domenica, 04 maggio 2008

SGARBI IN GALERA!

Dopo aver assistito all'ultima puntata di annozero"Anno Zero" (trasmessa il 1° maggio scorso), durante la quale l'irascibile e furioso Vittorio Sgarbi si è esplicato nelle sue consuete e grossolane esibizioni di intolleranza, nei suoi isterici e demenziali esercizi di "eleganza linguistica", suggerisco di rendere un caloroso omaggio e un pubblico encomio a quel fenomenale “campione” della trashtv2"libertà provvisoria", primatista mondiale di imbecillità, turpiloquio televisivo ed arroganza "demo(n)cratica" che è il folle assessore-teppista e squadrista, villano e nevrotico "critico d'arte" (si fa per dire), nonché esponente politico criptofascista. Dobbiamo restituirgli pan per focaccia. Per cui propongo di dedicargli una sequenza di insulti ed epiteti degni della sua "illustre" e "squisita" persona, in omaggio anche al suo cognome esplicitamente insolente. Dunque, proclamo che sgarbi e rifiuti televisiviVittorio Sgarbi (naturalmente sono graditi e ben accetti vari suggerimenti in tal senso): è una discarica abusiva, un fesso esemplare, un immenso infame, è un zoticone e un cafone, un coglione incommensurabile e un emerito stronzo, una colossale testa di minchia, è un pirla all'ennesima potenza, un picio senza speranza, è un cretinoChe cervellone! da manuale, un idiota irrecuperabile, è uno psicolabile, un malato mentale affetto da demenza senile, è una latrina talmente sudicia e lorda da rendere estremamente arduo l'atto del defecare, è una merdaccia umana; è un cumulo di spazzatura napoletana: ci buttano dentro di tutto; quando Dio ha donato il cervello all'umanità, lui era in bagno; inoltre, Sgarbi ha talmente una faccia da culo che per curarsi le emorroidi si reca dal dentista; se la merda fosse oro, Sgarbi sarebbe un tesoro assai più prezioso e inestimabile delle opere d'arte che ha studiato (inutilmente, visti i risultati ottenuti), e via discorrendo.

Solo ora mi rendo conto di aver scritto una sequela di innocui eufemismi almeno rispetto ai feroci vilipendi adoperati normalmente dallo specialista del turpiloquio Vittorio Sgarbi. Perciò ho deciso di incalzare ed intensificare l'invettiva verbale, rafforzando il tiro al bersaglio.

Parafrasando il celebre sonetto "picaresco" scritto dal poeta dialettale Giuseppe Gioacchino Belli, intitolato "Er Padre de li Santi", aggiungo in vernacolo romanesco che:

Sgarbi se pò ddì rradica, uscello
Ciscio, nerbo, tortore, pennarolo,
Pezzo de carne, manico, scetrolo,
Asperge, cucuzzola e stennarello.

Cavicchio, canaletto e cchiavistello,
Er gionco, er guercio, er mio, nerchia, pirolo,
Attaccapanni, moccolo, bbruggnolo,
inguilla, torciorecchio, e mmanganello

Zeppa e bbatocco, cavola e tturaccio,
E mmaritozzo, e cannella, e ppipino,
E ssalame, e sarsiccia, e ssanguinaccio.

Poi scafa, canocchiale, arma, bbambino:
Poi torzo, cesscimmano, catenaccio,
Mànnola, e mmi'-fratello piccinino.

E tte lascio perzino
Ch'er mi dottore lo chiama cotale,
Fallo, asta, verga, e mmembro naturale.

Cuer vecchio de spezziale
Disce Priapo; e la su' mojje pene,
Seggno per dio che nun je torna bbene.

Sono profondamente offeso e incazzato! Non è possibile tollerare la sfilza di beceri improperi e di oltraggiose contumelie lanciate da Sgarbi all'indirizzo del povero e gentile Marco Travaglio e del pubblico, costretti a sopportare ad oltranza la sua infinita e ingiuriosa maleducazione, le sue continue offese e provocazioni verbali.

Le volgari intemperanze del "critico d'arte" più stupido e irritante d'Italia, non hanno indignato nessun esponente dell’establishment politico-televisivo grillonazionale, mentre i presunti attacchi e le cosiddette "sfuriate" di Beppe Grillo, che non erano neanche tanto calunniose o diffamanti, ma solo pesanti critiche (magari un pò eccessive nella forma), hanno destato forti reazioni di scandalo e sdegno al vertice della RAI (e non solo), confermando che esistono due pesi e due misure anche per esprimere giudizi ed istituire sanzioni disciplinari nei confronti di personaggi ugualmente famosi e potenti.

Anche questa ambiguità di valutazione è una concreta ed obbrobriosa testimonianza della pericolosa deriva autoritaria e liberticida assunta dalla nostra società. E non potrebbe essere diversamente visto che siamo rovinosamente capitati in quella scalcagnata "Repubblica delle banane" governata dal Popolo della Libertà... provvisoria!

domenica, 20 aprile 2008
LA SINISTRA SUICIDATA, IL NUOVO FASCISMO E LE FUTURE LOTTE CONTRO IL “VELTRUSCONISMO”
Ovvero come predicare male, razzolare peggio ed essere bocciati dagli elettori
Il terremoto politico-elettorale avvenuto nei giorni scorsi, ha provocato effetti a dir poco devastanti, delineando un quadro parlamentare davvero singolare e senza precedenti (se si eccettua l’unico precedente che risale al Ventennio fascista).
Uno scenario imprevisto ed imprevedibile, almeno nella vastità e nelle proporzioni drammatiche in cui si è determinato. Un disastro politico in parte annunciato, simile alla situazione di illegalità e di messa al bando procurata dall’avvento al potere del partito fascista di Benito Mussolini,Benito Mussolini con l’instaurazione della dittatura e l’espulsione violenta delle forze di opposizione presenti nel Parlamento dell’epoca, in modo particolare del partito comunista e di quello socialista. Con la differenza, non secondaria, che nel caso odierno non c’è stato bisogno di ricorrere a provvedimenti apertamente reazionari e antidemocratici. In un colpo solo si è consumata la dissoluzione delle "sinistre", espulse in toto dal Parlamento italiano. Questo è, nei fatti, il risultato più evidente ed eclatante del nuovo “fascismo” mascherato da “antifascismo”, del nuovo golpismo istituzionale camuffato da Partito Democratico + Popolo delle Libertà, che in sintesi si chiama Veltrusconismo".
Il "golpe veltrusconiano" ha cancellato con una soluzione “morbida” e “pacifica” tutti i partiti di sinistra. I quali non hanno fatto nulla per impedire il proprio “suicidio” politico. Anzi, direi che le forze di “sinistra” hanno Il ritorno del Monnezzapermesso tutte le forme di Vignetta di Vauro sullo spauracchio di Berlusconiautolesionismo possibile ed immaginabile, tutto ciò che si poteva concedere all’avversario veltrusconiano per farsi male in modo serio e (forse) irreparabile. Con gli esiti a dir poco catastrofici che sono evidenti a tutti. Ma vediamo in quale modo si è tradotto l’autolesionismo della sedicente “sinistra” (ex)parlamentare italiana.
Una “sinistra” ormai estinta, umiliata e declassata al rango di un movimento politico extraparlamentare, senza possedere più alcun rapporto organico con i soggetti della realtà sociale, senza avere più l’abitudine e tanto meno la vocazione alla prassi e all’attività extraparlamentare. La liquidazione della sinistra parlamentare borghese è stata una morte annunciata da tempo, ma il principale responsabile del disastro si chiama (in)Fausto Bertinotti.Il camerata Fausto Bertinotti
Il quale ha raccolto esattamente quanto ha seminato negli ultimi anni. Ma nemmeno la più pessimistica delle previsioni poteva prefigurare e vaticinare lo tsunami che ha annientato totalmente la presenza della sinistra parlamentare in Italia. Senza dubbio l’astensionismo di sinistra ha inciso in modo consistente sull’esito del voto che ha penalizzato duramente i dirigenti e i rappresentanti della cosiddetta Gruppo_fokloristico_Bert_Giord__Riz_Dil“sinistra radicale”. In questi ultimi due anni la sinistra filo-governativa ha predicato male e razzolato peggio. Per questo gli elettori hanno deciso di punirla amaramente. Nel contempo, il nuovo “fascismo veltrusconiano"veltroni2 ha contribuito all’estromissione dalla scena parlamentare della sinistra borghese, senza porre in essere procedimenti autoritari o violenti, ma facendo semplicemente ricorso ad una vasta e capillare campagna propagandistica a favore del “voto utile”, che ha convinto non pochi elettori della “sinistra radicale” ad appoggiare il partito di Veltroni. La situazione politica odierna è, di fatto, quella di un regime senza colpo di stato, un fascismo privo della dittatura militare. Il nuovo Duce si chiama Veltrusconi.
PasoliniPierpaolo_Pasolini_2 docet: il fascismo potrà risorgere a condizione che si chiami antifascismo”. Infatti, il quadro politico-parlamentare determinato dalle ultime elezioni, risulta assai più inquietante e pericoloso del fascismo propriamente inteso, per la semplice ragione che l’affossamento della sinistra parlamentare borghese è avvenuto in una cornice di apparente democrazia, ovvero senza l’avvento di un colpo di stato militare che abbia messo fuorilegge i partiti di sinistra. I quali si sono in pratica “suicidati” (quasi) da soli. Gli avversari si sono limitati ad assecondare gli eventi.
Tale risultato si è rivelato addirittura traumatico, inducendo alcuni osservatori e personaggi politici che sono in qualche misura riconducibili al fronte dell’ultra-conservatorismo (quali, ad esempio, Giulio Tremonti) a temere l’attuale scenario, nella misura in cui le contraddizioni sociali e materiali, i conflitti di classe presenti nel mondo del lavoro, le vertenze e i contrasti insiti nella realtà del paese, potrebbero assumere un carattere di insanabilità, in quanto non sarebbero più governabili e suscettibili di mediazioni politico-istituzionali.
In pratica si teme e si paventa che l’assenza di rappresentanza parlamentare della sinistra possa generare antagonismi sociali esplosivi, fenomeni di recrudescenza politica difficilmente gestibili.
Inoltre, con il quadro parlamentare appena uscito dalle elezioni, mi pare assai facile prefigurare un tentativo di stravolgere il testo della Costituzione attraverso una sorta di “grande inciucio, ossia un’ampia intesa di stampo veltrusconiano sul versante delle cosiddette “riforme costituzionali”, tanto attese ed invocate non solo dalla coalizione di centro-destra guidata da Berlusconi, Bossi e Fini.
La vera sinistra potrà risorgere solo se saprà fare una seria autocritica e ripartire dai bisogni concreti e dalle vertenze reali della sua gente, ovvero i lavoratori. Il terreno più fertile e congeniale per lotte_operaiela sinistra di classe è da sempre il mondo delle lottelotte_sindacali e dei diritti del lavoro salariato, la base del movimento operaio e sindacale. La vocazione storica, la natura e l’attitudine della sinistra realmente antagonista, coincidono con le lotte e le vertenze dei lavoratori, con le tendenze e i bisogni effettivi delle masse operaie, non con le competizioni elettorali e tanto meno con le opzioni riformiste e governiste, che invece non pagano e non ottengono mai nulla.

Concludo citando Ernesto Che Guevara, il quale sosteneva che le sconfitte, specie quelle più amare e brucianti, possono rivelarsi nel tempo anche più utili ed istruttive di una vittoria troppo facile ed esaltante.
Non a caso, la “vittoria” del 2006 ha arrecato molti danni preparando il terreno all’attuale disfatta, in quanto ha alimentato e favorito un progressivo distacco della sinistra parlamentare dalla realtà drammatica e dolorosa dei bisogni e delle lotte delle masse popolari. Non sono pochi i quadri ferrerodirigenti che si sono montati la testa, assumendo atteggiamenti di arroganza, superbia e cecità nei confronti del legittimo dissenso espresso in diverse circostanze dalla base militante (soprattutto la base operaia, che di conseguenza ha voltato le spalle), per cui molti attivisti e simpatizzanti della cosiddetta “sinistra radicale” si sono disaffezionati e allontanati in modo crescente, decidendo infine di astenersi dal voto per punire duramente chi aveva tradito le attese e le speranze suscitate nel popolo della sinistra proprio dalla “vittoria” ottenuta nel 2006. Sono trascorsi appena due anni solari, eppure quella data sembra distante anni luce dall’attuale momento storico.
domenica, 02 dicembre 2007

In questi giorni amari tutti tacciono, nessuno osa dirlo, ma dopo la disfatta del voto sul WELFARE, moltissimi operai e militanti iscritti ai diversi gruppi della cosiddetta "sinistra radicale" stanno abbandonando... DIMISSIONARI!

Il manifesto

Lo Stato, la MaFiat e le lotte operaie
 
Io faccio l'insegnantemaestro in una scuola elementare, per cui appartengo economicamente e socialmente alla piccola borghesia cosiddetta "intellettuale". Tuttavia, malgrado non sia esattamente un operaio (lo sono stato in passato, avendo lavorato per qualche mese in alcune industrie locali prima di entrare nel mondo della scuola, per cui ho sperimentato personalmente gli effetti dello sfruttamento materiale e del sistema alienante e repressivo imposto in fabbrica), mi reputo una sorta di "proletario" del sistema aziendalizzato dell'istruzione, cioè di un bene immateriale ridotto sempre più a "merce". Da (s)vendere e consumare, ossia da alienare e mortificare. In ogni caso, anche se fossi stato un impiegato di banca, un medico, un avvocato o un qualsiasi altro professionista, avrei sicuramente espresso la mia totale solidarietà morale e politica verso le tenaci iniziative di lotta e di resistenza intraprese negli ultimi tempi da gruppi di operai ribelli (e perciò perseguiti e perseguitati) in numerose fabbriche del paese, in modo particolare del gruppo Fiat. Si pensi ad esempio ai lavoratori licenziati dalla Fiat di lavoratore flessibileMelfi, a tutti quei lavoratori che si sono autonomamente organizzati, e per questo sono stati sottoposti all'ennesimo tentativo di criminalizzazione e ad un duro attacco repressivo  portato dal sistema mafioso della Fiat e dallo Stato italiano suo complice da sempre. Così come ho sempre manifestato la mia simpatia e la mia vicinanza politico-ideologica e morale nei confronti delle lotte condotte dalla classe operaia in ogni tempo e in ogni angolo del pianeta. Da sincero e convinto operaista, dichiaro dunque la mia piena vicinanza morale e politica nei riguardi degli operai e dei lavoratori vittime dell'ennesimo inganno, dell'ennesima menzogna e mistificazione perpetrata dal cosiddetto "governo amico" e dai suoi "pretoriani rossi" sul cosiddetto "accordo sul Welfare". Su tale argomento esprimo un solo, secco ed esplicito commento: VERGOGNA!Prodi_Presidentecosa_rossa
SOLIDARIETA' OPERAIA
 

La solidarietà degli operai ribelli agli operai licenziati dalla montescemoloFiat può essere il primo passo per collegare gli operai delle fabbriche. Non saranno i proclami roboanti dei vari sindacatini alternativi che serviranno a difendere gli operai. Gli operai solo organizzandosi come classe potranno spezzare l'attacco dei padroni. Per questo invitiamo altri operai a sottoscrivere il comunicato per organizzare un incontro tra i firmatari.

Inviate l’adesione della vostra fabbrica a: solidarietaoperaia@gmail.com

 
Visitate il sito: www.operaicontro.it
mercoledì, 31 ottobre 2007

Volontè, Udc: Bisogna prevedere il reato di apologia del comunismo

Il capogruppo dell'Udc alla Camera lancia una proposta 'choc': bisogna prevedere il reato di apologia del comunismo.

 

Ma dal mondo politico arriva un coro di 'no'. "Martedì mattina - annuncia Volontè - ogni deputato, rappresentate del popolo italiano, riceverà in casella il modulo di adesione alla nostra proposta di legge di riforma costituzionale per inserire il divieto di apologia del comunismo insieme al reato già previsto per il fascismo". "Piazza San Pietro - prosegue in un'altra nota Volontè - è il luogo della verità laica e storica. Oggi si innalzano agli altari 498 martiri cristiani del comunismo spagnolo. Cento milioni sono i morti della vergogna comunista figlia della ideologia di Marx, Engelsmarx_engels e Lenin. I comunisti italiani non solo mantengono i simboli e il nome di tale macabra ed omicida dottrina ma addirittura si recheranno in 'pellegrinaggio' alla piazza Rossa. Una vergogna e una menzogna senza precedenti, pari solo alle celebrazioni del Festival del Cinema di Veltroni tributata al macellaio Che Guevara". "Il principio di libertà di espressione - secondo il deputato centrista - deve prevedere gli stessi vincoli per il nazifascismo ma anche per il comunismo. La verità, almeno quella storica, non può ammettere eccezioni. E' inaccettabile una alleanza di governo con protagonisti adepti della setta sanguinaria comunista". Immediate le repliche dalla maggioranza e dall'opposizione.

clemenza_mastella

Pino Sgobio, capogruppo del Pdci alla Camera, sottolinea: "Divieto di apologia del comunismo? Volontè si rilegga la storia della Repubblica Italiana e lì troverà la risposta sul ruolo che i comunisti hanno avuto in Italia. I comunisti hanno dato la vita per la Liberazione del nostro Paese dal nazifascismo e per ripristinare la libertà in Italia". "Paragonare il comunismo al fascismo - prosegue Sgobio - significa misconoscere la stessa Carta Costituzionale, nata grazie al contributo di tutte le forze democratiche e antifasciste italiane, comunisti compresi. Il capogruppo dell'Udc si rilegga la storia. Rispetto alle alleanze di governo, inoltre, Volontè si guardi attorno: troverà accanto a sé non solo gli eredi ma anche i sostenitori convinti del fascismo, inviso e combattuto dalla stessa DC, suo partito d'origine politica". Il vicepresidente leghista del Senato wanted-calderoli-itRoberto Calderoli rileva: "Seppur condivisibile è superflua o comunque tardiva la proposta dell'onorevole Volontè di istituire il divieto di apologia del comunismo: la XII norma transitoria finale della Costituzione dispone che 'E' vietata la riorganizzazione, sotto qualsiasi forma, del disciolto partito fascista'. Ma fascismo e comunismo non solo altro che le due facce della stessa moneta ed è inverosimile che questa moneta, fuori corso in tutto il resto del mondo, lo sia restata ancora solo in Italia". "Ma come il Paese a suo tempo seppe attuare una resistenza contro il fascismo oggi la sta organizzando anche contro il comunismo. Resistere, resistere, resistere!", conclude Calderoli. Infine Gianfranco Rotondi, segretario della Democrazia Cristiana per le Autonomie, commenta le parole dell'esponente dell'Udc: "Non condivido l'iniziativa dell'amico Volonté: non esiste il comunismo, ma tanti partiti comunisti. Il comunismo italiano non ci ha negato la libertà, ma ce l'ha portata col sangue dei partigiani".


Una breve chiosa finale: francamente, credo sia urgente proporre il divieto di apologia della stupidità, che costituisce un reato molto grave e socialmente pericoloso! Per saperne di più sull'argomento potete consultare i seguenti link: canisciolti  forum studenti  repubblica  universonews.

domenica, 21 ottobre 2007
Siamo sempre meno liberi?
IL GOVERNO RIFORMA EDITORIA. BUROCRAZIA SUL WEB? ALLARME IN RETE
 
Cosa facciamo? Continuiamo a pascolare beatamente nel recinto del paese dei Prodi_Presidentebalocchi, illudendoci di essere liberi, oppure decidiamo finalmente di agire e saltare lo steccato? Troviamo un modo per organizzarci, per impedire che questo ddl venga approvato, per garantire quel minimo di libertà che ancora ci è concessa. Molte persone spendono tempo ed energie per ricercare e divulgare la verità, vogliamo che questi sforzi vengano vanificati e l'informazione venga del tutto conformata e gestita dal potere fine a se stesso? Vogliamo che accada anche in Italia ciò che, per esempio, accade negli USA? Non siamo molto lontani: avete visto il video "STUDENTE ARRESTATO E TASERATO AD UN DISCORSO DI JOHN KERRY"? censura webAndranno in galera coloro che sudano e lottano per la verità e per la libertà, e continueranno a circolare a piede libero i delinquenti e i criminali... è questo il destino del nostro paese? Non possiamo proprio fare nulla per cambiare le cose? Non dipende dai divulgatori delle informazioni, dipende da tutti noi... da ciascun individuo, nessuno escluso. Il nostro destino ed il futuro dei nostri figli passa per le nostre mani e per le nostre azioni. Nessuno sarà esentato dalle proprie responsabilità con l'eterea giustificazione "Io non sapevo". Come prima ed immediata azione scriviamo un email di protesta a Riccardo Franco Levi: levi_r@camera.it.
Danilo diinabandhu
 
LEGGI E DIVULGA L'ARTICOLO E L'APPELLO
Fonte: www.liberamenteservo.it
domenica, 14 ottobre 2007

ELEZIONI PRIMARIE NEL PARTITO DEMO(N)CRATICO

Il genio profetico di Pasolini, 1975Pier Paolo Pasolini preconizzava (a ragione) che “il fascismo potrà risorgere a condizione che si chiami antifascismo”. Eccolo servito. Si chiama PD: Partito Demo(n)cratico. Tale partito non è ancora nato, ma già si sta rivelando una forza politicamente subdola e pericolosa, perché concretamente antidemocratica e soprattutto antioperaia. Purtroppo si confermerà tale nel tempo. Nei prossimi anni il PD costituirà il peggior avversario politico dei diritti, degli scopi e degli interessi della classe operaia e dei lavoratori salariati in Italia, soprattutto dei giovani lavoratori precari ed extracomunitari.lavoratore_fabbrica Vedrete, gente di poca fede! Per rendersene conto basterebbe riflettere liberamente su alcune proposte politiche di stampo sicuritario e poliziesco avanzate da walter_veltroni_lupaWalter Veltroni durante la sua campagna elettorale, sui temi della sicurezza e dell’ordine pubblico, in materia di immigrazione e su altre questioni concernenti il lavoro e la convivenza civile e democratica nella nostra società. Si tratta di ipotesi e contenuti palesemente anticostituzionali, che nemmeno la peggior Lega di Bossi, Borghezioborghezio e Calderoli si sarebbe mai azzardata a promuovere. Eppure, il sindaco-sceriffo di Roma rappresenta il futuro leader di un partito che osa battezzarsi “democratico” ed egli stesso si spaccia ed osa definirsi un politico “buonista”. Anzi, molti lo rimproverano proprio di essere fin troppo veltroni2“buonista”. Figuriamoci allora se fosse stato un “cattivista”!... Ma veniamo alle primarie nel PD. Già il fatto che per votare occorre pagare un euro, quasi fosse un balzello supplementare da sommare agli altri tributi, mi puzza tanto di estorsione e racket mafioso, quasi una sorta di Pizzo-day“pizzo politico” da versare ai boss della malavita politico-istituzionale del “centro-sinistro”, ormai  dominato ed infestato dal PD che sta per: Partito Dirigista, Partito Danaroso, Partito Delinquenziale, Partito Demoniaco, Partito Dolo(ro)so, Partito Deceduto… Tutto, tranne un Partito autenticamente Democratico. Non c’è proprio nulla da fare. Il nostro è un popolo ignorante, rozzo ed analfabeta. Con il termine “analfabetismo” mi riferisco esattamente all’analfabetismo politico, quello che Bertold Brecht disprezzava come il peggior analfabetismo.

 

 

Bertold Brecht

E aveva ragione! Le elezioni primarie del PD non costituiscono affatto un momento di grande partecipazione democratica, ma segnano ufficialmente il decesso della “democrazia” nel nostro paese, se mai questa fosse stata viva. Una “democrazia” morta e sepolta, grazie anche al Partito democraticoPartito (anti)Democratico. Un destino cinico e beffardo, quello della “democrazia” italiana, un democrazia da sempre monca e incompiuta, ed ora definitivamente azzerata e priva di senso. Votare alle primarie del PD è peggio che votare per il Grande Fratello o un altro reality-show: equivale a una farsa grottesca, in cui partecipano e si esibiscono tanti ridicoli “bamboccioni” manovrati da andreotti_omissisvecchi burattinai (massonico-mafiosi e piduisti, filo-golpisti, clerico-fascisti etc.), vecchie volpi demo(n)cristiane. Questo discorso vale per le primarie sia a livello locale, sia ai livelli superiori, fino al vertice nazionale.  Dove trionferà il veltronismo, versione aggiornata del populismo più diabolico e  “sinistro”: il nuovo fascismo.

L'analfabeta politico
Il peggior italianianalfabeta è l’analfabeta politico. Egli non sente, non parla, né s’interessa degli avvenimenti politici. Egli non sa che il costo della vita, il prezzo dei fagioli, del pesce, della farina, dell’affitto, delle scarpe e delle medicine, dipendono dalle decisioni politiche. L’analfabeta politico è talmente somaro che si inorgoglisce e si gonfia il petto nel dire che odia la politica. Non sa, l’imbecille, che dalla sua ignoranza politica nasce la prostituta, il minore abbandonato, il rapinatore e il peggiore di tutti i banditi, che è il politico disonesto, il mafioso, il corrotto, il lacchè delle imprese nazionali e multinazionali.
Bertoldt Brecht
venerdì, 05 ottobre 2007

TANA LIBERA TUTTI!

 

http://reset.netsons.org/modules/news/article.php?storyid=817

 

Ai bamboccioni e coglioni, dico: "Tana libera tutti!". prodi(torio)La tracotanza e lo sbeffeggiamento che usano i ministri di questo governo e di quello che c'era prima (come dire al peggio non c'è mai fine) arriva al punto di chiedere di andarli a votare e pagare pure con una moneta da quasi duemilalire.salvadanaio Grazie a questi due, tre, quattro, cinquanta, cento, mille dirigenti di partito partitino sindacato associazione, i giovani "bamboccioni" escono fuori di casa senza che qualcuno li abbia organizzati. Si chiama lotta sociale, si chiama spirito civico, si chiama rabbia, si chiama rivendicazione, si chiama Vday...grillo_piazza_vday ha molti aspetti, tutti da scoprire e che non dovrebbero, Loro, sottovalutare. In meno di una settimana, le donne si sono viste come tante tapine mai all'altezza di una Veronica Lario, i giovani dei fannulloni che non se ne vanno mai di casa, i ragazzi del sud come tanti imbecilli al soldo delle cosche, i lavoratori a contrattoatipici come delle pecore che non contrattano, gli studenti come dei profittatori... e così via di questo passo nella passerella del malcostume, una realtà che è tale, per chi sta al potere, fatta di prostitute e protettori, entrambi convinti che non c'è altro mondo possibile, torturati e torturatori a ballare a suon di soldi, falsi come loro. Un refrain triviale che muove anche i più pigri, via... a trasferirci tutti. Coglioni e bamboccioni. Tutti fuor di porta, come si dice al paese mio. C'è da avere terrore di questi terroristi, ed è arrivata l'ora di difendersi.
Doriana Goracci

mercoledì, 03 ottobre 2007

"L'ITALIA SI E' ROTTA" di G. La Grassa

La frase del titolo può essere interpretata in più sensi, e ognuno va bene. So che purtroppo non fiat_mirafioris’è ancora “rotta” a sufficienza, affinché si verifichino quei “bruschi cambiamenti” che sarebbero necessari; ma forse siamo sulla buona strada, che non sarà però brevissima. Non ho intenzione di enfatizzare il dissenso espresso dagli operai a Mirafiori, in una riunione “blindata”, le cui notizie sono filtrate attraverso i lotte_sindacalipartecipanti. Mi interessa solo il quadro che “dipinge”: un vero pezzo di “socialismo reale” – e se ancora in molti non capiscono che quel processo storico non conduceva, nemmeno nelle intenzioni, al socialismo e comunismo, non so proprio cosa si possa dire e fare – estremamente indicativo del tipo di “democrazia” propugnato dalla “sinistra progressista”. In ogni caso, ci sono stati i fischi che angeletti_luigiAngeletti negava spudoratamente al TG4, ammettendo solo qualche disagio e contestazione. I “si” vinceranno grazie a riunioni in cui non è consentita alcuna vera organizzazione della protesta (anche i dirigenti della FIOMFIOM, alla fin fine, mi sembra si stiano comportando maluccio, coprendo di fatto la spudoratezza dei vertici sindacali) e al voto dei pensionati (52% degli iscritti alla CGIL e 50% di quelli della CISL); ma anche perché ormai la cosiddetta la-classe-operaiabase operaia non ha più alcuna voce in capitolo ed è dunque disorientata, depressa, incazzata ma sfiduciata, priva di una qualsiasi rappresentanza effettiva. Per tornare ad averla, sarebbe necessario un intervento di forza che sciogliesse gli attuali sindacati, ne presidiasse a tempo indeterminato le sedi per impedire la loro riapertura e, nel contempo, lasciasse piena libertà di associazione alle varie categorie di lavoratori, con elezione (e sempre possibile revoca in ogni momento) dei loro rappresentanti, pagati integralmente dalla “base” senza il benché minimo sostegno dello Stato. comitati_d_affariI sindacati oggi esistenti sono infatti apparati di Stato fra i più reazionari e corrotti, con dirigenti di vertice inamovibili (fino a quando non vengano cooptati nelle altre Istituzioni centrali e locali dell’amministrazione pubblica), e gestiti con singolare ottusità burocratica da uno sciame di funzionari inetti e solo interessati alla “carriera”. Nel mondo politico, con totale insensibilità e arroganza abituale, continua sempre più vorticosamente la commedia delle parti. I ministri e parlamentari della sedicente cosa_rossa“cosa rossa” (che, giorno dopo giorno, è “lavata con Omo” e appare ancor più bianca di qualsiasi bianco) sono di rara meschinità e pochezza intellettuale, individui attaccati alle loro poltrone per mantenere le quali manovrano confusamente e senza alcuna idea, con battute estemporanee al posto della manifestazione di idee; essi giocano al buonismo e al progressismo che ormai non risolvono un solo problema di un paese allo sbando più totale. Del Prodi_PresidentePremier e dei suoi complici governativi, della sinistra ora “riformista” ora “moderata” ora “liberaldemocratica”, delle primarie per eleggere il capo di un Partito che più antidemocraticopartito_(anti)democratico e elitario di così non potrebbe nascere, è inutile parlare perché non c’è molto da dire. Non esistono programmi, solo (giri di) parole vuote, un continuo tramare pestando però acqua nel mortaio. Una inconcludenza completa, tutto sommato coperta, sia pure con frasi di scontento e mugugni, da parte delle inutili Autorità europee. Dell’opposizione non si sa se provare commiserazione o spernacchiarla. Berlusconiberlusconi_nano si dimostra sempre più un omuncolo dal punto di vista politico. E’ patetico nel suo sfornare sondaggi (che possono rovesciarsi in pochi mesi, come dimostra l’Inghilterra, dove i conservatori sono passati dal 12% di vantaggio all’11% di svantaggio nei confronti dei laburisti), aspetta l’implosione dell’avversario (un bel modo per dimostrare che non ha alcuna idea nella “zucca”), parlotta ora con lamberto-diniDini, ora con Mastella, ora con altri minori, senza capire che quelli fanno i loro giochi, ma sempre entro coordinate precise che escludono di far cadere il Governo per andare ad elezioni di vero azzardo per tutti. Un vero incapace “a bischero sciolto”. Ma certo se uno vede e ascolta i rincalzi (Fini, Casini,casini ecc.), capisce che “lui” resta il famoso “orbo Re nella terra dei ciechi”. Bossi, con il suo avventurismo casereccio e un po’ ridicolo, fa cadere le braccia. Uno non minaccia sempre a parole, senza mai fatti, che il Lombardo-Veneto partirà alla conquista “armata” dell’intera Italia. Detto così, già si capisce che si tratta di trombonate; fra l’altro, i lombardo-veneti sono sicuramente fra i più incazzati della situazione, ma stanno ancora complessivamente benino; nessuno rischia grosso quando ha da perdere qualcosa o anche più di qualcosa.bossi 

Inoltre, non si organizzano bande armate per promuovere “brusche precipitazioni”, BORGHEZIO_CARABINIEREse non si prepara il terreno con i corpi speciali “in armi” (che sono addestrati ad usarle e hanno mezzi ed organizzazione adeguati all’uso). Altrimenti, bastano “due carri armati”,CARRO_ARMATO qualche mitragliatrice o lanciafiamme, al massimo uno-due aerei (e forse è già troppo) per disperdere una marmaglia scalcinata, che ha solo in testa interessi “regionali”; una forza che voglia veramente una “brusca precipitazione” deve avere come minimo un respiro nazionale. Infine, abbiamo le classi dirigenti industriali e finanziarie che, da decenni e non da oggi, sono fra le più inette e parassite e sfatte di tutto il mondo capitalistico “avanzato” (ormai siamo nettamente indietro anche rispetto alla Spagna). Non è disgraziatamente possibile spazzarle via in un battibaleno.grillo_piazza_vday La prima mossa dovrebbe essere quella di scompaginare e disperdere le loro rappresentanze politiche, approfittando del disgusto montante nei confronti di queste ultime da parte di un numero crescente di italiani. Tuttavia, per ottenere un simile risultato non è sufficiente la semplice antipolitica e il malcontento generico per quanto acuto. Tali stati d’animo servono come base, per far crescere il disordine e il disorientamento più completi, che alla fine richiederebbero però un intervento d’ordine.Nuovi populismi Perché questa è in fondo la rivoluzione (adesso non discuto dei suoi contenuti e di chi essa fa gli interessi), che non è mai il semplice caos, ma l’evento che da quest’ultimo nasce come sua soluzione e passaggio ad un nuovo ordine (sempre tralasciando al momento i contenuti dello stesso). Non a caso, le rivoluzioni si conducono a buon esito finale non semplicemente con le masse in movimento disordinato che magari presa_della_bastiglia“assaltano la Bastiglia”; e nemmeno con quelle più organizzate che “prendono il Palazzo d’inverno”. L’inveramento della rivoluzione è nella sua fase finale, poiché essa consiste, in senso proprio e definitivo, nell’instaurare, con brusco salto in altra dimensione (storico-sociale e però anche istituzionale), il nuovo ordine. Ovviamente, siamo lontani da simili prospettive; le ricordo soltanto per coloro che a volte sparano parole come se fossero pallottole, mentre in realtà semplicemente partecipano al Festival delle c.....te, cui si dedicano in molti, sia a destra che a sinistra. nessuno dei 2E’ ormai necessario pensare ad un sobrio attacco sistematico ad entrambi questi schieramenti che dimostrano ogni giorno di più la loro inutilità, la loro incapacità di afferrare veramente la gravità della situazione (interna e internazionale), di cui siamo appena agli albori (malgrado duri da una quindicina d’anni almeno), e che sono convinto andrà incancrenendosi con ritmo via via accelerato nei prossimi anni e decenni. Non vengo a raccontare che ho idee ben precise in merito alle possibili soluzioni; nessuno dimostra di averle, e meno che meno quelli che prodi_conti pubblicici governano attualmente nonché gli “altri” che smaniano per sostituirli alla direzione (si fa per dire, nessuno dirige più nulla) del paese. Non posso, come singolo individuo, sopperire al vuoto totale creato in Italia dalle classi dette dirigenti (in realtà solo dominanti con protervia e cieca sopraffazione).superBerlusca C’è solo da iniziare un lavoro sistematico, che sia di denuncia, di messa in luce del disastro provocato dall’azione di questi dominanti; e si può anche delucidare, nel meno peggiore dei modi possibili, il quadro interno e internazionale in cui dobbiamo abituarci a muoverci nei prossimi tempi. Incominciamo, per quanto sta nelle nostre possibilità; e al più presto.  

     

sabato, 29 settembre 2007

LA STRANA COPPIA

Scoppia la 'pace di Ceppaloni'
fra Beppe Grillo e Clemente Mastella

Colpo di scena: dopo essersene dette di tutti i colori fra il comico e il ministro della Giustizia è arrivata la tregua. "Mastella è solo un capro espiatorio. Scriviamo un libro a quattro mani". Clemente risponde subito: "Venga da me a Ceppaloni".

Grillo e Mastella Roma, 28 settembre 2007 - Se ne sono dette davvero di tutti i colori, negli ultimi giorni, ma ora tra Beppe Grillo e Clemente Mastella sembra arrivato il momento di una 'pace di Ceppaloni'. Un colpo di scena che non solo potrebbe archiviare i durissimi scambi di accuse legge_indulto_20lug06sull'indulto ma addirittura veder nascere una 'strana coppia' editoriale, se andasse davvero in porto quella sorta di versione alternativa al fortunatissimo 'La Casta', vagheggiata da Mastella e colta al volo da Grillo. L'iniziativa la prende proprio il comico-blogger che, a sorpresa, dichiara da Internet: "Non ci sto più al gioco al massacro ceppalonico. mastella_clementeMastella è solo un capro espiatorio. Il migliore sulla piazza della politica, certo. Per questo hanno scelto lui. Ma l'indulto non è una sua idea, ne sono convinto". Di più: "Mastella ha detto una grande cosa, ha annunciato un libro 'su tutte le altre caste, a partire dai giornalisti'. Questa volta sono d'accordo con lui. Gli offro la mia prefazione o, se preferisce, il libro lo possiamo scrivere a quattro mani. Vado fino a Ceppaloni se mi invita". E l'invito arriva davvero.clemenza_mastella "Rispondo a Grillo che a scrivere sulle caste sono disponibile. Può venire tranquillamente a Ceppaloni come mi ha chiesto e possiamo scrivere a quattro mani", dice a L'Aquila il ministro di Giustizia. "Io credo - ha rilevato Clemente Mastella - che nel nostro Paese ci sia oggi sotto pressione la classe politica, le sue responsabilità, ma ci sono tante caste molto più forti e più potenti della cosiddetta casta della politica. Ci sono 'castisti' molto più forti".

Fonte: www.quotidiano.net

giovedì, 27 settembre 2007
 
 
  n+1 
 
Rivista sul "movimento reale che abolisce lo stato di cose presente"
Numero 114, 25 settembre 2007
 
MAI LA MERCE SFAMERA’ L’UOMO
Gli ecologisti sono serviti. La produzione_biomasseproduzione di biomasse da cui distillare etanolo come additivo per i cosiddetti biocarburanti sta intaccando la produzione alimentare. Il fenomeno è dovuto alla legge della rendita capitalistica: ogni aumento della richiesta di prodotti agricoli o minerari provoca la messa a coltura delle terre prima abbandonate o investimenti per aumentare la "resa" di quelle già coltivate. Con l'impennarsi del consumo di petroliopetrolio il caro_petrolioprezzo di quest'ultimo sale fino a rendere convenienti sia lo sfruttamento di giacimenti più profondi o situati sul fondo del mare, sia lo sfruttamento di terre prima adibite alla produzione alimentare. Neglibush_austerity Stati Uniti stanno raddoppiando ogni anno gli stabilimenti per la distillazione di mais, barbabietola e canna da zucchero. Nel 2006 il 20% della produzione di mais è stato utilizzato per la produzione di etanolo. Fra il 2006 e il 2007, a causa della conversione produttiva da frumento a biomasse per etanolo il prezzo della materia prima per il pane è raddoppiato. L'ONU prevede che in tre anni la richiesta mondiale di biocarburanti salirà del 170%. Essi colonizzeranno inesorabilmente le terre, prima le peggiori, poi le migliori per via della resa più alta, sottraendole al cibo.
1953: Mai la merce sfamerà l’uomo
2001: L’uomo e il lavoro del sole
2007: Metti l'irrazionale magico nel motore
 
FUOCHI D'ESTATE
Si sono spenti gli incendioincendi in Italia, Grecia, Siberia, Amazzonia, Indonesia, ecc. Ma quell'inferno ricorrente rimane inspiegabile senza un riferimento al sistema che lo produce. Si tratta di un fuoco interclassista che lega da tempo l'intera umanità tramite la cieca rincorsa all'interesse privato. L'interesse dei pastori, dei palazzinari, dei forestali precari, dei ricattatori mafiosi, dei contrabbandieri di legname (i grandi alberi muoiono ma non bruciano), dei ricchi agrari o dei miserabili contadini assetati di terra. I media che hanno pubblicato impressionanti foto satellitari dei milioni di ettari di vegetazione in fiamme non potevano mostrare il vero incendiario.
 
VIOLENZA NELLE PERIFERIE
Di fronte alla microdelinquenza diffusa c'è ancora, specie a sinistra, chi parla di integrazione sociale per ripristinare l'ordine. Ma una società in disintegrazione non può integrare un bel niente. Adesso ad esempio le Banlieueperiferie danno filo da torcere al governo britannico: da alcuni mesi crescono gli omicidi e le violenze da parte di agguerrite gang giovanili, per la maggior parte composte da minorenni dei sobborghi. Il fenomeno, partito dagli slum più miserabili del mondo, quelli dimenticati, che a malapena fan notizia sui giornali, sta esplodendo dunque anche nelle metropoli del capitalismocapitalismo maturo (putrefatto). La "vita senza senso" stringe nella sua rete le grandi estensioni urbane dove, tra lavoro precario, disoccupazione e atomizzazione sociale, si forma una miscela esplosiva fatta di rabbia, frustrazione e disincanto verso tutto e tutti. Quando le metropoli occidentali non erano colpite dal fenomeno, si leggeva dei niños de rua omicidi di Rio e Sao Paulo come di un fenomeno esotico. Sapevamo che bande "informali" di sbirri assassinavano i bambini di strada. Qui sono allo studio sistemi meno diretti. Forse.
 
LE GUERRE AMERICANE NEI PARLAMENTI, SUI GIORNALI E SUL CAMPO
Da anni andiamo affermando che la politiguerra americana non si giudica dai singoli aspetti militari sul terreno, luogo per luogo. E' in gioco non tanto la "vittoria" in Afghanistan o in Iraq, quanto la sopravvivenza stessa degli statua della morteStati Uniti come potenza imperialistica. Il generale Petraeus, comandante in capo delle operazioni in Iraq, ha finalmente esposto la sua relazione sull'andamento della guerra. Il rapporto era di tono ottimistico, nonostante le cifre ufficiali continuino a mostrare un aumento dei morti e dei feriti, sia iracheni che americani. Camera e Senato hanno manifestato una contrarietà di circostanza non tanto sulla guerra quanto sulla mancata vittoria. Giornali e televisioni contestano le cifre ufficiali e denunciano "errori strategici" del iraqgoverno e dei militari. Intanto si rafforzano le gigantesche basi dell'esercito di occupazione, e anzi una nuova, la più possente di tutte, sarà costruita ai confini con l'Iran. L'ottimismo di Petreaus, che se ne frega di morti e feriti, è quindi giustificato: anche chi parla di futuro ritiro delle truppe deve sapere che esso non significa "ritorno a casa" ma spostamento dalle zone abitate dove avvengono le operazioni odierne a quelle desertiche dove sorgono le basi. Le quali stanno proliferando e ingigantendosi nel mondo intero, prefigurando una occupazione militare planetaria.
2003: Teoria e prassi della nuova politiguerra americana - cap. V, L'invasione degli ultracorpi
 
ENNESIMA CONFERMA
La cosiddetta globalizzazioneGlobo-colonizzazione sta devastando la struttura sociale dei paesi sviluppati più di quanto non devasti quella dei paesi che i terzomondisti ritengono le sole vittime. Nel 2006 Foreign Affairs aveva formulato una previsione secondo cui entro il 2015 il 28-42% dei posti di lavoro nel settore americano dei servizi sarebbe stata soggetta a delocalizzazione all'estero. Ora, i servizi negli Stati Uniti rappresentano l'84% del Prodotto Interno Lordo.americanismo La cosiddetta classe media (in realtà la fascia media di reddito) è in via di sparizione: i lavori più richiesti sono quelli di cassiere, cameriere o addetto alle pulizie. Già oggi 16 milioni di americani vivono in estrema povertà. Secondo l’Oakland Institute, 30 milioni di americani "conoscono la fame o sono in pericolo di provarla". E il rincaro del prezzo del grano non li aiuterà. In compenso, le poveri_noi300.000 persone più ricche d’America possiedono più di tutti gli altri americani messi insieme. Come all’incirca avviene nel resto del mondo, dove il 10 per cento più ricco del pianeta possiede l’85% della ricchezza.
 
L'ALBERGO DIFFUSO
Anticipazioni di futuro stravolte dalla miserabile forma borghese.paperopoli Cresce, specialmente nelle metropoli, l'esigenza di sperimentare forme di vita in comune. Si va dalle aggregazioni di tipo comunistico agli esperimenti urbani di co-housing, dai villaggi Common Interest Development (che possono avere fino a 40.000 e più abitanti) alle intentional communities di vario tipo. Naturalmente queste forme si stanno sviluppando soprattutto negli Stati Uniti, dove coinvolgono ormai più di 50 milioni di persone. L'industria Mutui_casaimmobiliare si è già appropriata del fenomeno offrendo soluzioni "chiavi in mano" per comunità di ogni tipo. L'industria turistica, come per esempio il gruppo internazionale Four Season non poteva rimanere indifferente: borghi abbandonati con aspetti di particolare interesse da un punto di vista architettonico e urbanistico vengono acquistati, ristrutturati e trasformati in albergo "diffuso". Una reception centralizzata cui fanno capo stanze e alloggi suggestivamente distribuiti nell'antico centro riportato a nuova vita. Una "struttura ricettiva orizzontale" o "albergo a cielo aperto". Una forma abitativa comunitaria passibile di essere liberata dall'ipoteca del profitto.
 
VAFFA-DAY
Oggi quella che LeninLenin chiamava "campagna sistematica di denuncia" contro gli effetti della dominazione borghese la fanno i borghesi stessi, gli uni contro gli altri. Dall'ONU ai format giornalistici televisivi, dal cinema engagé ai comici politicanti. La chiamata di grillo_piazza_vdayBeppe Grillo alla piazza si appoggia a una diffusa ripulsa del politicantismo, ma si riduce alla fin fine a una raccolta di firme contro il malaffare e per una società capitalistica senza i difetti del capitalismo. I vari BeppeGrilloGrillo non sono fuori dal sistema, vi sono immersi fino al collo. Non vogliono il superamento del sistema dell'automobile, vogliono un'impossibile automobile che non consumi; non vogliono il superamento del cretinismo parlamentare, vogliono un impossibile parlamentarismo non cretino; non vogliono il superamento del mercato, vogliono un mercato "equo e solidale". Non siamo neppure più a quello che chiamammo "cretinismo extra-parlamentare" siamo al "cretinismo neo-parlamentare".
 
FARE E DISFARE
Tra gli avvenimenti che contribuirono alla nascita della cosiddetta Seconda repubblica ci fu anche un referendum, proposto da segniSegni e vinto a maggioranza "bulgara", per ridurre drasticamente le preferenze sulla scheda a una sola. Questo allo scopo, si disse, di "arginare il voto clientelare". Da allora, dopo vari cambiamenti cervellotici,  si era giunti a quella che lo stesso estensore dell'ultima versione, wanted-calderoli-itCalderoli, aveva definito "una porcata": liste bloccate senza alcuna scelta di preferenza da parte dell’elettore. Oggi arriva Grillo che, 16 anni dopo il referendum "antipartitocratico" di Segni, riscopre le virtù democratiche delle preferenze clientelari col bollino-qualità.
 
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