa reale e immediata a soluzioni nocive e costose basate su Inceneritori e Mega-Discariche
Con la differenziata il rifiuto diviene una risorsa. 
 SÌ alle bonifiche
per il Recupero e la Difesa dei nostri territori
devastati da milioni di tonnellate di rifiuti tossico-nocivi
per responsabilità di camorra e malapolitica
I Rifiuti Tossici avvelenano i nostri alimenti e l’acqua che beviamo provocando malformazioni e tumori. 
SÌ a diritti uguali per tutti
perché per i cittadini campani si intendono istituire leggi e tribunali speciali
La Campania fa da trampolino di lancio, col decreto n°90 del nuovo governo, ad iniziative per reprimere le opposizioni al regime.
 ***
Appuntamenti per il 21 Giugno
Ore 9.30 partenza de “I 1000 del Sì” dalla stazione ferroviaria di Acerra
Ore 15.00 arrivo a Piazza Garibaldi - Napoli
Ore 16.00 partenza del corteo regionale da Piazza Garibaldi
Ore 17.00 arrivo a Piazza Dante - Napoli
Ore 17.30 manifestazione nazionale con numerosi ospiti
Per informazioni e per aderire:
venerdì, 25 aprile 2008
25 Aprile: Ora e sempre Resistenza!
Il tracollo della Gruppo_fokloristico_Bert_Giord__Riz_Dil"sinistra parlamentare" alle elezioni politiche del 2008 segna la scomparsa, ad oggi definitiva, della rappresentanza delle lotte e degli antagonismi sociali in Parlamento. Questo è ora in mano alla destra più feroce, clientelare, populista, razzista e xenofoba che si sia mai vista in questo paese, favorita da una finta opposizione che, nonostante gli appelli strumentali al "voto utile", ha ricevuto l’ennesimo schiaffo dal popolo italiano e dai suoi settori più disagiati e sfruttati: il suo gioco al Vignetta di Vauro su Bertinotti paracadutista"poliziotto buono" non ha pagato. In questo contesto l’attacco a quei pochi diritti sociali (istruzione, sanità, diritto a manifestare il proprio pensiero e dissenso, etc.) e alla gestione pubblica delle risorse del nostro paese si farà feroce e passerà attraverso leggi antisociali (esternalizzazioni, precarizzazione, privatizzazioni, speculazioni edilizie, elemosine per donne e bambini, etc) e inevitabilmente arriverà ad attaccare e smantellare la nostra Costituzione e la memoria storica di chi, con il proprio sangue, ha combattuto ed è morto per far risollevare l’Italia dalla dittatura fascista: i partigiani, la resistenza-genovaResistenza. Questo 25 aprile diviene allora per noi giovani, studenti e antifascisti, non l’ennesima commemorazione, ma un nuovo inizio di lotta politica e battaglia culturale attiva per diffondere e far vivere ancora quel modo di pensare e fare la politica: ribadirne i fondamenti di partecipazione solidale e democratica nell’antifascismo, l’esperienza della partigianilotta armata e la riconquista (spesso passata per esperienze drammatiche come il confino, la tortura, il carcere, gli stupri) delle libertà formali (parola, stampa, opinione, manifestazione del dissenso, etc) e delle libertà sostanziali (diritto ai beni primari come la casa, la salute, l’istruzione, etc). Vorremmo così ribadire che non si comprende il passato se non si guarda al presente e viceversa: e il nostro presente è fatto di innumerevoli esperienze popolari di Resistenza (dai teatri di guerra del Medio Oriente di Iraq, Afghanistan, PalestinaPalestina, etc ai fronti di lotta e resistenza antimperialista in America Latina) che possono essere per noi esempio vivo di lotta: dobbiamo uscire dal provincialismo del “magari lì è anche possibile, ma qui...” perché la storia ha dimostrato che è possibile anche qui! Ed è allora proprio l’Università il luogo di produzione e condivisione della cultura: lasciamo le aule senza dialogo e i tempi folli dell’esamificio e riprendiamoci la parola, la coscienza, la storia!Laurea
Ricordiamo e attiviamo il nostro passato, costruiamo il nostro futuro di uomini di coscienza, di lotta e di lavoro! La Resistenza ci lascia un’eredità di inestimabile valore: la libertà come partecipazione.
E’ una libertà di cultura, di gramsciazione, di rivolta e sovversione contro uno stato di cose profondamente ingiusto e drammaticamente violento. È condivisione, solidarietà, lotta per la costruzione di un "nuovo umanesimo", per dirla con Gramsci. Per questo abbiamo voluto dar vita ad un momento di dibattito pubblico ricordando un grande uomo e partigiano come giovanni pesceGiovanni Pesce e con lui sua moglie Nori Brambilla, che misero il loro pensiero e la loro azione al servizio della libertà e della giustizia sociale, combattendo l’oppressione razziale, politica, economica, le barbariche ideologie di sterminio e di morte del nazifascismo e ridando all’Italia una nuova vita. Di questa lunga storia, starà a noi raccogliere e continuare la sfida, la lotta.
Resistenza Universitaria, Collettivo A Pugno Chiuso, Collettivo R-Evoluzione, Collettivo di Ingegneria, Collettivo Villa Mirafiori in Mobilitazione
mercoledì, 09 aprile 2008

Le restituisco la tessera elettorale e mi avvarrò del diritto-dovere di non-votare

…saremo sempre così coglioni da non riuscire più a capire che non esistono poteri buoni!  (Bertrand Russel)

Signor Presidente della Repubblica,

alle prossime elezioni ho scelto di avvalermi del mio diritto-dovere di non-votare, perciò Le restituisco la tessera elettorale e Le prometto di riprenderla quando le elezioni ridiventeranno uno strumento veramente democratico e non un modo per spartirsi posti e potere.

I motivi del mio non-voto sono gli stessi delle elezioni scorse, nulla sembra essere cambiato: i programmi elettorali sembrano confezionati proprio per non essere attuati, evitano di affrontare i problemi per i quali la gente aspetta soluzioni.

Il precariato, il caro vita, l’ambiente, le servitù militari e la partecipazione alle future guerre, la riforma elettorale… non rientrano nei programmi elettorali. monk3E poi le liste, e quindi gli eletti, sono imposti ancora una volta dall’alto, senza possibilità da parte degli elettori di esprimere le proprie preferenze; non è stata stimolata alcuna partecipazione della base dei partiti e della società civile alla composizione delle liste, anzi è stata offesa l’intelligenza degli italiani con la farsa delle primarie del PD e della scelta del nomeculo per quanto riguarda il partito di Berlusconi: nell’uno e nell’altro caso è stata solo la magnanimità del “sovrano” a concedere un po’ di partecipazione al sovrano vero che è il popolo! È da riformare il sistema elettorale antidemocratico, contro il quale in Parlamento nessuno si è opposto veramente perché conviene alle segreterie dei partiti, visto che sono loro a decidere gli eletti. È da mandare a casa, è quindi da non sostenere col voto, questa casta politica che è lontano anni luce dai problemi veri della gente e che si accapiglia solo per una poltrona o per uno strapuntino sulla giostra del potere, interessata esclusivamente all’aumento dei già sproporzionatamente ricchi stipendi e appannaggi, dei privilegi e dei finanziamenti.

Tutto questo crea una “distorsione della democrazia”, come dice il vescovo di Caserta mons. Raffaele Nogaro, e riduce le imposizioni dei partiti ad una sorta di “camorra politica”.

Signor Presidente non posso più farmi complice, con il voto, di chi ha ridotto l’Italia come la vediamo! Mi rifiuto di votare per il meno peggio, né voglio più turarmi il naso.

Non andrò a votare perché non mi sento rappresentato da nessuno schieramento; il mio non vuole essere qualunquismo, né la ricerca di una stupida purezza politica, e nemmeno disimpegno: è un gesto di amore politico verso il mio Paese che meriterebbe rappresentanti migliori.

Pensi: se in tantissimi non andassimo a votare! Sarebbe questo il vero “voto utile”: costringerebbe la “camorra politica” dei partiti ad una vera riflessione e ad un reale cambiamento!

Per fortuna c’è una Politica di base, fattiva e onesta, diffusa sul territorio e oscurata dalla politica dei politicanti, che andrebbe messa in evidenza. Da questa bisogna ripartire, tentando di “riportare alla luce” associazioni di volontariato, Vicenza contro la base di guerramovimenti di tutela dei territori, operatori sociali, singoli e gruppi, laici o cattolici, che sono la parte migliore e l’unica speranza per il nostro Paese. Dispiace che questi non vengano mai presi in considerazione dai partiti quando si tratta di comporre le liste elettorali: nemmeno alle prossime elezioni questi cittadini perbene e onesti, che di diritto dovrebbero essere candidati a rappresentarci, non hanno trovato posto né nelle liste della cosiddetta sinistra né, ovviamente, in quelle della destra.

Il mio non-voto, vuole essere un voto per tutti questi non-candidati che quotidianamente e senza clamore, tentano di costruire dal basso e per il basso una politica alternativa perchè un’Italia migliore, prima o poi, sia veramente possibile.   

Con cristiana franchezza 

don Vitaliano Della Sala

Fonte: www.donvitaliano.it

martedì, 08 aprile 2008

(In)utilmente al voto?

Il 13 e 14 aprile è prevista la spartizione delle spoglie di ciò che resta di un paese straziato, mutilato ed incarognito da 15 anni di governi che hanno applicato con cipiglio selvaggio le ricette avvelenate dello sfruttamento  neoliberista. Tutti gli schieramenti sono in cerca di legittimazione e di voti.

Ne ha bisogno la destra del PdL, che è consapevole della grande opportunità di poter tornare a governare per continuare gli scempiMi alzo e me ne vado! Si vergogni! che fino al 2006 aveva deliberatamente compiuto in tutti i campi, sociale, economico, politico ed istituzionale; ne ha bisogno il PD, nuovo soggetto interclassista del centro, che è consapevole della sua capacità di offrire nient’altro che un’immagine nuova rispetto al PdL, senza sottrarsi alle pressioni del capitalismo nostrano. Ne va in cerca l’UDCcasini papalina per riprendersi un posto centrale e al sole, e come lei la Sinistra Arcobaleno, priva di un progetto politico che non sia quello di non sparire dal parlamento. L’appello al voto di coalizione delle ultime elezioni cede oggi il passo alla ruffianeria del voto utile (votare PD per sconfiggere BerlusconiAnche i ricchi e i potenti soffrono e viceversa) o alla disperazione del richiamo del voto necessario ed identitario per una lista od partito che riflettano il più possibile inclinazioni e frammenti di opzioni etiche, ideologiche, religiose, localiste,  che catturino le allodole. Intanto stanno come gli avvoltoi le confederazioni padronali, inserendo loro rappresentanti in tutti e due i maggiori schieramenti, mentre le burocrazie di comitati_d_affariCgil-Cisl-Uil balbettano “PD, amico mio”, delegando ormai solo alla politica la ricerca di soluzioni compatibili  e espropriando i lavoratori di ogni voce in capitolo.  Ma questa volta non è più in gioco l’argine a Berlusconiberlusconi-12 e nemmeno lo scongiurare l’instaurarsi di un regime clerical-fascista, bensì l’affermarsi “bipartisan” di un blocco di potere di affaristi, caimani, tecnocrati di Stato e sfruttatori che hanno il solo scopo di vampirizzare l’intero tessuto sociale italiano. Tutte le leggi finanziarieVauro su evasione fiscale dal 1994 in poi sono lì a dimostrarlo, la stragrande maggioranza dei contratti di lavoro e gli accordi di partneriato in nulla hanno contrastato l’inarrestabile impoverimento della classe lavoratrice e la depredazione di servizi sociali e dell’ambiente. Non ci interessa dare patenti di  qualunquismo o considerare rivoluzionari coloro che decideranno di non votare per una critica radicale al sistema parlamentare o per la somiglianza tra i 2 maggiori schieramenti, né dare degli illusi a quelli che decideranno nonostante tutto  di esercitare il diritto di voto.

Quello che ci interessa è che il 13 e 14 aprile non siano la consacrazione finale di un modo di intendere la politica che affermi la supremazia del “palazzo”Io sono il signore dio tuo sulla società, la decisività dei giochi parlamentari sui conflitti sociali, le ragioni della mediazione inter-partitica sulle pressioni e sui movimenti dal basso della società. Il combinarsi di una legge elettorale garantista per vinti e vincitori e la tattica ricombinatoria del PD costringono ad una corsa centripeta verso il parlamento e verso il rafforzamento del potere esecutivo che ha il solo scopo di ridurre spazi ed inibire quei movimenti che possono ancora esprimere conflittualità sociale dal basso.

E che - per capacità di auto-organizzazione ed autogestione - possono rendersi protagonisti di incisive lotte_sindacalilotte anticapitaliste, operaie e sindacali, ecologiste ed ambientali, pacifiste ed antimilitariste, dei migranti e contro la repressione dello Stato, femministe e laiche ed anticlericali. Se da un lato oggi il compito urgente è quello di smascherare i disvalori del neoliberismo (l’individualismo, la competizione, l’arroganza, la corruzione, l’ignoranza, l’ingiustizia, la deregolamentazione della vita civile, la precarizzazione delle vite individuali...) che albergano nel PD come nel PdL, dall’altro è tutto da  rinnovare e praticare il valore della libertà nella solidarietà, nella difesa e nella pratica degli spazi di organizzazione, nella rivendicazione e tutela dei diritti individuali e collettivi delle persone, dei lavoratori e delle lavoratrici, dei e delle migrantimigranti. Questi movimenti e queste lotte continuano ad avere  davanti a sé un futuro? Siamo certi di sì, se non si cadrà nell’illusione che le elezioni sono l’unica occasione di mutamento strutturale; siamo certi di sì, se avremo sedimentato la consapevolezza che il neoliberismo capitalista dei nostri tempi ha sempre uno Stato ed un governo su cui scommettere. Questa è la nostra opzione: lavorare per la capacità politica di esprimere auto-organizzazione e conflitto da parte di tutti i soggetti interessati ad un mutamento radicale della società in senso autogestionario ed egualitario.

 Noi, con il nostro modo caratteristico di far politica, dal basso e collettivo, assembleare ed autogestito, comunista ed anarchico, porteremo avanti il nostro impegno prima e dopo il 13-14 aprile, affinché viva, si organizzi e lotti la più vasta opposizione sociale ed in movimento per l’alternativa comunista e libertaria.

IL VERO VOTO UTILE E’ QUELLO CHE FAI QUANDO ORGANIZZI ED AUTOGESTISCI LE LOTTE PER I TUOI resistereDIRITTI INSIEME AGLI ALTRI

IL VERO VOTO NECESSARIO E’ QUELLO CHE FAI QUANDO COMBATTI COLLETTIVAMENTE PER FERMARE LA DESTRA ED IL NEOLIBERISMO, IL CLERICALISMO E LO SFRUTTAMENTO

IL VERO VOTO INUTILE E’ QUELLO CHE DAI ALLE BUROCRAZIE PARLAMENTARI DELLO STATO  E DELLA FINANZA

NON RINUNCIARE AI TUOI DIRITTI, NON DELEGARE IL TUO FUTURO LOTTA PER L’AUTOGESTIONE E LA REDISTRIBUZIONE DELLE RICCHEZZE OGGI

Federazione dei Comunisti Anarchici

www.fdca.it

sabato, 15 marzo 2008

IL GOLPISMO VELTRUSCONIANO, I COMPLICI E LE COMPARSE

Tratto dal blog QUESTA VOLTA NO

Assieme a tante adesioni ci sono piovute addosso numerose critiche. Alcune di queste, davvero esemplari, le abbiamo pubblicate nel blog qui e qui.

Altri, malgrado l’appello pubblicato su Il Manifesto sia stato firmato con nomi e cognomi, ci chiedono: «Ma chi siete? Dite chi siete!». Siamo uno, nessuno, centomila. Vecchia talpaSiamo centinaia di uomini e donne, giovani e vecchi, astensionisti  imperituri e astensionisti per necessità, movimentisti e partitisti, comunisti e anarchici, trotskysti e stalinisti, incazzati e disillusi, belli e brutti, cani e porci.. ma tutti accomunati dalla medesima consapevolezza che questa volta più che mai solo una consistente crescita dell’astensione (quale che sia la modalità: non andando a votare, annullando la scheda) è il solo segnale davvero dirompente che possa far saltare il banco, la cui posta in palio è la fondazione di una terza repubblica bipartitica, presidenzialista, postdemocratica.

Una volta questo passaggio sarebbe stato chiamato colpo di Stato. Oggi i due blocchi sistemici possono fare a meno di ricorrere alla forza perché convinti di trascinare alle urne tv_fleboun popolo inebetito, assuefatto, addomesticato. Cionondimeno queste elezioni, il cui esito è già scritto, rappresentano un passaggio di fase eversivo. Un’astensionismo di massa delegittimerebbe e quindi fermerebbe questo plebiscito biforcuto simil-democratico. C’è chi ci ha risposto che si dovrebbe appunto votare o l’Arcobaleno oppure una delle diverse liste comuniste che si presenteranno. Ci dispiace, non siamo daccordo.


Analisi concreta della situazione concreta.
1° L’arcobaleno, è sotto gli occhi di tutti, regge il moccolo al PD e quindi sta al gioco. Invece di alzare barricate il ceto politico Arcobalenista punta solo a ritagliarsi una nicchia per tirare a campare nel futuro sistema golpista.

Ieri erano complici del massacro sociale di Prodi-Schioppa, oggi sono conniventi coi killer della Cosituzione. Un voto all’Arcobaleno è quindi, sia un goffo tentativo di legittimazione postuma dell’operato del governo Prodi, che un gesto di stolta correità, per quanto indiretta e in buona fede, con le due destre (Do you remember Fausto?).bertinotti-vauro

2° Potra’ arginare la minaccia incombente un due per cento che piglieranno le liste comuniste? Certo che no! Scommettiamo che chi le ha presentate canterà vittoria per avere magari superato la soglia dell’uno per cento. Non facciamo affatto spallucce su questa eventuale risicata affermazione.

Diciamo piuttosto che non c’è corrispondenza tra un risultato consolatorio e un risultato politicamente efficicace. Capiamo chi vuole affermare, non fosse che per dispetto, la propria alterità ideologica, ma anteporre questa affermazione identitaria (per altro con le modalità di un’accanita competizione intergruppettara) alla possibilità di dare un colpo letale (di massa) al golpismo veltrusconiano, significa essere politicamente irresponsabili.

Significa anteporre i propri interessi di bottega alla causa di un popolo, significa separarsi dalla parte più dinamica e sveglia di questo stesso popolo. Che la marea reazionaria montante non sia assimilabile al fascismo è ovvio. Tuttavia non sarebbe male che i comunisti di oggi imparassero dagli errori catastrofici compiuti da quelli di ieri negli anni ‘20 a causa del loro estremismo settario e parolaio.

Essi non seppero e non vollero vedere che l’avvento del fascismo non era soltanto un mero cambio di personale dirigente dello Stato liberale, che esso era la tomba della democrazia e quindi del movimento operaio. Si rifiutarono quindi sia di lottare armi in pugno coi fascisti, sia di costruire un fronte unito antifascista.

Si rifiutarono infine, nel 1924, di partecipare all’Aventino, ovvero di costruire un anti-parlamento che delegittimasse e sabotasse  quello dominato dai fascisti e dai monarchici. Preferirono restare in quello di Mussolini,Benito Mussolini aiutando il Duce nel suo tentativo si legittimare democraticamente la propria dittatura. Il fattore più importante della scena politica italiana sta infatti diventando il distacco di settori crescenti della popolazione dal sistema politico (non solo dalla casta). E’ proprio questo esodo, questo Aventino, a spingere l’oligarchia a fondare una terza repubblica in cui possa fare a meno di un trasparente e consapevole consenso democratico. Chi non sostiene questa tendenza di fondo, questo Aventino popolare in corso d’opera, chi deliberatamente si separa da esso invece di sposarlo e politicizzarlo, non avrà un grande avvenire.

Egli pagherà la decisione di aver accettato di fare la comparsa in una competizione truccata, dall’esito prestabilito, di averla legittimata come democratica.

postato da: luciospartaco alle ore 10:41 | Permalink | commenti (2)
categoria:testimonianze, libero pensiero, politicamente scorretto, dibattiti, ingiustizia, capitalismo, lotta di classe, oppio dei popoli, governo ladro, brogli elettorali, fumo negli occhi, resistenza antifascista, proposte e suggerimenti, igiene mentale, autonomia operaia, diritti e rovesci, cervelloni, potere alieno, appelli ed esortazioni, opportunismo politico, vertenze g-locali, potere criminale, golpismo camuffato, fascismo e leghismo, gabinetti ministeriali, clientelismo politico, affarismo criminale, iniziative e manifestazioni, telecrazia, cretinismo parlamentare, dittatura borghese, astensionismo di massa, corruzione politica, guerre interne, adesioni e solidarietà, golpe istituzionale, il potere logora chi non ce lha, lotte e movimenti, fregature eterne, tam tam antagonista, firme dautore, classe e partito, sinistre e sinistri, partiti alla deriva, turbocapitalismo sfrenato, aveva ragione karletto, nuovi populismi, alienazione sociale, amarezze e delusioni, rigurgiti neofascisti, buonismo demoncratico, menzogne e mistificazioni, fallimenti politici, democrazia armata, nuovi schiavismi, ricacciamoli nelle fogne, finto buonismo, precarietà proletaria, e-vasi-one, teatrini politico-istituzionali, diserzione e disobbedienza, propaganda ideologica borghese, sovversivismo autoritario, comunicati e scomunicati, antagonismo sociale, conformismo e trasformismo, ri-af-fondazione, movimenti virtuali, vaffa-a-chi, idiosincrasia anticomunista, anticonformismo di sinistra, affarismo e buonismo, sinistra benpensante e perbenist, televisione e omologazione, mitologia del capitale, idolatria borghese, liberi e diseguali
domenica, 02 marzo 2008
Astensionismo attivo
Ho le idee chiare, almeno una volta e su qualcosa. Non andrò a votare, non mi porterò all'urna, nè per annullare la scheda, nè per renderla bianca, ricordo infatti che le schede bianche e nulle,vengono ripartite nel cosiddetto premio di maggioranza. Non mi presto a nessun gioco e a nessun premio.
Sulla storia del non voto e dell'astensionismo si raccontano molte cose, alcune da fare paura, come se quelli che non votano siano figuri un po' loschi e strani, Black-bloc in Europaanarco-insurrezionalisti anche se silenziosi e inattivi. Ma ho letto proprio ora mentre redigevo questo testo e navigavo in rete, una suggestiva opzione:  scegliere di far parte di una percentuale astensiva non delegante, recandosi al seggio, facendosi vidimare il certificato elettorale, avvalersi del diritto di rifiutare la scheda e assicurarsi di far mettere a verbale questa opzione. E' previsto pure allegare in calce al verbale, una breve dichiarazione in cui, se vuole, l'elettore ha il diritto di esprimere le motivazioni del suo rifiuto (ad esempio: nessuno degli schieramenti qui riportati mi rappresenta).
Questo comportamento rallenta e rende difficoltose le operazioni di voto e scrutinio (è obbligatorio compilare infatti per ogni scheda rifiutata un apposito verbale) rende inattribuibile il voto, in quanto la legge consente solo l'attribuzione delle parlamento-italianoschede contenute nell'urna al momento dell'apertura della stessa, creando una discrepanza tra percentuale votanti e voti attribuibili e di conseguenza un problema di difficile se non impossibile attribuzione (specie se il fenomeno raggiungesse quote notevoli) di seggi, infatti in linea teorica(non è mai successo) se la quantità di schede rifiutate raggiungesse la quota di voti necessaria per l'attribuzione di un seggio,tale seggio non potrebbe essere attribuito. Quindi ci penso, eccome al modo più efficace e a me opportuno, per rendere il mio astensionismo,  attivo. Sono certa che questo comportamento attirerà i soliti commenti del tipo: "Andare a votare ci dà almeno il diritto di protestare, dopo. Perché chi non vota, chi rimane a casa, non ha poi alcun diritto di lagnarsi se le cose vanno male"...
Peccato che sono le stesse persone che rimangono sempre a casa nell'intervallo delle elezioni, tra una votata e l'altra.
Ha gustosamente scritto Peppe Dantini nel suo Electionary, alla voce: "Democrazia – Forma di governo mediante la quale i cittadini scelgono liberamente da quale dittatore vogliono essere comandati" e alla voce "Campagna elettorale - Pic nic, gita fuori porta, scampagnata; molti italiani ne hanno pianificata una per il 13 aprile. Speriamo che non piova". Io posso solo aggiungere di fare attenzione e non rimanere ingorgati nel traffico del rientro democratico, il 14 aprile...
Doriana Goracci
domenica, 02 marzo 2008

Le ragioni dell’astensione

Premessa
Il 13 aprile non voteremo, non ci piegheremo ad alcun ricatto, diremo no ad elezioni truffa che preparano la legislatura dell’americanizzazione integrale del sistema politico italiano. Una legislatura i cui contenuti essenziali sono già tracciati dall’intesa Veltroni-Berlusconi, un’intesa coperta a sinistra dall’arlecchinesco arcobaleno di Bertinotti.br_bertinotti

Come ben si capisce dal testo dell’appello il nostro non è un astensionismo ideologico, astorico e decontestualizzato. Al contrario, quel che proponiamo è un astensionismo politico che trova le sue ragioni fondanti nell’attuale tornante della storia del nostro paese.

Per quanto la casta di regime - sia essa di “centro”, di “sinistra” oppure di “destra” – si sforzi per dare dignità ad un finto dibattito politico, ampi settori popolari hanno già capito l’essenziale: queste elezioni sono una truffa.

Un imbroglio antidemocratico che impedisce ogni vera scelta, perché le vere scelte sono state già fatte e verranno imposte al paese qualunque sia il risultato. Il rapporto di sudditanza con gli Usa si rinsalderà, insieme alla disponibilità a nuove avventure militari se War newsWashington lo chiederà. Gli interessi delle oligarchie finanziarie saranno la preoccupazione condivisa del nuovo mostro bipartitico, mentre i privilegi del ceto politico saranno ancor più tutelati. La costituzione che prenderà forma sarà apertamente fondata sull’impresa, non più sul lavoro; mentre il sistema istituzionale (legge elettorale inclusa) verrà sempre più piegato alle esigenze delle classi dominanti, verso nuove forme di totalitarismo che includono ma non si esauriscono nel presidenzialismo.

Questa è la Terza repubblica di cui già parlano, frutto velenoso dell’imbarbarimento sociale, prodotto garantito di queste elezioni truffa. Come rispondere a questo scenario? In teoria ci sono tre possibilità: il menopeggismo, l’identitarismo, il rifiuto. bertinottiIl menopeggismo (rifondarolo e non solo) è l’ideologia che più ha prodotto danni, dato che il meno peggio prepara sempre il peggio. L’identitarismo di chi pensa che basti avere una falce e martello sulla scheda elettorale (Sinistra Critica, Pcl, ecc.) è comprensibile ma del tutto inefficace.
Resta il rifiuto ed è questa la scelta che proponiamo. Una scelta etica e politica. Ma il rifiuto, cioè l’astensione, non è fuga. Al contrario, esso vuol essere la premessa di una lotta più ampia che potrà svilupparsi solo a condizione di una rottura totale con l’indecente casta che chiederà il voto il 13 aprile. A volte il voto più forte è quello non dato. A noi sembra che questa volta sia proprio così.

QUESTA VOLTA NO
Quelle del 13 aprile non saranno elezioni di ordinaria amministrazione. Esse potrebbero avere conseguenze di portata storica. Le stesse oligarchie che seppellirono la prima Repubblica, sprofondata la seconda nei miasmi delle loro meschine lotte di potere, hanno deciso di fondarne una terza.

I due partiti di plastica, quello di Veltroni e quello di Berlusconi (forti dell’inopinato sostegno del neonato ectoplasma di Bertinotti che ha assunto il ruolo di garante di questo imbroglio) chiedono di cambiare le  “regole del gioco”, nascondendo ai cittadini quali siano il gioco e la posta in palio.

Il gioco consiste nell’adottare un modello istituzionale di tipo americano, ovvero una monarchia elettiva fondata su di un bipartitismo coatto più o meno perfetto. La posta in palio, già deciso quali siano i due monarchi, è a chi dei due debba spettare il trono.

Chiunque si piazzerà per primo ricorrerà infatti all’appoggio del secondo classificato (e all’avallo delle due forze di complemento,  quella di Bertinotti per il PD e quella di Casini per il PdL), per fare a pezzi la Costituzione, atto obbligato per passare dalla democrazia parlamentare ad un regime presidenzialista autoritario.

Da un sistema in cui la sovranità, almeno legalmente, spetta al popolo, vogliono condurci ad un altro in cui essa sarà appannaggio di ristrette oligarchie che trasformeranno i governi in docili comitati d’affari dei grandi oligopoli capitalistici, e le assemblee elettive in bivacchi schiacciati dagli stivali dell’Esecutivo. Un sistema oligarchico che farà della democrazia una finzione procedurale, trasformando i cittadini in sudditi, non può essere altrimenti considerato che una dittatura mascherata.

Sappiamo bene che questa tendenza non riguarda solo l’Italia, che essa riguarda tutta l’Europa. Le classi dominanti europee, da sempre prigioniere della supremazia nordamericana, hanno infatti abbracciato il disegno imperialistico di Washington, disegno che fa dell’Alleanza atlantica la punta di lancia della “guerra permanente e infinita” con la quale imporre al mondo le proprie ambizioni imperiali.

Alla guerra permanente contro ogni popolo e nazione recalcitranti corrisponde, entro i confini del blocco imperiale, la necessità di una pace interna cimiteriale, la prevenzione e la soppressione d’ogni conflitto sociale e politico, la violazione dei diritti fondamentali delle persone.

La maniacale ricerca di leggi elettorali truffa, la sacralizzazione del principio della governabilità, vanno infatti di pari passo con l’adozione di leggi lesive delle libertà individuali e collettive, il tutto accompagnato da accanite campagne securitarie razziste e xenofobe.lavavetri Non si tratta solo del presidenzialismo, ma del passaggio dallo Stato di diritto allo Stato di Polizia. Quando la società italiana pulsava, quando la democrazia viveva della partecipazione diretta dei cittadini, questo mutamento sarebbe potuto avvenire solo con un “colpo di stato” - minaccia che è infatti gravata sul nostro paese, dal Piano Solo del 1964, a quello della P2 di Licio Gelli negli anni ’70-’80.

Oggigiorno, già disarticolate le istituzioni repubblicane,  neutralizzate le forze antagonistiche, trasformati i cittadini in tele-spettatori/consumatori inebetiti, questo golpe può essere perpetrato in maniera incruenta, grazie ad una competizione elettorale manipolata con ciniche strategie di marketing dai padroni delle TVtrashtv2 e dei mass media. In questo contesto, davanti ad elezioni il cui risultato è già sancito in anticipo, l’astensionismo di massa è la sola risposta che abbia valore etico e senso politico. Questa volta no, non ci “tureremo il naso”, non accetteremo il ricatto di chi, dopo aver scelto il ruolo di comprimario e di complice di un crimine, vorrebbe il nostro voto accreditandosi come innocente. Né riteniamo abbia senso politico presentare liste alternative. Esse, oltre a non aver alcuna possibilità di successo, svolgerebbero, loro malgrado, la funzione di comparsa della messa in scena elettorale. Chiamiamo quanti condividono quest’appello non solo a sottoscriverlo, non solo a diffonderlo, ma ad attivarsi in una campagna astensionista di massa allo scopo di contrastare la nascita di quella che chiamano “Terza Repubblica”.

Una campagna che sola può gettare le premesse per un’opposizione politica futura, intransigente e a tutto campo, non solo contro la svolta autoritaria e per salvare lo Stato di diritto, ma anche per rilanciare la lotta per affermare i principi di eguaglianza sociale, libertà politica e fratellanza umana, principi che restano i soli per costruire un’alternativa di sistema. Ci impegniamo altresì a convocare una grande assemblea unitaria nazionale affinché l’opzione astensionista e antagonista abbia una dimensione di massa.

Assemblea nazionale autoconvocata - Domenica 30 marzo, ore 10,00
ROMA - CSIOA VILLAGGIO GLOBALE (lungotevere Testaccio)

Se sottoscrivi questo appello scrivi a:
mi-astengo@tiscali.it

Primi firmatari:
Franco Alunni – Roma
Adolfo Amoroso - Roma
Maria Grazia Ardizzone - Perugia
Rosario Attanasio – Lecce
Anna Paola Azzi – Lucca
Marino Badiale – Genova
Giorgio Becchetti – Assisi
Graziano Bianchi – Lucca
Giulio Bonali – Piacenza
Bono Luciano - Milano
Paola Bonoconto - Roma
Massimo Bontempelli – Pisa
Luciano Bronzi – Potenza
Roberto Bugliani – La Spezia
Francesco Cardinali – Foligno
Daniela Ceccaroni – Perugia
Ino Cecchinelli – La Spezia
Giovanni Cenci – Perugia
Angela Cocco – Roma
Maria Grazia Da Costa – Lucca
Laura Dalle Molle – Vicenza
Tusio De Iulis - Pescara
Riccardo Di Vito – Roma
Franco Ferro – Firenze
Nadia Ferro – Firenze
Maurizio Fratta – Perugia
Ugo Giannangeli – Milano
Alessandro Giornalista – Roma
Andrea Giulietti – Roma
Maria Ingrosso – Lecce
Silvia Irti – Roma
Gianfranco La Grassa – Treviso
Gianluigi Maddalena – Vicenza
Luca Maddalena – Vicenza
Michela Maffezzoni – Cremona
Miguel Martinez – Firenze
Daniela Marzi – Siena
Enrico Mascelloni – Spoleto
Leonardo Mazzei – Lucca
Patrizia Mazzei – Lucca
Luca Minghinelli – Lucca
Miozzi Erika - Bologna
Rodolfo Monacelli – Roma
Fabio Montagnani – Siena
Massimiliano Montesi – Foligno
Alessia Monteverdi – Foligno
Ramona Monti – Lucca
Virginio Monti – Lucca
Mauro Moretti – Lucca
Maurizio Neri – Roma
Alice Paccagnella – Padova
Vittorio Paiotta – Pisa
Moreno Pasquinelli – Foligno
Giuseppe Pelazza – Milano
Anika Persiani – Firenze
Gianni Petrosillo – Potenza
Paolo Pioppi - Amelia
Fabio Polichetti - Roma
Costanzo Preve – Torino
Valeria Proia - Roma
Mary Rizzo – Ascoli Piceno
Gabriele Roberto - Roma
Antonio Savini – Roma
Daniele Sello – Perugia
Enrico Sodacci – Perugia
Sergio Spina – Imperia
Sergio Starace – Lecce
Federico Stella – Roma
Giovanni Teti – Perugia
Marcello Teti – Perugia
Mauro Tozzato – Treviso
Luca Travaglini – Chieti
Giuseppe Vaccaro – Perugia

Irma Vari - Roma
Lucio Garofalo - Lioni (Avellino)
 
MI ASTENGO!

Questa volta mi astengo…rinuncio alla parola…vuota...sterile...rinuncio al voto...fallace e truffaldino...non rinuncio alla Vecchia talpalotta...preferisco tacere…schierandomi con forza…contro l’ipocrisia e la menzogna…per smascherare la frode del potere...in un sistema...marcio e corrotto...svelare l'inganno buonista...televisivo...le parole sono pesanti come macigni…taglienti come lame…schiette e sincere…non equivoche eppure equivocate…avvelenate e viziate...dalla mala fede altrui…tacciate ingiustamente…allora taccio…volontariamente...scelgo un atroce e_se_urlassi_in_silenziosilenzio di protesta…contro la censura e l’intolleranza…il mio peccato è la blasfemia…il rifiuto dell’adesione servile…ad un capo mai eletto…senza capo né coda…impostore e ciarlatano...presuntuoso e arrogante…un parolaio...non magico ma…verboso…candidato…non candido…è tempo di eresie…un’occasione per scrivere sui muri…come sui blog…scrivere parole blasfeme…di rabbia e indignazione…di eversione totale…di rivolta...di rivoluzione…di libertà dal servilismo ipocrita…né servi né padroni…soltanto liberi!

sabato, 12 gennaio 2008

Notizie dall’Irpinia

Una tac per la salute e il paesaggio

Non ci facciamo ingannare dalle sirene mediatiche. Sappiamo che quando si spegneranno i riflettori sul problema dei rifiuti, non vorrà dire che il problema sarà stato risolto. Non possiamo in questo momento di militarizzazione immaginare di bloccare le scelte governative, ma chiediamo al Governo e alle altre autorità competenti quanto segue.
1. Negli anni scorsi anche irpinial’Irpinia è stata interessata allo smaltimento di varie sostanze tossiche. Chiediamo che venga avviata immediatamente un ricognizione capillare del nostro paesaggio per individuare e rimuovere queste sostanze. In caso contrario consideriamo le decisioni del governo gravemente lesive del nostro diritto alla salute proporremo l’astensione dal pagamento della tassa sui rifiuti.
2. Chiediamo le dimissioni dei vertici delle due ASL irpine, dell’Arpac e dei Consorzi Rifiuti, in quanto non hanno svolto adeguatamente le attività di controllo che avrebbero dovuto svolgere.
3. Se le discariche ben controllate non presentano rischi particolarmente gravi non è necessario allocarle in ambiti poco urbanizzati e così distanti dai luoghi di raccolta.
4. Chiediamo che d’ora in avanti ci sia un controllo severissimo di tutte le fasi del ciclo dei rifiuti. Siamo indignati per quanto è accaduto in tutti questi anni e per la mancata assunzione di
responsabilità da parte di quanti hanno gestito la materia.bassolino
5. La colpa dell’attuale situazione non è, come è stato scritto in questi giorni, di “preti e vescovi, giovani e donne e pensionati e intellettuali e poeti e cantastorie”, ma di chi si ostina a rimanere al suo posto (Bassolino, in primo luogo) umiliando in tal modo la democrazia, la civiltà e i cittadini onesti.

La prossima assemblea è fissata per MERCOLEDI’ 16 GENNAIO a CARPIGNANO.

 

Le prime adesioni:

franco arminio, angelo verderosa, antonio romano, michele fumagallo, alfonso nannariello, tonino la penna, antonio morgante, lucio garofalo, enzo luongo, gaetano calabrese, michele ciasullo, luciana cerreta, dario bavaro, giovanni vuotto, mariarosaria vaiano, franco archidiacono, giovanni maggino, enzo filomena, michele giammarino, angelo cataldo

Per aderire alla petizione cliccate il seguente link:

http://comunitaprovvisoria.wordpress.com

 

martedì, 08 gennaio 2008
Ormai non si può più restare inerti e indifferenti di fronte allo scandalo e al raccapriccio che inevitabilmente suscita in tutte le coscienze libere e normali il paesaggio orribilmente sfigurato da montagne di spazzatura che invadono ed appestano le strade della città di rifiuti_napoliNapoli e dintorni. Non si può (e non si deve) restare passivi di fronte allo spettacolo indecente offerto non solo dai territori sommersi da cumuli di immondizia, ma anche dalla gente di Pianura assalita brutalmente dalle forze dell'ordine al servizio di un potere cieco e sordo che ha fallito rovinosamente e ora tenta di scaricare (come sempre) le proprie responsabilità e i propri "sensi di colpa" criminali sulla popolazione. Un potere osceno e nauseabondo come la spazzatura! BassolinoMunnezzaUn potere inteso non solo come ceto politico locale e nazionale, ma anche come sistema economico-affaristico costituito da un intreccio lurido e perverso, ma nel contempo "fisiologico" e inevitabile, tra capitalismo lecito ed illecito, incentrato sulla malavita imprenditoriale organizzata. Oltre al danno (ovvero i delitti e lo scempio di ordine economico-ambientale, sociale e morale), oltre alle "mancanze" e alle "inadempienze" storiche che si sono accumulate per anni, insieme ai sudici ammassi di spazzatura, la gente partenopea deve sopportare anche l'amara beffa cagionata dalla fiera dell'ipocrisia, dall'invereconda esposizione televisiva delle "lacrime di coccodrillo" del "povero ed afflitto" governatore Bassolino.
Gli spazi pubblici (invivibili da anni) di Pianura, come di altri quartieri napoletani, sono assediati e infestati da cumuli di rifiuti. C'e gente che non riesce più a varcare la soglia di casa per uscire (anche solo per fare la spesa) essendo impedita da mucchi insormontabili di immondizia.

<B>Napoli, sale la tensione a Pianura<br>"La discarica riaperta fino al 2009"</B>A Napoli e dintorni è in atto un'aspra e feroce vertenza di massa, esplosa come una spaventosa eruzione del Vesuvio, che forse avrebbe arrecato meno danni. Su Napoli e sull'intera Campania incombe un vero disastro ecologico e territoriale, una catastrofe sanitaria e sociale.
Caos a Pianura Ma incombe anche un'ingiusta e velenosa condanna di stampo razzista, emessa da parte di un sistema mediatico-propagandistico che invece di denunciare il colonialismo storico che affligge le comunità del nostro Meridione, preferisce evocare formule precostituite, ideologicamente pregiudizievoli e compromettenti sulla presunta inferiorità e arretratezza culturale dei popoli meridionali, in particolare della gente partenopea. Gente che invece è figlia di un ricco coacervo storico-culturale generato dalla Magna Grecia ed altre antiche e raffinate civiltà mediterranee. Ho sempre associato la nozione e l'immagine dell'intellettuale a figure scomode e destabilizzanti come Antonio Gramscigramsci e Pier Paolo Pasolini,Pierpaolo_Pasolini_2 mosse da una profonda e coraggiosa passione civile autenticamente rivoluzionaria, che li ha indotti ad assumere sovente posizioni fermamente critiche e controcorrente, sempre schierate dalla parte dei soggetti più deboli e indifesi, gli "umili" di Manzoni, i "vinti" di Verga, insomma i reietti e i diseredati della nostra società (ecco come si manifesta il vero anticonformismo), rispetto alle scelte e agli schemi di giudizio e di condotta predominanti. Pertanto, lancio un accorato appello per invitare tutti gli intellettuali liberi e coscienti della nostra terra, intesa non solo come Irpinia, bensì in un senso più lato che abbracci l'intero Meridione,napolibriganti a fare altrettanto, a prendere iniziative e posizioni assolutamente scomode e irriducibili rispetto alla linea imposta dai mass-media ufficiali assoggettati ai poteri dominanti che vogliono tacere le proprie atroci responsabilità, scegliendo la strada della repressione e della criminalizzazione a scapito delle comunità locali che si ribellano giustamente ad uno stato di "emergenza permanente" che dura ormai da oltre un decennio e che è funzionale solo a logiche occulte, prettamente affaristiche e criminali.
domenica, 06 gennaio 2008
Leggendo le parole di profonda e (visto il suo nome battesimale) sincera amarezza pronunciate dalla senatrice Franca Rame, la quale minaccia di dimettersi dal suo incarico istituzionale per ri-affermare (un pò in ritardo, forse) la propria coerenza ed onestà morale, intellettuale e politica, sorge spontaneo un interrogativo: ma davvero queste anime candide e pie pensavano di cambiare l'apparato del potere vigente, operando al suo interno, come si suol dire?
Ma bisogna coltivare un'ingenuità sconfinata per illudersi fino a tal punto! Infatti, oltre a Franca Rame altri parlamentari (ossia Salvatore Cannavò, Franco Turigliatto, Fernando Rossi, l'ex disobbediente Francesco Caruso,caruso Willer Bordon, Mauro Bulgarelli) hanno ammesso di essere delusi dal governo e perciò negheranno il loro voto favorevole al premier. Comunque, ne è occorso di tempo per prendere finalmente atto di una verità talmente evidente da far impallidire lo stesso Monsieur De Lapalisse, almeno per chi già molto prima della vittoria elettorale dell’Unione aveva previsto quanto sarebbe accaduto. Non grazie a straordinarie virtù profetiche, ma semplicemente perchè tutti i segnali e le vicende antecedenti lasciavano presagire il delinearsi di una condizione di inevitabile debolezza e subalternità della "sinistra" rispetto ai settori più retrivi e moderati della compagine governativa, ossia agli interessi predominanti di un coacervo di poteri parassitari formati da settori industrialdecotti, bancarottieri e speculatori finanziari, coalizzati con le forze più avide, egoiste e pericolose del sistema politico-economico italiano.
Tuttavia, ancorché rinsavite, tali anime "resipiscenti" (di "sinistri" piuttosto "tardoni") dovrebbero pur decidersi: o fanno i poeti o fanno i politici. Le due cose sono purtroppo incompatibili, almeno nell'attuale sistema politico in cui la passione e gli ideali (a maggior ragione la sensibilità poetica, se c'è) sono divorati dal cinismo più sfrenato, dall'opportunismo e dal carrierismo più spregiudicato.

Persino dal punto di vista democratico-borghese, tale realtà è assunta come un assioma di un'evidenza inoppugnabile. E' ormai sempre più tangibile il processo di corruzione e degenerazione del concetto e dell'assetto della democrazia liberal-borghese nel nostro paese.

La democrazia dovrebbe essere soprattutto partecipazione popolare ai processi decisionali, mediante l'esercizio del voto e il ricorso ad altri canali di controllo, di espressione e di opposizione (se ci sono e se funzionano!), ma è anche possibilità di un'alternativa e di una trasformazione concreta del potere e della società, che è il presupposto essenziale e indispensabile per costruire una società effettivamente libera e democratica, equa e progredita, cioé per superare i limiti e le contraddizioni reali, le iniquità e le sperequazioni materiali, che caratterizzano l'odierno assetto economico-politico e sociale borghese.

Questo è sempre stato uno dei traguardi più ambiziosi della sinistra democratica e progressista, quindi anche delle forze comuniste e antagoniste inclini alla lotta di classe per la fuoriuscita dall'attuale quadro storico dominato dal peggiore capitalismo bancario e finanziario.

Purtroppo, il principale problema della sinistra, intesa come sinistra di classe ed anticapitalista, è sempre stato costituito più dal nemico interno che da quello esterno, più dagli opportunisti e dai rinnegati che si annidano tra le sue fila, dai sedicenti "Gruppo_fokloristico_Bert_Giord__Riz_Dilcompagni" infiltrati tra i suoi quadri dirigenti, che si impongono e si riproducono in modo stalinista e verticista, diciamo pure fascista, censurando, reprimendo e perseguitando chi tenta di esporsi e di lottare per l'affermazione delle giuste cause dei proletari e delle masse popolari oppresse e sfruttate nel mondo. Il vero nemico sono i falsi compagni, coloro che si appigliano ad un cavillo burocratico per impedire e soffocare la crescita e l'avanzamento di un movimento schierato dalla parte degli operai e dei lavoratori. Il vero nemico è chi parla di regole ma le applica rigorosamente solo agli altri, che in nome di un presunto diritto, lo esercita e lo avoca solo per sé, negandolo agli altri.Il camerata Fausto Bertinotti

Inoltre, la sinistra odierna non deve adoperarsi esclusivamente per i privilegi riservati agli abitanti della sua nazione, ma deve adottare altre priorità, ossia le esigenze prioritarie legate alla sopravvivenzacongo-2 quotidiana degli esseri umani che popolano l'intero pianeta e alla sopravvivenza del pianeta stesso e delle principali specie viventi che lo abitano. La sinistra, e chi professa di appartenervi, non è onesta fino in fondo se si preoccupa e s'ingegna solo al servizio degli interessi dei lavoratori italiani o europei (benché attualmente non assolva nemmeno tale ruolo), ad esempio  a vantaggio degli incrementi salariali destinati agli operai del nostro paese, dei diritti o delle franchigie degli impiegati statali, sul fronte delle liquidazioni, della previdenza sociale e della sanità pubblica, e via discorrendo, mentre nel mondo oltre 35.000 persone muoiono di Famefame ogni giorno, mentre oltre un miliardo di individui versa nello stato di povertà più estrema, mentre in vaste regioni dell'Africa si muore di malaria, di morbillo o altre malattie infettive (da noi totalmente debellate) che con pochi euro si possono guarire! Una vera forza di sinistra deve battersi per tali doveri prioritari e abbandonare gli interessi meschini ed egoistici di una società occidentale che in effetti è la causa principale dell'estrema povertà diffusa in tante parti Bambino africanodel mondo. Il compito storico dei proletari e dei rivoluzionari che vivono nelle società occidentali, che ogni giorno hanno colazione pranzo e cena assicurati, è quello di schierarsi dalla parte dei veri poveri e costringere le società più opulente e consumiste a condividere e redistribuire equamente le risorse planetarie, a non depredare le ricchezze altrui, per impostare una giustizia sociale globale.

Le sinistre del terzo millennio devono prodigarsi e lottare per un mondo più equo e "pulito", in senso sia ecologico che morale, per attuare progetti di solidarietà e di giustizia sociale su scala mondiale.

Se non si risolve a realizzare tali obiettivi indubbiamente rivoluzionari e destabilizzanti dal punto di vista delle ricche società occidentali, se non dimostra simili intenti e requisiti, la sinistra vale nulla, rinnega semplicemente se stessa, limitandosi a difendere e conservare solo le meschinità e le vanità personali inseguite da BassolinoMunnezzapoliticanti arrivisti e traffichini, da falsi proletari che in effetti invidiano i ricchi e si disinteressano altamente di coloro che, a poche ore di distanza con un semplice viaggio aereo, non sanno se giungeranno vivi al tramonto. Pertanto, l'ispirazione della sinistra deve aggiornarsi e rinnovarsi esattamente nella direzione finora auspicata. Ma anche su tale versante, purtroppo, l'attuale "sinistra", quella con ambizioni (anzi, sarebbe più appropriato dire "velleità") Bertinotti contestatodi governo, ha fallito rovinosamente, avendo tradito le speranze  e le aspettative di migliaia di veri ed onesti pacifisti, di attivisti impegnati in numerose vertenze in funzione antimperialista. Inoltre, rammento che la sinistra, quella autentica, la sinistra realmente rivoluzionaria, nacque con una vocazione storica profondamente internazionalista. Il celebre slogan formulato da Marx ed Engelsmarx_engels "Proletari di tutto il mondo, unitevi" presuppone e reclama esattamente il principio prima enunciato. Una vocazione terzomondista che occorre riscoprire e rilanciare se non si vuole affossare l'idea stessa, i valori peculiari e le prerogative storiche della Sinistra militante con la S maiuscola. Infine, la sinistra dovrebbe riscoprire e riaffermare con forza un altro argomento di grande attualità in tempi bui e tristi come quelli che viviamo, in cui si continua a morire tragicamente in fabbrica.infortuni_lavoro Mi riferisco all'analisi marxiana che rivela come il filo conduttore, l'elemento costante e ricorrente nella storia, dall'antichità sino ad oggi, debba essere rinvenuto nell'asservimento e nello sfruttamento del lavoratore sociale: lo schiavo nel mondo antico, il servo della gleba nella società medievale e l'operaio salariato dell'età moderna risultano tre differenti versioni della medesima figura del lavoratore discorso_tipico_dello_schiavoasservito, ugualmente costretto - benché in forme diverse - a travagliare a beneficio di una ristretta minoranza composta da avidi e voraci sfruttatori del genere umano. Rileggendo e riscoprendo l'opera di Marx, sgombra da ogni incrostazione dogmatica, è possibile appurare come anche nella società moderna sopravviva una determinata forma di schiavitù, dai contorni quasi impercettibili: la "schiavitù salariata" degli operai che, essendo privi di ogni mezzo di produzione, sono costretti ad alienare la propria forza-lavoro e a (s)vendersi quotidianamente. Solo con l'abolizione dell'asservimento salariale e il collettivo_comunista_antonio_gramscisuperamento del modo di produzione capitalistico, sospeso in una sorta di "limbo" storico soggiogato dallo sfruttamento, l'intera umanità sarà in grado di proiettarsi verso un orizzonte di autentica libertà, riscatto e progresso generale.

Se durassimo in eterno
Tutto cambierebbe
Dato che siamo mortali
Molto rimane come prima.

(Bertold Brecht)