domenica, 27 gennaio 2008

Li chiamarono... briganti! (1999)

Scritto e diretto da Pasquale Squitieri


Fotografia Sergio Melaranci
Scene Giuseppe Carocci
Costumi Mario Carlini, Francesco Crivellini
Produzione VIDI s.r.l
Distribuzione Medusa
Genere drammatico
Nazionalità Italia
Lingua italiano
Durata 100 m
Data 1a visione 28 maggio 1999

foto di scena   foto di scena Il film comincia nel 1861, dopo lo sgretolamento del regno delle due sicilieRegno delle Due Sicilie, e racconta le vicende di un gruppo di briganti nel sud infiammato dalle insurrezioni popolari di chi si oppone all'Unità d'Italia e insanguinato dalla repressione dell'esercito piemontese. spedizione dei milleUn sud dove si moltiplicano le bande alimentate da fuorilegge comuni, ex militari, ex garibaldini allo sbando, contadini sempre arrabbiati e impoveriti dalle tasse e leggi mortificanti, come il servizio di leva che priva le campagne di braccia giovani. Crocco (Enrico Lo Verso), il protagonista, è un personaggio realmente vissuto ed entrato ormai nella leggenda.

Ha combattuto con garibaldiGaribaldi e si è sentito tradito. Il nuovo governo lo rinchiude in carcere, ma lui si mette al comando di una banda guidato da un senso di giustizia primordiale, sperando di poter migliorare le condizioni di vita nelle campagne.

Con questo film Squitieri ritorna al cinema dopo sette anni di assenza.

Pasquale Squitieri

locandinaIl film fu in visione solo per un breve periodo di tempo nelle sale cinematografiche, qualcuno lo definì politicamente scorretto, ma continua ad essere celebrato nelle università, nelle manifestazioni culturali e da un ristretto pubblico di cultori.
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"Li chiamarono... Briganti"briganti sembra introvabile. Non esiste in commercio una versione ufficiale del film, né in VHS, né in DVD. Nell'enciclopedia online Wikipedia, alla voce "Li chiamarono... Briganti", è scritto: "Il film oggi è fuori da qualsiasi circuito commerciale dell' home video ed è rintracciabile solo in ambiti "semi-clandestini" come "e-mule" ". In internet, fino ad oggi, si trova in vendita una copia del film in versione VHS e DVD, destinata probabilmente al mercato russo, col titolo, tradotto in cirillico, di "Bandity" (vedi locandina a lato).

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Vi propongo alcuni video scaricati da YouTube.

Descrizione del video

Capolavoro di Pasquale Squitieri, l'unico film ad aver avuto il coraggio di narrare la vera storia dei Briganti e del risorgimento italiano. Gli attori principali del film sono: Enrico Lo Verso, Claudia Cardinale, Giorgio Albertazzi, Carlo Croccolo, Franco Nero, Lina Sastri.

 Seguono alcuni link:

La vera storia del risorgimento italiano:giuseppe_garibaldi http://www.ilportaledelsud.org/rec-ressa.htm
La verità sui Briganti (I partigiani del "Regno delle Due Sicilie" )
http://www.ilportaledelsud.org/mono_ressa_4_4.htm
I primati del Regno delle Due Sicilie:
http://www.ilportaledelsud.org/primati.htm

http://www.vocedimegaride.it/html/primatidelregno.htm

Un film da vedere per capire come nascono i problemi che affliggono l'Italia di oggi: Emigrazione, Mafia, Camorra, 'Ndrangheta, eccetera.

napoli

Il video ha sottotitoli in italiano e in inglese.

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Descrizione del video

L'epilogo del film capolavoro di Pasquale Squitieri "Li chiamarono...briganti" interpretato da una sublime Lina Sastri.

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Descrizione del video

"A Melfi! A Melfi!": brano tratto dal film capolavoro di Pasquale Squitieri "Li chiamarono... Briganti!" (1999)

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Descrizione del video

La storia della canzone "Briganti se more":
http://www.ilportaledelsud.org/brigantesemore.htm

 

Cast (in ordine alfabetico)

Giorgio Albertazzi

....

Cardinale Antonelli

Roberta Armani

....

Filomena

Claudia Cardinale

....

Assunta

Ennio Coltorti

....

Caruso

Carlo Croccolo

....

Don Vincenzino

Michele D'Anca

....

Giovanni

Ennio Girolami

....

 

Remo Girone

....

Don Pietro

Franco Iavarone

....

 

Enrico Lo Verso

....

Carmine Crocco

Luigi Montini

....

 

Franco Nero

....

 

Lina Sastri

....

Corifea

Roberto Maria Selvaggi

....

 

Branko Tesanovic

....

Ninco Nanco

Benoìt Vallès

....

Generale Cialdini

Victoria Zinny

....

 


venerdì, 25 gennaio 2008
E' nato un nuovo blog scolastico
Vi segnalo il link relativo al neonato blog scolastico sul Brigantaggio meridionale. Il titolo del blog è "Alunni Briganti". L'indirizzo web è http://www.alunnibriganti.splinder.com
To blog
Segue una breve nota di presentazione del progetto e del blog.
LABORATORIO DELLA MEMORIA: IL BRIGANTAGGIO MERIDIONALE E LA FESTA DELLA COSTITUZIONE
Tra le varie iniziative messe in campo dall'Istituto Comprensivo Statale "V. Criscuoli" di Sant'Angelo dei Lombardi (Avellino), per il corrente anno scolastico, emerge un progetto relativo al "Laboratorio della Memoria".
Il progetto si articola in due attività didattico-formative che in qualche misura si vanno ad intersecare tra loro. Il primo momento prevede un percorso di approfondimento storico dedicato al "Brigantaggio", inteso come una straordinaria esperienza di lotta armata condotta dalle popolazioni dell’Italia meridionale (l’ex regno delle due sicilieRegno borbonico delle Due Sicilie) per resistere all'occupazione militare imposta dalla monarchia sabauda. Tale vicenda storica ci tocca direttamente da vicino, fa parte della memoria collettiva della nostra gente, è presente e viva nei nostri luoghi, è insita nella nomenclatura di alcuni vicoli, strade, piazze, persino di alcune sedi municipali. Insomma, si tratta di un’esperienza storica che ha coinvolto e segnato profondamente le popolazioni locali. Si pensi solo alle formazioni e alle azioni di noti “briganti” che hanno avuto come scenario proprio il nostro territorio, quello dei monti irpini.
Trattandosi di un Laboratorio di ricerca sul Brigantaggio meridionale, è evidente che i destinatari dell’iniziativa sono alunni ed insegnanti delle classi terze della scuola secondaria di 1° grado, dato che l’argomento rientra formalmente nel programma curricolare di storia riservato a tali classi.
Inoltre, quest'anno ricorre il 60° anniversario della Costituzione (in vigore esattamente dal 1° gennaio 1948), per cui si è ritenuto giusto cogliere l’occasione per allestire una manifestazione sul tema. Il progetto prevede una “Festa della Costituzione” da organizzare in concomitanza con la Festa della Liberazione, quindi intorno al 25 aprile.
Senza dubbio, i 60 anni della Costituzione forniranno spunti preziosi per promuovere percorsi educativi di tipo trasversale e interdisciplinare, incentrati sull’Educazione alla convivenza democratica, nelle varie classi dell'Istituto.
Lo svolgimento del progetto richiede un arco di tempo compreso tra febbraio e aprile dell'anno in corso. Infine, per esporre i contenuti prodotti dagli Educationalunni, tra le varie modalità escogitate, oltre alle classiche mostre e alle consuete manifestazioni scolastiche finali, si è pensato di creare un blog interattivo, curato da alunni ed insegnanti, da riempire con i risultati delle ricerche e delle attività condotte durante il laboratorio. Il titolo del blog è "Alunni Briganti". L'indirizzo web è http://www.alunnibriganti.splinder.com
mercoledì, 23 gennaio 2008

 

IL CANTO DI RISCOSSA DEI BRIGANTI

 

 

 

ASCOLTA

LIBERTA'

Ammu pusato chitarra e tammure

pecche' sta musica s'adda cagna'

simmo briganti e facimmo paure

e cu' 'a scuppetta vulimmo canta'

E mo'cantammo 'na nova canzona

tutta la gente se l'adda 'mpara'

 

nuie cumbattimmo p' 'o rre burbone

e 'a terra nosta nun s'adda tucca'

Chi ha visto 'o lupo e s'e' miso paure

nun sape buono qual e' 'a verita'

'o vero lupo ca magna e criature

e' 'o piemuntese c'avimm' a caccia'

Tutte 'e paise d' 'a Basilicata

se so' scetate e vonno lutta'

pure 'a Calabria s'e' arrevotata

e stu nemico facimmo tremma'

Femmene belle ca date lu core

si lu brigante vulite aiuta'

nun lo cercate, scurdateve 'o nomme

chi ce fa guerra nun tene pieta'

Ommo se nasce, brigante se more

e fino all'urdemo avimm' a spara'

ma si murimmo menate nu sciore

e 'na preghiera pe sta liberta'

da: "BRIGANTI & PARTIGIANI" - a cura di: Barone, Ciano, Pagano, Romano - Edizione Campania Bella

domenica, 20 gennaio 2008

EMERGENZA RIFIUTI E COLONIALISMO N.A.T.O.

Già prima della nomina ufficiale di de gennaroDe Gennaro a Commissario Straordinario per la presunta emergenza rifiuti in Campania, il “De Gennaro style” è risultato riconoscibile per il modo in cui è stata gestita la “rivolta” di Pianura: inermi e pacifici cittadini che camminavano per strada, o cercavano semplicemente di uscire di casa, sono stati picchiati da poliziotti in tenuta antisommossa, gli stessi poliziotti che lasciavano però indisturbati i “teppisti” - in realtà altri poliziotti o confidenti della polizia - che bruciavano autobus e automezzi dei Vigili del Fuoco; sono comparsi inoltre blocchi stradali fantasma, con zone della città transennate e con il traffico deviato dalla polizia, senza  che all’interno dell’area chiusa succedesse alcunché che potesse giustificare il tutto.

Solo in questi giorni però il quadro ed i reali obiettivi della finta emergenza si sono andati delineando completamente, ed anche l’assurdità dell’impiego dell’esercito per rimuovere i mucchi di spazzatura ha trovato una spiegazione.

Era irrealistico che dei generali dell’esercito si rassegnassero senza protestare al ruolo di netturbini, e chi conosce i meccanismi della gerarchia militare sa che è possibile opporre mille difficoltà tecniche all’attuazione di qualsiasi decisione sgradita del Ministro della Difesa. In questo caso i generali hanno obbedito con una solerzia sospetta, correndo a disseminare di rifiuti le discariche di tutta Italia.

Ovunque i rifiuti venissero trasportati, i media hanno riferito di cittadini in rivolta, un ottimo pretesto per circondare i trasporti di scorte armate e per intimidire con la Cariche della poliziaviolenza le popolazioni. È evidente che l’enfatizzazione di eventuali dissensi locali, serviva a mascherare ulteriormente i veri scopi di tutta l’operazione, che per la sua vastità non può che essere legata alla NATO. Solo nel contesto del colonialismo NATO, si spiegherebbe poi la sortita fatta all’inizio dell’anno da parte delle autorità europee, che hanno intimato al governo italiano di trovare una “soluzione” al “problema” dei rifiuti in Campania. Di che tipo e natura siano davvero i materiali che i militari stanno nascondendo, non è possibile saperlo, e forse ci vorranno anni perché la verità trapeli. La situazione è talmente grave, che gli esponenti di quella che i media chiamano la “sinistra radicale di governo”, come Russo Spena e Alfonso Pecoraro ScanioPecoraro Scanio, hanno fatto finta di non accorgersi di nulla e si sono docilmente piegati ad interpretare il ruolo degli imbecilli davanti all’opinione pubblica; anzi probabilmente sono stati ben contenti di cavarsela così. La stessa opinione pubblica ha partecipato a questo gioco delle parti, accettando la spiegazione ufficiale, legata alla parola magica alla moda: “incompetenza”. Oggi la “incompetenza delle autorità” non è solo uno slogan propagandistico, ma è diventato un alibi ideologico di primaria importanza. Un sito web tutto dedicato alla difesa della versione ufficiale sull’11 11 settembresettembre, ha addirittura adottato la dottrina dell’incompetenza come spiegazione/rassicurazione universale per ogni crimine affaristico dei governi e delle multinazionali. Nella grande torta della colpa che è stata confezionata dai media in questi giorni, c’è stata però una fettina per tutti, non solo per le autorità incompetenti, ma anche per gli ecologisti, per gli egoismi locali, per gli interessi camorristici, ed anche per i singoli cittadini che consumano senza chiedersi che fine faranno i loro rifiuti.monnezza Tutti colpevoli, nessun colpevole. Anche il “capitalismo”, in quanto entità generica, suggerisce colpe collettive e non ben identificabili, e infatti le analisi apparentemente più radicali, in realtà si sono andate a rifugiare nell’astrattezza e nel razzismo.Razzismo antimeridionale Che l’attuale modello di produzione e consumo cosiddetto “capitalistico” produca troppi rifiuti, è un dato di fatto, ma perché l’emergenza è scoppiata proprio in una delle aree che consuma meno? Di fronte a questa domanda, anche le analisi alternative, vanno in definitiva a coincidere con il razzismo della versione ufficiale, che attribuisce la causa principale della emergenza rifiuti all’imprevidenza ed al malgoverno locale. Si avalla in questo modo la solita ideologia ufficiale, per la quale il colonialismo non esiste, ma ci sono solo popoli inferiori che devono essere ciclicamente salvati e soccorsi attraverso invasioni e occupazioni militari.

Fonte: www.comidad.org

giovedì, 17 gennaio 2008

Apocalypto

Un film del 2006 scritto e diretto da Mel Gibson.

Locandina

Produzione

Il film è stato girato nella penisola messicana Yucatàn, tra la fine del 2005 e l'inizio del 2006, il budget era di circa 40 milioni di dollari americani. Gli attori sono tutti sconosciuti e originari di quel paese, come Rudy Youngblood, il protagonista, Dalia Hernandez e Raoul Trujillo.

Alcune comparse sono nativi americani. L'intera pellicola è stata girata in yucateco moderno, uno dei dialetti della lingua maya più utilizzati, e parlati ancora da un milione di persone, tale scelta è simile a quella precedente di Mel Gibson, che ha girato La passione di Cristo in aramaico e latino.

Il titolo è una parola greca che significa "rivelare", ma il film non ha connotazioni religiose, probabilmente Gibson si riferisce all'apocalisse provocata dall'arrivo dei conquistadores spagnoli, scena con cui termina il film. Come il precedente La passione, il film non ha titoli di testa, ma solo i titoli di coda. Violente piogge in Messico hanno ritardato le ultime fasi di post-produzione, tanto che l'uscita del film nei cinema statunistensi è stata rimandata dal 4 agosto al 8 dicembre 2006.

Polemiche

Il film ha suscitato numerose polemiche per i seguenti punti:

  • la descrizione dei Maya come un popolo sanguinario e primitivo, che ignora totalmente la loro cultura e scienza (molti storici hanno infatti protestato per questa rappresentazione);
  • la scena dell'eclissi che getta nel panico l'intera popolazione Maya, la quale sarebbe in contrasto con le conoscenze astronomiche che tale popolo ha dimostrato di avere, c'è da dire però che non tutti avevano conoscenze astronomiche; infatti è doveroso notare come l'eclissi mandi sì nel panico la popolazione, ma non i sacerdoti che anzi ne sfruttano abilmente le caratteristiche per strabiliare ancora di più il loro popolo.
  • la deformazione storico-temporale del film, dove si rappresentano i Maya durante la scoperta dell'America come una popolazione fiorente e sviluppata, quando invece agli inizi del 1500 erano quasi completamente decaduti
  • la presenza di numerose scene di violenza e di immagini disturbanti, spesso ai limiti del gore;
  • l'uso dello yucateco moderno, che, sebbene si sia rivelata l'unica alternativa alla lingua inglese (non conosciamo infatti il linguaggio degli antichi Maya), è un evidente anacronismo storico.

Successo

Nel mondo Apocalypto non ha avuto il successo sperato, spesso a causa di polemiche e di vicende giudiziarie, negli USA è stato un semi-flop.

Critica

La critica italiana non ha accolto molto bene il film. Solo Pino Farinotti lo ha trattato molto bene assegnandogli 4 stellette e dichiarando che già fa parte del corpo del cinema. Il sito "delcinema.it" invece gli assegna due stelle e mezzo e scrive che Il racconto ha dalla sua un'abile tecnica di regia e un'ottima sceneggiatura all'americana, ma decisamente efficace.

Fonte: Wikipedia

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Apocalypto 

Un film di Mel Gibson. Con Rudy Youngblood, Dalia Hernandez, Jonathan Brewer, Morris Birdyellowhead, Carlos Emilio Baez, Israel Contreras.La tesi del film è annunciata da una frase dello storico-scrittore Will Durant: una grande civiltà non viene conquistata fino a quando non si distrugge da sola dal di dentro. Così, quando nel 1518, gli spagnoli "conquistadores" sbarcarono per la prima volta su una spiaggia dello Yucatàn, per portare la nuova civiltà, i Maya avevano già compiuto buona parte del lavoro ed erano, diciamo così, predisposti.
Gibson, creativo in modo allarmante, e anche furbo, corregge dunque la tesi del paradiso naturalistico: in quel tempo l'Europa aveva il Rinascimento, i codici civili e la polvere da sparo, i Maya "indietro" millenni rispetto a quei parametri, e al riparo da quel tipo di civiltà, non erano poi così felici.
Un'idea scaltra e magari strumentale, comunque accettabile, che poi permette al regista di fare il cinema violento-etnico-primordiale-iperrealista, attraverso "interpretazioni impossibili", che tanto gli sono congeniali.
Il giovane maya Zampa di Giaguaro vive dunque in modo primordiale, va a caccia, si diverte coi suoi amici, ha una moglie incinta e un bambino. Il suo villaggio viene assalito da una tribù più forte che fa una strage.
Insieme ad altri, Zampa di Giaguaro, che riesce a nascondere la famiglia in una grotta sotterranea, viene portato in un villaggio lontano dove sarà sacrificato al dio del sole. Riesce a fuggire, inseguito dai nemici.
Li uccide uno a uno, torna al suo villaggio, salva miracolosamente la famiglia, e dall'alto di una collina vede due galeoni nella baia e alcune barche che si stanno avvicinando alla spiaggia che portano uomini con armi, insegne e croci. Jaguar e la famiglia si rintanano nel cuore della foresta.
Nella Passione Gibson si era ritagliato molte possibilità di invenzione a cominciare dall'aramaico. Qui ripercorre la stessa strada (lingua maya con sottotitoli) ma gli si aprono orizzonti ancora più vasti: i corpi nudi che offrono un'opzione di violenza estrema che, per esempio, Braveheart coi costumi e le armature non offriva.
La vegetazione umida e senza sole, nemica, e così folta che senti prima di vedere, ed è tardi. L'istinto primordiale: ci si immobilizza, gli occhi si allargano a scrutare, il pericolo mortale è vicino. L'idea delle violenza estrema ha un'altra chiave, suggestiva. Zampa di Giaguaro viene colpito da una lancia, letteralmente trapassato, se la toglie e riprende la fuga, poi viene colpito da una freccia, dalle parti del cuore, se la strappa e prosegue.
E non sono le solite licenze del cinema d'avventura, è una considerazione sulle difese del corpo, che oggi diremmo sovrumane e cha magari, in quel tempo e in quei luoghi, erano umane. L'istantanea estrema in questo senso è alla fine, quando Zampa di Giaguaro si affaccia sulla grotta e vede la moglie e due figli, che stanno per annegare sopraffatti dalle grandi piogge. La donna ha partorito nell'acqua.
Un'altra strepitosa occasione Gibson la coglie col rito del sacrificio maya, e non gli par vero di poter rappresentare l'asportazione del cuore, il corpo disfatto pezzo per pezzo e poi spinto lungo l'infinita parete di quelle piramidi.
Dunque per il regista una possibilità estrema, antropologica, è quello che cercava. Può essere interessante la sua prossima mossa. Un'indicazione: perché no la genesi? Gibson cristiano radicale, avrebbe possibilità ancora maggiori, medierebbe le scritture con la scienza e offrirebbe certamente un'istantanea credibile di Adamo ed Eva. E dovrebbe inventare un linguaggio questa volta davvero ex novo.
Un'avventura spaventosa, ma niente spaventa Mel. Apocalypto è un film molto importante. Per coraggio per estetica e per forza in senso lato. Va inteso, oltre che come magnifico trucco (sempre di film trattasi) anche come indicazione che certamente si porterà dietro tante, tante parole. E, indubbiamente, fa già parte del corpo del cinema.

Fonte: MyMovies

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Apocalypto

Nata intorno al 2600 a.C. circa, l'evoluta società Maya praticava anche guerra, schiavitù, e nell'ultima fase offerte umane agli dei. Sembra che varie cause concorsero al suo declino: deforestazione per produrre malta, siccità e carestie, conflitti e rivolte, ma principalmente l'arrivo dei conquistadores spagnoli, portatori tra l'altro di malattie che sterminarono il 90 % della popolazione.

"Nel corso della Storia, i motivi della caduta di una civiltà - dice Mel Gibson - sono sempre gli stessi, e molti degli eventi che hanno preceduto la fine dei Maya sono quelli che si verificano nella nostra società oggi. Questi cicli si ripetono continuamente".

E proprio un tale parallelo spiega il titolo profeticamente catastrofico, per un film che Gibson ha sceneggiato con Farad Safinia (anche co-produttore), prodotto con Bruce Davey e diretto avvalendosi della consulenza dell'archeologo Richard D. Hansen e del lavoro artigianale di una grande squadra di artisti, per lo più messicani.

Girato in loco, parlato in maya yucateco (lingua tuttora in uso), Apocalypto ha un cast di non professionisti composto da nativi del continente (dal Canada al Centro America).

Il regista lo ha ambientato nel momento di abbrutita decadenza e delirio delittuoso del "popolo dell'insegna del Sole", ma la vicenda si svolge quasi interamente nella foresta con tanto di estenuante inseguimento finale.

Dopo "Braveheart", la deriva da spettacolarizzazione porta Gibson da un lato a servirsi della tecnologia (con un digitale che gli permette di utilizzare la luce naturale e fino a 4 cineprese in simultanea per sequenze anche da venti minuti), dall'altro a bearsi in riprese ipercinetiche e in una maniacale violenza sanguinolenta.

Con una narrazione tutta visiva, elementare e manichea nella divisione buoni-cattivi, che fa dell'indistruttibile protagonista - annunciato da un oracolo - il simbolo di equilibrio con la natura, famiglia, sacrificio generoso, mentre il malvagio incarna l'idea della paura, necessario alter ego in un viaggio iniziatico. Per una fuga dal progresso distruttivo, alla ricerca di un "nuovo inizio".

La frase: "Una grande civiltà viene conquistata dall'esterno solo quando si è distrutta dall'interno." (W. Durant)

Federico Raponi


Fonte: FilmUp

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Infine, vi segnalo alcuni link relativi ad un'altra recensione scritta a proposito di un altro celebre film "iperrealista" diretto da Mel Gibson, The Passion : Bellaciao - Girodivite - Fuoriregistro.

mercoledì, 16 gennaio 2008

La raccolta differenziata

Provo ad annotare altri commenti in merito all'ormai abusato tema che ci affligge da troppo tempo: i rifiuti di Napoli e della Rifiuti in CampaniaCampania. A riguardo, penso che le responsabilità politiche e morali (ma anche penali)  siano molteplici e complesse, ed investano vari livelli di gestione: locale, regionale e nazionale. Senza dubbio Prodi non è l'ultimo ma nemmeno il primo colpevole. Poiché la gestione del problema è stata affidata ad un livello di natura commissariale, le responsabilità dipendono anche e soprattutto, ma non solo, dal governo nazionale. Inoltre, poiché la cosiddetta "emergenza" dura e si trascina ormai da anni, esattamente da oltre un decennio, è evidente che le responsabilità non sono da ascrivere soltanto al governo Prodi, bensì anche ai governi precedenti. Fatta questa doverosa premessa, non penso di dire una banalità quando affermo che i principali responsabili del disastro sono gli amministratori locali, dal momento che la gestione di un problema come quello dei rifiuti e del ciclo dei rifiuti, è di ordine territoriale, ossia locale. Pertanto, le principali responsabilità vanno ascritte agli esponenti di maggior spicco delle amministrazioni locali in Campania, vale a dire bassolino_iervolino_che_monnezzaRosa Russo Iervolino in qualità di sindaco del Comune di Napoli, e Antonio Bassolino nella triplice veste di commissario straordinario dell'emergenza, sindaco della città partenopea e governatore della regione. Precisate le responsabilità storico-politiche e morali (che, ripeto, sono molto più vaste e complesse rispetto a quelle sopra enunciate), la soluzione più razionale, più giusta e compatibile con le esigenze ambientali e sanitarie, è una sola: la raccolta differenziata. Gli inceneritori non risolvono affatto la questione, ma la aggravano ulteriormente, introducendo altri pesanti fattori di inquinamento e devastazione ambientale, sociale e di corruzione politico-economica. I sistemi di incenerimentoinceneritore dei rifiuti rappresentano un'imperdibile e preziosa occasione per accumulare enormi fortune economiche, a cominciare dalle ditte appaltatrici che si occupano della costruzione degli impianti stessi, che in Campania sono affari gestiti dai clan camorristici. Aggiungo che i profitti non sono una prerogativa riservata esclusivamente al sistema imprenditoriale criminale, ma anche un appannaggio del circuito economico "legale". Sta di fatto che i mass-media ufficiali (stampa e televisione, pubblica e privata) stanno cercando di imporre, attraverso ripetuti bombardamenti di inganni e menzogne, la logica degli inceneritori quale unica soluzione possibile e praticabile, mentre la strada da percorrere è soltanto una, la più semplice, facile, ecologica ed economica: quella della raccolta differenziata.rifiuti_ Da promuovere attraverso campagne capillari di educazione civica ed ambientale (nelle scuole ed ovunque sia opportuno e necessario), mediante appelli, assemblee ed altre iniziative di informazione e sensibilizzazione  morale, ma anche con il ricorso a strategie eventualmente "repressive" (ovvero multe e sanzioni amministrative), se necessario. Sempre meglio delle infiltrazioni camorriste, dell'inquinamento ambientale, sempre meglio della corruzione politica, dello scempio e della devastazionespazzatura del territorio, sempre meglio del pericolo sanitario costituito dalle epidemie e dalle affezioni tumorali. Infine, vi propongo un video molto interessante filmato da un ragazzo di Biella, che ci spiega le ragioni del NO agli inceneritori e le reali motivazioni che spingono i politici e la stampa di regime ad imporceli come soluzione unica.
 
sabato, 12 gennaio 2008

Notizie dall’Irpinia

Una tac per la salute e il paesaggio

Non ci facciamo ingannare dalle sirene mediatiche. Sappiamo che quando si spegneranno i riflettori sul problema dei rifiuti, non vorrà dire che il problema sarà stato risolto. Non possiamo in questo momento di militarizzazione immaginare di bloccare le scelte governative, ma chiediamo al Governo e alle altre autorità competenti quanto segue.
1. Negli anni scorsi anche irpinial’Irpinia è stata interessata allo smaltimento di varie sostanze tossiche. Chiediamo che venga avviata immediatamente un ricognizione capillare del nostro paesaggio per individuare e rimuovere queste sostanze. In caso contrario consideriamo le decisioni del governo gravemente lesive del nostro diritto alla salute proporremo l’astensione dal pagamento della tassa sui rifiuti.
2. Chiediamo le dimissioni dei vertici delle due ASL irpine, dell’Arpac e dei Consorzi Rifiuti, in quanto non hanno svolto adeguatamente le attività di controllo che avrebbero dovuto svolgere.
3. Se le discariche ben controllate non presentano rischi particolarmente gravi non è necessario allocarle in ambiti poco urbanizzati e così distanti dai luoghi di raccolta.
4. Chiediamo che d’ora in avanti ci sia un controllo severissimo di tutte le fasi del ciclo dei rifiuti. Siamo indignati per quanto è accaduto in tutti questi anni e per la mancata assunzione di
responsabilità da parte di quanti hanno gestito la materia.bassolino
5. La colpa dell’attuale situazione non è, come è stato scritto in questi giorni, di “preti e vescovi, giovani e donne e pensionati e intellettuali e poeti e cantastorie”, ma di chi si ostina a rimanere al suo posto (Bassolino, in primo luogo) umiliando in tal modo la democrazia, la civiltà e i cittadini onesti.

La prossima assemblea è fissata per MERCOLEDI’ 16 GENNAIO a CARPIGNANO.

 

Le prime adesioni:

franco arminio, angelo verderosa, antonio romano, michele fumagallo, alfonso nannariello, tonino la penna, antonio morgante, lucio garofalo, enzo luongo, gaetano calabrese, michele ciasullo, luciana cerreta, dario bavaro, giovanni vuotto, mariarosaria vaiano, franco archidiacono, giovanni maggino, enzo filomena, michele giammarino, angelo cataldo

Per aderire alla petizione cliccate il seguente link:

http://comunitaprovvisoria.wordpress.com

 

venerdì, 11 gennaio 2008

Ri(af)fondazione: "Forza De Gennaro!!"

Scritto da Ri(af)fondazione Comunista   


Giovanni Russo Spena, presidente Gruppo PRC Senato della Repubblica

da "la Repubblica" del 9 gennaio 2008

"… questa prova difficile a cui è stato chiamato ora, può riscattarlo sul piano della professionalità».

Giovanni Russo Spena, nato ad Acerra, (Napoli)

Gennaro Migliore, presidente Gruppo PRC Camera dei Deputati

dal "Corriere della Sera" del 10 gennaio 2008

"Per noi il suo nome era un nome problematico, ma su altre vicende. Sulla questione rifiuti stiamo al merito, e il nostro giudizio è positivo: il governo ha fatto il primo passo per una soluzione strutturale»."

Gennaro Migliore, nato a Napoli

Tommaso Sodano, vicepresidente Gruppo PRC Senato della Repubblica e presidente Commissione Ambiente del Senato

dal Tg2 del 9 gennaio 2008

Intervistato al "Tg2 Punto di Vista" Tommaso Sodano, senatore di Rifondazione Comunista e presidente della Commissione Ambiente, ribadisce la sua convinzione sulla necessità di riaprire le discariche e condanna le manifestazioni popolari... Interrogato poi sulla nomina di De Gennaro a commissario straordinario prende le distanze da quanti nel suo partito come Francesco Caruso, Haidi Giuliani ed Elettra Deiana, hanno criticato la scelta ricordando la gestione del G8, e afferma: «sono posizioni individuali che io condanno e critico. Il G8 di Genova non c'entra nulla con l'emergenza di oggi. Ora c'è massima collaborazione. Il mio partito è al fianco del nuovo commissario».

Tommaso Sodano, nato a Pomigliano d'Arco (Napoli)

Fonte: www.mercantedivenezia.org

giovedì, 10 gennaio 2008
La questione dei rifiuti non riguarda solo Napoli e la Rifiuti in CampaniaCampania, anzi. Il problema non è semplicemente locale o regionale, e nemmeno solo nazionale, ma è di portata globale. Esso investe la natura e la struttura stessa di un intero modo di produzione, eccessivamente energivoro e consumistico, un sistema economico imposto a livello planetario che, per produrre merci di consumo su scala industriale e soddisfare le richieste di un mercato di massa in costante crescita (basti pensare, ad esempio, al mercato cinese in fase di netta espansione), brucia e divora ogni giorno ingenti risorse energetiche, alimentari ed ambientali che non sono inesauribili, generando una quantità abnorme di rifiuti, scarti, ciarpame, ma anche scorie e sostanze altamente tossiche che l'ambiente stenta a smaltire.
Lo stesso processo di smaltimento dei rifiuti è diventato una vera e propria merce, un "business", un affare d'oro che ha assunto proporzioni gigantesche, un'attività estremamente lucrosa e redditizia che consente l'accumulazione di colossali fortune economiche a vantaggio di organizzazioni economico-imprenditoriali di ecomafiatstampo criminale. Il problema mette dunque in luce tutti i limiti, i conflitti e le contraddizioni sociali e strutturali del sistema complessivo, ponendo seriamente in discussione la validità e la razionalità dell'attuale modello di sviluppo (e sottosviluppo) che possiamo definire tardo-capitalistico. Le drammatiche vicende di questi giorni hanno fatto emergere dalle macerie sociali e dai cumuli di spazzatura, dove qualcuno intendeva tenerle sepolte, le gravissime responsabilità storico-politiche, locali e nazionali, che hanno condotto all’attuale situazione di esasperazione, rabbia e rivolta popolare.ecomafia
 
E' necessario spiegare e far comprendere all’opinione pubblica le ragioni che hanno spinto (e spingeranno) la gente a ribellarsi. Occorre contrastare con fermezza gli squallidi tentativi mediatici di disinformazione e di criminalizzazione di una giusta vertenza di massa. Altrimenti si rischia di tacere le reali responsabilità politiche (che sono criminali) assecondando il meccanismo di propaganda che punta ad affermare la linea (filo-camorrista) degli inceneritoriinceneritore_reset come soluzione della “emergenza”. Un problema esploso drammaticamente negli ultimi anni, ma che affonda le sue radici in tempi indubbiamente più remoti. Pertanto, è ovvio che il problema riguarda tutti, non solo le popolazioni di Napoli e della Campania, non solo le comunità meridionali, e nemmeno solo gli italiani, ma tutti gli abitanti del pianeta. La questione non può essere ridotta ad un ragionamento circoscritto che asseconda gli istinti più egoistici e particolaristici, per cui nessuno vuole la spazzatura altrui, in questo caso l'immondiziamonnezza di Napoli, ma è necessario vincere ogni campanilismo e localismo, per promuovere ed impostare, invece, un discorso di solidarietà, di educazione e di sensibilizzazione culturale, morale e civile, di natura sovracomunale e intercomunitaria. Oltretutto, la spazzatura in questione non appartiene solo ai napoletani, ma probabilmente proviene in gran parte da fuori, anche e soprattutto dal Nord Italia e dal Nord Europa. Per decenni il territorio di Napoli e della Campania ha ospitato (ed ospita tuttora) numerose discariche discarica abusivaabusive, gestite come tutti sanno dalla camorra, discariche dove vengono riversati i residui e i veleni più nocivi e pericolosi, di tipo chimico e persino nucleare, provenienti dalle zone più sviluppate e industrializzate del Nord Italia e del Nord Europa. Questa piaga decennale è una delle conseguenze e degli scotti che paghiamo a causa di un processo di sottosviluppo storico coloniale favorito dall'occupazione militare e politica del Regno delle regno delle due sicilieDue Sicilie da parte dello Stato "unitario" italiano, sorto in seguito alle cosiddette "guerre di indipendenza" (o "guerre risorgimentali") che furono guerre di conquista e di rapina economica e culturale, condotte dalla monarchia sabauda con la complicità di alcune potenze europee (Francia e Inghilterra in testa), della massoneria anglo-francese e piemontese, nonché grazie all'apporto decisivo di squallidi e ambigui personaggi tra cui il pirata-massone-carbonaro Giuseppe Garibaldi,giuseppe_garibaldi esaltato come "eroe nazionale" dalla falsa e mistificante mitologia filo-risorgimentale. La soluzione estrema escogitata dal governo Prodi per rispondere al problema che ormai sembra essergli sfuggito di mano, è stata la nomina del "prefetto di ferro" Gianni de gennaroDe Gennaro (famigerato "manganellatore" responsabile della mattanza di Genova nel luglio 2001) in qualità di "Commissario straordinario per l'emergenza", dotato di superpoteri e delegato a "risolvere" il problema così come è stato abituato a fare finora, ossia ricorrendo alla brutalità poliziesca.Pestaggi della polizia a Genova nel luglio 2001 Insomma, se ancora ci fossero dubbi, la risposta adottata dal governo è precisamente una reazione di segno colonialista, che si traduce nell'invio dell'esercito guidato da un "uomo forte", così come fanno da sempre tutti gli Stati colonialisti di fronte ad una rivolta che esplode in una colonia. L'uso della forza e della repressione militare è esattamente nello stile, nella natura e nella storia dello "sbirro" De Gennaro.  Infatti, come hanno riportato diverse fonti ufficiali di stampa, il premier prodiRomano Prodi, al termine di un vertice tenuto a Palazzo Chigi e durato oltre tre ore, ha annunciato che per superare "l'emergenza" dei rifiuti in Campania "ci si avvarrà del concorso qualificato delle Forze armate per le situazioni di straordinaria necessità e urgenza". Tradotto in altre parole, c'è da aspettarsi una nuova mattanza sociale, come quella vista a Genova durante le "roventi" giornate del G8? Come ha scritto Franco Berardi, in arte Bifo, in un bell'articolo apparso su vari siti web, "la scelta di spedire De Gennaro a Pianura trasforma il governo dell’impotenza in un governo di polizia". A questo punto, con tale scelta scellerata cade anche l'ultima differenza che si poteva scorgere, benché faticosamente, con l'esperienza del governo Berlusconi.
martedì, 08 gennaio 2008
Ormai non si può più restare inerti e indifferenti di fronte allo scandalo e al raccapriccio che inevitabilmente suscita in tutte le coscienze libere e normali il paesaggio orribilmente sfigurato da montagne di spazzatura che invadono ed appestano le strade della città di rifiuti_napoliNapoli e dintorni. Non si può (e non si deve) restare passivi di fronte allo spettacolo indecente offerto non solo dai territori sommersi da cumuli di immondizia, ma anche dalla gente di Pianura assalita brutalmente dalle forze dell'ordine al servizio di un potere cieco e sordo che ha fallito rovinosamente e ora tenta di scaricare (come sempre) le proprie responsabilità e i propri "sensi di colpa" criminali sulla popolazione. Un potere osceno e nauseabondo come la spazzatura! BassolinoMunnezzaUn potere inteso non solo come ceto politico locale e nazionale, ma anche come sistema economico-affaristico costituito da un intreccio lurido e perverso, ma nel contempo "fisiologico" e inevitabile, tra capitalismo lecito ed illecito, incentrato sulla malavita imprenditoriale organizzata. Oltre al danno (ovvero i delitti e lo scempio di ordine economico-ambientale, sociale e morale), oltre alle "mancanze" e alle "inadempienze" storiche che si sono accumulate per anni, insieme ai sudici ammassi di spazzatura, la gente partenopea deve sopportare anche l'amara beffa cagionata dalla fiera dell'ipocrisia, dall'invereconda esposizione televisiva delle "lacrime di coccodrillo" del "povero ed afflitto" governatore Bassolino.
Gli spazi pubblici (invivibili da anni) di Pianura, come di altri quartieri napoletani, sono assediati e infestati da cumuli di rifiuti. C'e gente che non riesce più a varcare la soglia di casa per uscire (anche solo per fare la spesa) essendo impedita da mucchi insormontabili di immondizia.

<B>Napoli, sale la tensione a Pianura<br>"La discarica riaperta fino al 2009"</B>A Napoli e dintorni è in atto un'aspra e feroce vertenza di massa, esplosa come una spaventosa eruzione del Vesuvio, che forse avrebbe arrecato meno danni. Su Napoli e sull'intera Campania incombe un vero disastro ecologico e territoriale, una catastrofe sanitaria e sociale.
Caos a Pianura Ma incombe anche un'ingiusta e velenosa condanna di stampo razzista, emessa da parte di un sistema mediatico-propagandistico che invece di denunciare il colonialismo storico che affligge le comunità del nostro Meridione, preferisce evocare formule precostituite, ideologicamente pregiudizievoli e compromettenti sulla presunta inferiorità e arretratezza culturale dei popoli meridionali, in particolare della gente partenopea. Gente che invece è figlia di un ricco coacervo storico-culturale generato dalla Magna Grecia ed altre antiche e raffinate civiltà mediterranee. Ho sempre associato la nozione e l'immagine dell'intellettuale a figure scomode e destabilizzanti come Antonio Gramscigramsci e Pier Paolo Pasolini,Pierpaolo_Pasolini_2 mosse da una profonda e coraggiosa passione civile autenticamente rivoluzionaria, che li ha indotti ad assumere sovente posizioni fermamente critiche e controcorrente, sempre schierate dalla parte dei soggetti più deboli e indifesi, gli "umili" di Manzoni, i "vinti" di Verga, insomma i reietti e i diseredati della nostra società (ecco come si manifesta il vero anticonformismo), rispetto alle scelte e agli schemi di giudizio e di condotta predominanti. Pertanto, lancio un accorato appello per invitare tutti gli intellettuali liberi e coscienti della nostra terra, intesa non solo come Irpinia, bensì in un senso più lato che abbracci l'intero Meridione,napolibriganti a fare altrettanto, a prendere iniziative e posizioni assolutamente scomode e irriducibili rispetto alla linea imposta dai mass-media ufficiali assoggettati ai poteri dominanti che vogliono tacere le proprie atroci responsabilità, scegliendo la strada della repressione e della criminalizzazione a scapito delle comunità locali che si ribellano giustamente ad uno stato di "emergenza permanente" che dura ormai da oltre un decennio e che è funzionale solo a logiche occulte, prettamente affaristiche e criminali.