mercoledì, 31 ottobre 2007
MA CHE BEL MINISTRO!
Il 30 ottobre abbiamo avuto l’ennesima riprova, ma non ne avevamo certo bisogno, che mastella_clementeDon Clemente Mastella da Ceppaloni - noto democristiano della peggior specie - è un personaggio sul quale nessuno può fare affidamento. L’attuale ministro della Giustizia si è reso protagonista dell’ennesima vergogna di questo governo, insieme con il suo amico (assai poco) nemico, l’ex pm filo-fascista - attuale ministro delle Infrastrutture - Antonio Di Pietro. In concreto, questi due luridi personaggi hanno contribuito ad affossare, in commissione Affari costituzionali della Camera, uno dei pochissimi provvedimenti giusti contenuti nel programma elettorale dell’Unione: l’istituzione di una commissione d’inchiesta sull’infame comportamento tenuto dalle “forze dell’ordine” nei giorni del G8 tenutosi a Genova nel luglio scuola diaz2001. Il ripugnante guardasigilli afferma di non sapere che la commissione fosse nel programma, di non averla letta; l’ex pm, dal canto suo, contesta il fatto che essa si riferisse esclusivamente ai comportamenti - indiscutibilmente delinquenziali - tenuti dalla polizia, senza guardare ai metodi usati dai manifestanti. E’ pur vero, a parziale scusante del Mastella, che è difficile leggere attentamente ben 280 pagine di documenti, ma con la stessa scusa - perché di questo si tratta - la cosiddetta “sinistra radicale” potrebbe facilmente vendicarsi su altri atti voluti dal Ras di Ceppaloni (o da di pietroquello di Montenero di Bisaccia) inseriti nel programma anche con la contrarietà di Rc-Se, Pdci e Verdi (all’atto della compilazione del programma Sd era solo una corrente dei morenti, allora, DS), o sul «rafforzamento qualitativo e quantitativo del contingente italiano in Afghanistan e Kosovo» promesso dal ministro della Difesa - Arthur Parisi - al suo omologo yanqui - Robert Gates - senza naturalmente consultare il resto della compagine governativa (si veda al proposito “La Stampa” del medesimo giorno, pagina 13, articolo dell’inviato a Washington Maurizio Molinari).  Nonostante le dichiarazioni affatto concilianti del ministro valdese Paolo Ferrero (Rc-Se) e dell’ex guardasigilli del primo governo D’Alema (1999) Oliviero cosa_rossaDiliberto (Pdci), il sultano campano sa benissimo che questi signori non andranno mai oltre le parole, «perché se cade il governo Prodi, in alternativa può essercene solo uno peggiore»: egli sa perfettamente di avere a che fare con parolai che non concretizzeranno mai le loro minacce, come dimostrato dal “pacchetto sicurezza” - voluto fortissimamente dai due novelli Giustizieri della notte - sul quale (a parte il ministro dei trasporti Alessandro Bianchi - quota Pdci - che ha votato a favore) si sono tutti astenuti in Consiglio dei ministri; tutta questa serie di episodi porta Don Mastella ad arrogarsi il diritto di fare come meglio preferisce, seguendo nei fatti il suo amico Senatore democristiano, ed ex presidente della Banca d’Italia, lamberto-diniLamberto Dini, dichiarando nel contempo di essere fedele e leale al Mortadella.
P.S.: vorremmo sapere se esiste un altro Paese al mondo dove il ministro della Giustizia, indagato, non rassegna le proprie dimissioni (in certi posti, segnatamente il Giappone, arriverebbe persino a suicidarsi per la vergogna, ma questo, disgraziatamente, non possiamo certo aspettarcelo da un personaggio simile) e toglie ad un pm - Luigi De Magistris della Procura di Catanzaro, in seguito anche trasferito di ufficio - la titolarità di una importante inchiesta su affari poco chiari (la ormai famosa “Why not?”) perché questa tocca, guarda il caso, un noto esponente del suo stesso partito: infatti, il presidente della Regione Calabria - Agazio Loiero - è affiliato al partito dell’Udeur.
Stefano Ghio
mercoledì, 31 ottobre 2007

G8, Veltroni: «Il Paese ha bisogno di verità, su Genova serve la commissione d'inchiesta»

Walter Veltroni (foto Antonio Calanni - Ap)

ROMA (31 ottobre) - «Nessuno di noi, può dimenticare quei giorni. Furono un incubo». Il neo segretario del Partito democratico, Walter Veltroni, interviene con una lettera al sindaco di Genova, Marta Vincenzi, per chiedere verità sul violenze_g8_genovaG8 del 2001, dopo il no della commissione Affari costituzionali della Camera a una commissione d'inchiesta sugli scontri e i pestaggi dei giorni del vertice degli 8 grandi. Veltroni afferma che per istituire la commissione c'è ancora tempo e aggiunge: «È importante per la nostra democrazia, che dalla verità dei fatti e dalla trasparenza delle istituzioni ha solo da guadagnare».  «Cara Marta - scrive Veltroni - ieri, interpretando i sentimenti della tua città, hai detto che Genova sta vivendo la battuta d'arresto subita dalla commissionegenovacommissione d'inchiesta sui fatti del G8 con profondissima delusione, come un'offesa, con il dolore che viene da ferite profonde che non si sono ancora rimarginate. Hai perfettamente ragione, e io da sindaco sento il bisogno di esprimere innanzitutto la mia solidarietà a te e, attraverso te, alla tua città, a tutti i genovesi. Nessuno di loro, nessuno di noi, può dimenticare quei giorni. Furono un incubo: scontri tra manifestanti e polizia, ragazzi picchiati, la città devastata da bande di black block. Luoghi di Genova strappati alla vostra serena consuetudine e consegnati alle cronache di tutto il mondo con immagini di violenza e purtroppo anche di morte, di una giovane vita spezzata: la scuola macelleria diazDiaz, la caserma di Bolzaneto, piazza Alimonda e Carlo Giuliani. Sono passati sei anni, ma sono davvero ferite non ancora rimarginate». «Ferite private, dolorosamente personali, per le quali serviranno il tempo e la fatica di un percorso necessariamente individuale - prosegue Veltroni -. Ferite più ampie, pubbliche e collettive, per le quali non c'è che una cura: l'accertamento della verità, di tutta la verità su quanto accadde in quei giorni.g8 2001 È questa l'unica strada, questo l'unico modo». «La magistratura sta portando avanti il suo lavoro, che come è giusto non può che essere incentrato su precisi episodi e su singole persone. La Commissione d'inchiesta - osserva ancora il leader del Pd - avrebbe dovuto, dovrebbe, fare altro: ricostruire i fatti, tutti, e chiarire le responsabilità, quelle che ci furono e quelle che vennero meno. Non dobbiamo avere paura dei fatti. alcuni_dei_malavitosi_politici_massoni_pidduisti_gladiatori_compromessi_con_i_bildebergerNella storia di questo Paese per troppo tempo, e per troppe volte, la verità su alcune delle pagine più delicate e oscure della nostra vita pubblica non è mai arrivata, o è arrivata frammentata, distorta, opaca. Per confondere, non per chiarire. Per conservare, non per cambiare e crescere». «Oggi, anche su questo, dobbiamo voltare pagina - scandisce Veltroni -. Si può fare, ci sono le condizioni per farlo. La trasparenza, il rapporto di fiducia tra istituzioni e cittadini è interesse di tutti»,mastella_clemente continua il sindaco di Roma e poi aggiunge: «C'è ancora tempo per rimediare, per istituire quella Commissione d'inchiesta della quale hai detto, cara Marta, Genova non può fare a meno. È così, e vale per tutti gli italiani. Non per perseguire meri intenti punitivi, ma per avere verità. Ne ha bisogno chi ha subito offese e deve ritrovare fiducia nella giustizia del suo Paese. È importante - conclude Veltroni - per la nostra democrazia, che dalla verità dei fatti e dalla trasparenza delle istituzioni ha solo da guadagnare».

Fonte: www.ilmessaggero.it

mercoledì, 31 ottobre 2007

Volontè, Udc: Bisogna prevedere il reato di apologia del comunismo

Il capogruppo dell'Udc alla Camera lancia una proposta 'choc': bisogna prevedere il reato di apologia del comunismo.

 

Ma dal mondo politico arriva un coro di 'no'. "Martedì mattina - annuncia Volontè - ogni deputato, rappresentate del popolo italiano, riceverà in casella il modulo di adesione alla nostra proposta di legge di riforma costituzionale per inserire il divieto di apologia del comunismo insieme al reato già previsto per il fascismo". "Piazza San Pietro - prosegue in un'altra nota Volontè - è il luogo della verità laica e storica. Oggi si innalzano agli altari 498 martiri cristiani del comunismo spagnolo. Cento milioni sono i morti della vergogna comunista figlia della ideologia di Marx, Engelsmarx_engels e Lenin. I comunisti italiani non solo mantengono i simboli e il nome di tale macabra ed omicida dottrina ma addirittura si recheranno in 'pellegrinaggio' alla piazza Rossa. Una vergogna e una menzogna senza precedenti, pari solo alle celebrazioni del Festival del Cinema di Veltroni tributata al macellaio Che Guevara". "Il principio di libertà di espressione - secondo il deputato centrista - deve prevedere gli stessi vincoli per il nazifascismo ma anche per il comunismo. La verità, almeno quella storica, non può ammettere eccezioni. E' inaccettabile una alleanza di governo con protagonisti adepti della setta sanguinaria comunista". Immediate le repliche dalla maggioranza e dall'opposizione.

clemenza_mastella

Pino Sgobio, capogruppo del Pdci alla Camera, sottolinea: "Divieto di apologia del comunismo? Volontè si rilegga la storia della Repubblica Italiana e lì troverà la risposta sul ruolo che i comunisti hanno avuto in Italia. I comunisti hanno dato la vita per la Liberazione del nostro Paese dal nazifascismo e per ripristinare la libertà in Italia". "Paragonare il comunismo al fascismo - prosegue Sgobio - significa misconoscere la stessa Carta Costituzionale, nata grazie al contributo di tutte le forze democratiche e antifasciste italiane, comunisti compresi. Il capogruppo dell'Udc si rilegga la storia. Rispetto alle alleanze di governo, inoltre, Volontè si guardi attorno: troverà accanto a sé non solo gli eredi ma anche i sostenitori convinti del fascismo, inviso e combattuto dalla stessa DC, suo partito d'origine politica". Il vicepresidente leghista del Senato wanted-calderoli-itRoberto Calderoli rileva: "Seppur condivisibile è superflua o comunque tardiva la proposta dell'onorevole Volontè di istituire il divieto di apologia del comunismo: la XII norma transitoria finale della Costituzione dispone che 'E' vietata la riorganizzazione, sotto qualsiasi forma, del disciolto partito fascista'. Ma fascismo e comunismo non solo altro che le due facce della stessa moneta ed è inverosimile che questa moneta, fuori corso in tutto il resto del mondo, lo sia restata ancora solo in Italia". "Ma come il Paese a suo tempo seppe attuare una resistenza contro il fascismo oggi la sta organizzando anche contro il comunismo. Resistere, resistere, resistere!", conclude Calderoli. Infine Gianfranco Rotondi, segretario della Democrazia Cristiana per le Autonomie, commenta le parole dell'esponente dell'Udc: "Non condivido l'iniziativa dell'amico Volonté: non esiste il comunismo, ma tanti partiti comunisti. Il comunismo italiano non ci ha negato la libertà, ma ce l'ha portata col sangue dei partigiani".


Una breve chiosa finale: francamente, credo sia urgente proporre il divieto di apologia della stupidità, che costituisce un reato molto grave e socialmente pericoloso! Per saperne di più sull'argomento potete consultare i seguenti link: canisciolti  forum studenti  repubblica  universonews.

martedì, 30 ottobre 2007

EUROPA SUICIDA IN NOME DELL’ANTICOMUNISMO

Il governatore della Banca D’Italia draghi_marioDraghi ha riscosso l’incauta approvazione di Rifondazione Comunista, allorché ha lamentato il basso livello dei salari italiani rispetto allo standard europeo. L’approvazione era incauta per due motivi. Anzitutto Draghi non pensava a veri aumenti del salario, ma ad una sua defiscalizzazione, cosa che costituirebbe di fatto un altro regalo al padronato. Inoltre è il mitico “salario europeo” che ormai sta diventando una chimera per la stessa Europa, che si sta rapidamente adeguando allo standard salariale italiano.poveri I salari francesi stanno calando da anni in termini di potere d’acquisto reale, mentre lo Stato sociale francese viene smantellato, e proprio in questi giorni sono state poste le premesse perché ciò avvenga in tutta Europa. È stato appena deliberato l’allargamento sino agli Stati Baltici dell’area di libera circolazione europea, una decisione presentata dalla propaganda ufficiale come la caduta dell’ultima “Cortina di Ferro”, una “grande conquista di libertà” per dei popoli che erano stati per decenni sotto il totalitarismo comunista. Il pensiero dei commentatori ufficiali è andato commosso a tutti quei cittadini dei Paesi dell’Est che fuggivano in cerca di libertà e benessere, dimenticando però di aggiungere che ora essi sono di nuovo costretti a fuggire, e non più dal comunismo, ma dallo stato di miseria e umiliazione  loro riservato dall’avvento della “democrazia” e del “mercato”, che sono i nomi in codice utilizzati dalla colonizzazione statunitense. È impressionante come questa colonizzazione abbia determinato una esplosione di tutte le forme di business del parassitismo nei confronti della povertà,poveri_noi gravandola di intermediazioni, sia per accedere all’indebitamento, che per poter pagare questi debiti accedendo all’emigrazione. L’ondata migratoria che si sta realizzando riguarda personale qualificato, come ingegneri che sono costretti a cercare fuori del proprio Paese una remunerazione che gli consenta di sopravvivere. Sono ormai anni che ingegneri provenienti dai Paesi dell’Est trovano lavoro in Europa, ma per esser pagati molto meno di quello che pensavano e contribuendo a far scendere le retribuzioni anche dei loro colleghi di origine occidentale. Questo tipo di migrazione rappresenta quindi una doppia tragedia poiché priva i Paesi di origine di personale qualificato, deprimendo strutturalmente la loro capacità produttiva, e poi perché contribuisce ad abbassare in generale le retribuzioni dei tecnici, determinando anche una demotivazione delle famiglie a far studiare i figli. Insomma, non sono i Paesi dell’Est che si avviano ad adeguarsi allo standard europeo occidentale, ma è il contrario. Nell’ondata di propaganda anticomunista di questi giorni - in cui si inquadra anche il solito libro natalizio di giampaolopansaGiampaolo Pansa - si scorge però non solo la volontà di confondere le idee della popolazione, ma anche l’indizio di un’autentica confusione mentale dei gruppi dirigenti europei. È come se le oligarchie europee volessero convincere soprattutto se stesse che la condizione di sudditanza coloniale a cui si stanno consegnando, è un sacrificio necessario per garantirsi contro qualsiasi pericolo di avanzata delle istanze operaie e popolari. Si è di fronte ad un fenomeno di lungo periodo, già illustrato da Bakunin in “Stato e Anarchia”, quando osservava che la borghesia francese nella repressione della Comune di Comune di ParigiParigi nel 1871 - che comportò un aperto collaborazionismo con gli invasori prussiani - avesse finito per sacrificare anche le proprie ambizioni di grande potenza. Anche nel 1940 la borghesia francese si consegnò ad Hitler in nome dell’anticomunismo, dopo una disfatta militare in cui a tutt’oggi molti aspetti rimangono non spiegati dalla storiografia ufficiale, che se la cava con la solita falsa storiella della Linea Maginot aggirata dalla guerra lampo tedesca. Ciò che fa oggi un Pansa, proviene da decenni di falsificazione storica. Basti pensare che in libri e documentari storici il governo collaborazionista francese viene indicato spesso con l’espressione “Repubblica di Vichy”, mentre nella carta costituzionale voluta dal Maresciallo Pétain non compare mai il termine “repubblica”, e la Francia è indicata semplicemente come Stato.

Il delirio reazionario integrale di Pétain implicava persino una sorta di restaurazione monarchica, come se la Rivoluzione Francese fosse stata l’origine e l’antesignana del pericolo comunista.

Immagine:De Gaulle-OWI.jpg
De Gaulle è stato l’unico statista francese del ‘900 che ha compreso che la pregiudiziale anticomunista avrebbe consegnato la Francia al colonialismo statunitense. Quando riprese il potere nel 1958, De Gaulle preparò per prima cosa l’uscita della Francia dalla NATO. sarkozyNel 1966 De Gaulle attribuì l’intera responsabilità della guerra del Vietnam agli Stati Uniti, perciò ne chiese il ritiro militare. Per comprendere l’importanza di quella posizione, si deve considerare che nello stesso periodo il leader dei Paesi Non Allineati, il presidente jugoslavo Tito, ancora faceva a proposito del Vietnam la politica del colpo al cerchio e del colpo alla botte. Oggi invece è il “gollista” Sarkozy a consegnare la Francia e l’Europa al colonialismo statunitense, una politica di sottomissione preparata culturalmente e ideologicamente da  decenni, se si considera che dalla fine degli anni ’70 la Francia è diventata la patria culturale del nuovo anticomunismo.
domenica, 28 ottobre 2007

 Non si tratta di una banale notizia di gossip, ma di un caso emblematico di incoerenza e confusione morale, intellettuale e politica. Ieri coppie di fatto, benché privilegiate, oggi coppie di "(s)fatti"!

Casini- Caltagirone, nozze a Siena

Matrimonio con rito civile celebrata dal sindaco Cenni

(ANSA) - SIENA, 27 OTT - Alle 19.12 Pierferdinando Casini prima e Azzurra Caltagirone hanno detto si' davanti al sindaco di Siena. Cosi' la coppia, che ha gia' una figlia, ha celebrato il suo matrimonio. La cerimonia si e' svolta nella Sala del Buongoverno, sotto l'affresco di Ambrogio Lorenzetti (1337), primo affresco laico italiano. Il sindaco Maurizio Cenni nel discorso ha spiegato il senso dell'affresco. Dopo, una passeggiata in piazza del Campo tra una folla di curiosi e paparazzi.

Fonte: www.ansa.it

 

GUARDA GUARDA, LE STRANE COPPIE DEL POLO
Nel governo (*) sono molti i conviventi, temporanei o no, tuttavia strenui avversari dei Pacs

 

di Federica Fantozzi

Mentre infuria la tempesta sui Pacs - osteggiati da Lega, Udc e parte di Fi, scomunicati dal cardinal Ruiniruini_burns come rovina-famiglie, derubricati a contratti amministrativi da grande_centro_bigottoRutelli - una lettrice scrive: «Certo i redditi dei parlamentari non hanno bisogno dei Pacs». Però i nostri eletti hanno già la possibilità di avvalersi dei relativi benefici: basta una semplice dichiarazione per estendere pensione e assistenza sanitaria al/la convivente. Categoria questa che in molti - per scelta o lungaggini nello scioglimento del rapporto precedente - sperimentano. Così capita che quando Pier Ferdinando Casini e la convivente Azzurra CaltagironePierferdinando Casini chiede «rispetto per il suo diritto di dire laicamente no» ai Pacs, gli replichi «con rispetto» il Dl Mantini: «Casini che conosce la condizione dei conviventi e dei padri di fatto comprenda che i valori si tutelano senza ipocrisie...». Il cattolicissimo presidente della Camera convive obtorto collo: pendente la sua richiesta alla Sacra Rota di annullamento del matrimonio con Roberta Lubich (sposata dopo l’annullamento delle precedenti nozze di lei) da cui ha avuto due figlie adolescenti, è legato all’imprenditrice Azzurra Caltagirone e padre della piccola Caterina. Il leader di Cl e “governatore” lombardo Roberto Formigoni che ritiene la posizione di Prodi staino_pacssui Pacs «uno scivolone rivelatore di come l’Unione non voglia difendere la cellula fondamentale della società: la famiglia» 6 anni fa finiva sulla copertina di Novella 2000 accanto alla fidanzata Emanuela Talenti in lacrime. Il Celeste e l’altissima indossatrice facevano coppia nelle occasioni sociali, trascorrevano le vacanze insieme ed erano dati per nubendi dai rotocalchi rosa: invece non fu così. Nando Adornato, ex laico di sinistra convertito alla dottrina teo-con, ha precisato alla Stampa che lo inseriva tra gli «onorevoli conviventi» di essere «felicemente sposato da qualche anno». Negli scapigliati anni ‘70 invece, quando «la coppia simbolo erano Simone de Beauvoir e Sartre», preferiva la convivenza (da cui è nato un figlio oggi ventenne) rievocata in un’intervista a Maria Latella: «La coppia aperta che inferno». lapadania_1201_primapaginaLa Lega è paladina della famiglia tradizionale «impostata su riconosciuti valori e responsabilità» con qualche incongruenza. Passi il decennio di convivenza di Umberto Bossi divorziato prima di impalmare Manuela Marrone in seconde nozze. Ma sarebbe interessante sapere cosa ne pensa Ruini del matrimonio celtico, con druido e altare a Odino e giuramento «sul fuoco che mi purifica», celebrato nel 1998 da Roberto Calderoli (oggi - che sollievo - regolarmente coniugato davanti a Dio). La PadaniaCalderoli che aborre le coppie di fatto in quanto «atto contro natura e primo passo verso la dissoluzione di una società fondata sui valori» e non pensava che «per un pugno di voti il centrosinistra potesse cadere così in basso», 7 anni fa scambiava i braccialetti (mica gli anelli) con la poetessa Sabina Negri in abito celtico di Gattinoni color Padania in autunno, nella villa del calciatore Vialli: un simpatico rito pagano officiato da Formentini. Nel ‘98 sempre con rito celtico Roberto Castelli, divorziato con un figlio, sposava a Pontida la giovane attivista Sara Fumagalli: nozze “regolarizzate” in comune quest’anno. Dall’esilio dorato di Bruxelles riemerge Franco Frattini per ritenere «non necessaria» l’introduzione dei Pacs in Italia:Satira politica varia «La mia opinione come cittadino è che non ce n’è assolutamente bisogno, tenderei a escluderli. La Costituzione va bene così, la legge è una buona legge». Frattini, separato con una figlia, già fidanzato con un paio di teleconduttrici, è stato goliardicamente salutato da Berlusconi a Gubbio: «Attente ragazze, so che Franco è tornato single...». La nivea attrice Elisabetta Gardini, divorziata con un figlio, convive da anni con un regista, ma come portavoce azzurra ammonisce: «Con Prodi l’Italia imboccherebbe la deriva zapaterista anche sulle questioni eticamente sensibili». Dal sacrificio della convivenza non si è salvato neppure LSilvio Berlusconi: ottenuto il divorzio dalla prima moglie Carla Dall’Oglio ha sposato l’attrice Veronica Lario dopo 6 anni di convivenza. Dei tre figli avuti con lei, la primogenita Barbara è nata prima del matrimonio. E dalla memoria storica rispunta il caso del Dc Alberto Michelini, strenuo custode della famiglia e caro all’Opus Dei. Il futuro deputato forzista visse un breve momento di imbarazzo quando, nel 1989, vennero resi inopinatamente noti i verbali dell’annullamento delle sue prime nozze. «L’uomo deve essere libero e non legarsi mai con alcun vincolo» confessava allora ai giudici della Sacra Rota (poi si risposò).Famiglia Simpson Sua madre testimoniava: «Nostro figlio diceva sempre che non avrebbe mai sopportato una donna vicino per tutta la vita. Per questo con mio marito maturammo la convinzione che sposandosi faceva una buffonata». A diffondere i verbali fu un consigliere comunale missino, Tommaso Manzo, che così si giustificò: «Niente di personale, anche altri candidati Dc sono divorziati e risposati. Ma almeno non poggiano il proprio programma sulla difesa del matrimonio e della famiglia».

Fonte: www.liff.it

 

 

(*) La notizia, risalente al 30 settembre 2005, si riferisce al governo Berlusconi.

 

 

domenica, 28 ottobre 2007
…e dacci oggi il nostro…270 bis quotidiano.
Libertà per Michele, Andrea, Dario, Damiano e Fabrizio, nocsarrestati a Spoleto il 23 ottobre alle prime luci dell’alba – con uno spiegamento di uomini e mezzi pari a quello utilizzato per i grossi calibri di mafia, ‘ndrangheta e camorra - con l’accusa di appartenenza ad associazione con finalità di terrorismo o eversione, art. 270 bis del codice penale, norma inserita negli anni ’70 nel quadro della legislazione di emergenza e costantemente riveduta e corretta (da ultimo dopo l’11 settembre) in nome della guerra globale e permanente contro il policiaterrorismo. In realtà la norma viene usata sempre più frequentemente allo scopo di reprimere chiunque si permetta di mettere in discussione il sistema dato, fondato sulla bombardamentoguerra, sullo sfruttamento dell’uomo su uomo e sulla devastazione dell’ambiente, in nome del progresso e del profitto. Conosciamo personalmente alcuni dei compagni arrestati oggi. Ci hanno sostenuto quando quello che è accaduto a loro accadde ad alcuni di noi. Con loro abbiamo organizzato interessanti iniziative a sostegno di perseguitatitortura comunisti, anarchici e islamici. Sappiamo del loro impegno, a viso aperto, in importanti battaglie territoriali a difesa dell’ambiente, di diritti fondamentali e di beni comuni contro l’interesse rapace di pochi. E forse era anche prevedibile che qualcuno pensasse di far pagare loro questo impegno. E l’art. 270 bis serve bene allo scopo, tanto che è quasi un disonore per chiunque lotte operaiespenda il suo impegno in difesa di qualcosa che non sia il proprio tornaconto personale e che vada a cozzare contro gli interessi dell’establishment bipolare politico–economico filocapitalista e filoimperialista non vedersi contestato il reato di associazione con finalità di terrorismo o eversione.
…e dacci oggi il nostro 270 bis quotidiano.
mercoledì, 24 ottobre 2007
Voglio esprimere tutta la mia solidarietà morale e politica ai compagni anarchici arrestati a Spoleto e Perugia, in modo particolare a Michele Fabiani che conosco meglio degli altri. Sono sicuro che si tratta dell'ennesima montatura mediatico-politicatrashtv2 creata ad arte da un apparato ideologico-terroristicoA mano armata contro la Tv spazzatura al solo scopo di criminalizzare e reprimere il dissenso e il movimento anarchico e antagonista in genere. Michele e gli altri compagni di Spoleto sono stati arrestati proprio in quanto anarchici e rivoluzionari, ossia in quanto militanti di un movimento di lotta e di opposizione ad un sistema di barbarie, di ingiustizia, di oppressione e sfruttamento imposto ai danni del proletariato (specialmente quello più cosciente e combattivo)fiat_mirafiori e dei lavoratori salariati. Infatti, le accuse contestate ai compagni sono semplicemente lo strumento giuridico-normativo di questa aspra campagna di repressione e di propaganda controrivoluzionaria. D'altronde, non è la prima volta che accadono simili episodi. Si pensi soltanto ai casi storici più noti e significativi: Sacco e Vanzetti,sacco e vanzetti Pinelli, eccetera. Solo per rimanere nell'ambito della repressione contro il movimento anarchico. Perché Michele e gli altri compagni di Spoleto sono dichiaratamente attivisti e militanti anarchici e, in quanto tali, sono stati incriminati ed arrestati. Oggi attraversiamo una fase storica in cui il proletariato (specie quello più cosciente e rivoluzionario) si trova ad essere duramente sotto attacco. E il governo in carica, ritenuto un "governo amico" hitler_prodianche da vasti settori della cosiddetta "sinistra radicale", sta gettando benzina sul fuoco della repressione e della censura, come si evince anche (ma non solo) dal decreto legge che mira ad imbavagliare Internet ed in particolare i blog, ad arginare e limitare la libertà di informazione e controinformazione presente finora sulla rete web. Io ho conosciuto Michele Fabiani proprio sul forum di un sito anarchico di controinformazione chiamato Anarchaos. Michele è noto a molti anche grazie alle sue audaci e giuste battaglie e alle incisive inchieste di controinformazione condotte in materia di terrorismo e di torture tecnologiche, come quelle praticate, ad esempio, ai danni di Paolo Dorigo, che rappresenta il caso più conosciuto ed emblematico. Oggi siamo giunti ad un punto tale in cui un povero infortuni sul lavorooperaio è costretto, per disperazione, al suicidio perché non è più in grado di mantenere la propria famiglia, perché non è in condizione di continuare a pagare un mutuo per l'acquisto della Il_peso_dei_debiticasa (un diritto elementare!), perchè economicamente non riesce più ad arrivare alla fine della mese, se non addirittura a metà del mese! Ebbene, se e quando si suicida un operaio, nessuno (o quasi) si scandalizza più di tanto, nessuno (o quasi) grida allo scandalo, né si indigna o protesta. Invece, se e quando gli operai cominciano ad autorganizzarsi e a lottare contro le ingiustizie, le diseguaglianze e lo Vignetta di Vauro su Confindustria e ripresa economicasfruttamento attuato in fabbrica, oppure dal padrone di casa, o dalle banche armate ed usuraie che strozzano e spingono la gente al suicidio, allora scatta immediatamente un meccanismo di criminalizzazione e di propaganda ideologico-terroristica, teso a colpire e reprimere chi contesta, chi lotta con coraggio e si ribella contro un sistema politico e socio-economico così costituito.Ladri, ladroni e banchieri Michele e gli altri compagni arrestati sono soltanto gli ultimi casi di una lunga serie di atti repressivi commessi ai danni dei proletari più coscienti e rivoluzionari, anarchici, comunisti, antagonisti in genere. Incriminati ed arrestati solo in quanto tali, ossia in quanto oppositori di questo sistema barbaro, violento e disumano, in quanto attivisti di un movimento anticapitalista ed antimperialista che non potrà mai essere fermato e neutralizzato da nessuna repressione. Tanto meno da questo governo "amico"!resistere
lunedì, 22 ottobre 2007

Gli antefatti sono questi: il 12 Ottobre il governo ha approvato e mandato all'esame del parlamento-italianoParlamento il testo destinato a cambiare le regole del mondo editoriale, per i giornali e anche per Internet. Si tratta di un disegno di legge complesso: 20 pagine, 35 articoli. In particolare la blogosfera è terrorizzata dall'Articolo 6 del disegno di legge, nel quale c'è scritto che deve iscriversi al ROC (Registro Unico per gli Operatori della Comunicazione), chiunque compia "attività editoriale". L'Autorità non pretende soldi per l'iscrizione, ma alcuni tra i certificati necessari richiedono il pagamento del bollo. Attività editoriale - continua il disegno di legge - significa inventare e distribuire un "prodotto editoriale" anche senza guadagnarci. Si evince che prodotto editoriale è tutto: è l'informazione, ma è anche qualcosa che "forma" o "intrattiene" il destinatario (articolo 2). I mezzi di diffusione di questo prodotto sono sullo stesso piano, Web incluso. A dare l'allarme, attraverso le pagine del suo blog il solito beppe_grilloBeppe Grillo, seguito a ruota da tutta la blogosfera. Il blog Cattivamaestra lancia un banner ed una campagna di sensibilizzazione per bloccare il cammino del Ddl Levi. E' possibile anche firmare una petizione di protesta. Io sono scettico sui reali contenuti del Ddl, però credo che la libertà di espressione e di pensiero vada salvaguardata ad ogni costo, ed è meglio prevenire che curare. Facciamo in modo che i nostri blog non vengano imbavagliati.

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NO AL DECRETO LEGGE ANTI-BLOG

Al hitler_prodiConsiglio dei Ministri No al DDL che trasforma la libera espressione della rete in testate giornalistiche. I siti e i blog sono libera espressione democratica non paragonabile alle testate giornalistiche registrate al Registro Operatori Comunicazione che devono osservare l’apposita legge sulla stampa. Ancora una volta si cerca di limitare le libertà degli Italiani procedendo sulla strada della censura. I reati di diffamazione sono tranquillamente perseguibili senza porre ostacoli alla libertà d’espressione. Chiediamo al Consiglio dei Ministri di ritirare il DDL che imporrebbe l’iscrizione al ROC anche dei semplici blog.

Sincerely,

—>>> Clicca QUI per firmare la petizione! <—

Come già ho spiegato, questa stupida legge censurednon si farà mai, ma vogliamo proprio perdere la ghiotta occasione che di loro spontanea volontà hanno creato, per fargli sapere quanto poco apprezziamo i loro tentativi di farsi vedere ginecologicamente oppresivi? Per cui, forza e coraggio… recitiamo un bel mantra e firmiamo questa petizione con non chalance… Il mio mantra comincia con una bella V… e il vostro?

http://www.automiribelli.org/?p=106#comments

FIRMA LA PETIZIONE

http://www.petitiononline.com/noDDL/petition.html

FATELA GIRARE!

domenica, 21 ottobre 2007
Siamo sempre meno liberi?
IL GOVERNO RIFORMA EDITORIA. BUROCRAZIA SUL WEB? ALLARME IN RETE
 
Cosa facciamo? Continuiamo a pascolare beatamente nel recinto del paese dei Prodi_Presidentebalocchi, illudendoci di essere liberi, oppure decidiamo finalmente di agire e saltare lo steccato? Troviamo un modo per organizzarci, per impedire che questo ddl venga approvato, per garantire quel minimo di libertà che ancora ci è concessa. Molte persone spendono tempo ed energie per ricercare e divulgare la verità, vogliamo che questi sforzi vengano vanificati e l'informazione venga del tutto conformata e gestita dal potere fine a se stesso? Vogliamo che accada anche in Italia ciò che, per esempio, accade negli USA? Non siamo molto lontani: avete visto il video "STUDENTE ARRESTATO E TASERATO AD UN DISCORSO DI JOHN KERRY"? censura webAndranno in galera coloro che sudano e lottano per la verità e per la libertà, e continueranno a circolare a piede libero i delinquenti e i criminali... è questo il destino del nostro paese? Non possiamo proprio fare nulla per cambiare le cose? Non dipende dai divulgatori delle informazioni, dipende da tutti noi... da ciascun individuo, nessuno escluso. Il nostro destino ed il futuro dei nostri figli passa per le nostre mani e per le nostre azioni. Nessuno sarà esentato dalle proprie responsabilità con l'eterea giustificazione "Io non sapevo". Come prima ed immediata azione scriviamo un email di protesta a Riccardo Franco Levi: levi_r@camera.it.
Danilo diinabandhu
 
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Fonte: www.liberamenteservo.it
giovedì, 18 ottobre 2007

LA RIVOLTA FISCALE NON DIFENDE IL SALARIO

Da un po’ di tempo gli opinionisti borghesi esibiscono una dolente preoccupazione per i bassi livelli del fiat_mirafiorisalario italiano, e si interrogano gravemente sui modi per portarlo ad un livello “europeo”. La strada unanimemente proposta dagli opinionisti borghesi è quella della  defiscalizzazione del salario: visto che la busta paga è decurtata per oltre la metà da prelievi fiscali e contributivi, ecco prospettata per i lavoratori la nuova frontiera dell’adeguamento salariale. Non è che questa proposta abbia ottenuto grande popolarità, persino fra i lavoratori  più ostili a quella che effettivamente è una rapina fiscale sulla busta paga. Intuitivamente si comprende che aumenti salariali così ottenuti sarebbero molto effimeri: nel giro di due o tre anni l’inflazione e la concertazione prodi-epifanigoverno-sindacati riporterebbero il salario reale ai livelli attuali, perciò la defiscalizzazione della busta paga si risolverebbe nell’ennesimo regalo al padronato. Quando si cerca di conquistare i poveri alla rivolta antifiscale, in realtà è alla diminuzione delle tasse dei ricchi che si sta mirando. In tutta questa serie di “dottrine economiche” che si sono affacciate negli ultimi anni non si è scorta mai alcuna coerenza, ed un’unica costante è stata riconoscibile, quella di favorire sempre e comunque il ricco a scapito del più povero. Non è vero che il “neoliberismo”, la “deregulation”, la Globo-colonizzazione“globalizzazione” abbiano diminuito l’intervento statale e aperto i “mercati”, poiché quando si è trattato di favorire i ceti dominanti, non ci si è fatto scrupolo di ricorrere alla spesa pubblica, al protezionismo, alle sanzioni. Nonostante la suggestione di questi slogan, non si è potuto fare a meno di notare come negli ultimi decenni, nella sua crescente ansia di depredare i più poveri, anche il capitalismo sia divenuto sempre più straccione, invadendo settori, come la pubblica amministrazione, che sarebbero stati ritenuti trascurabili sino a qualche decennio fa, nell’epoca dell’industrialismo rampante. Tutto ciò non è un effetto della “ideologia” liberistica. Gli slogan del liberismo sono serviti a coprire e giustificare gli effetti della scelta attuata dalla borghesia mondiale oltre trent’anni fa, cioè il ricorso alla deindustrializzazione allo scopo di demolire la lotte operaieresistenza delle  concentrazioni operaie. La deindustrializzazione è stata a sua volta mascherata con gli slogan del “post-industriale” e della “società complessa”. La preoccupazione della borghesia di mantenere il potere è stata alla base di tutte le scelte degli ultimi anni, anche se ciò comportava un regresso economico, e la propaganda ufficiale si è incaricata di dare al tutto un falso alone di progettualità e di orizzonte avveniristico. Sarebbe assurdo, ad esempio, considerare i “neocons” americani come esponenti di un pensiero politico, dato che la loro funzione effettiva è quella di tecnici della propaganda, cioè di agenti pubblicitari. tfr

Con tecniche pubblicitarie, i gruppi dominanti creano delle realtà virtuali che magari hanno pochi mesi o poche settimane di vita, giusto il tempo per raggiungere i loro obiettivi affaristici e colonialistici del momento. Quindi, se da un lato è molto improbabile che i lavoratori effettivamente abbocchino all’esca della rivolta fiscale, dall’altro lato occorre tenere conto di queste campagne mediatiche che fabbricano ogni giorno l’illusione di eventi storici e di mutamenti epocali. Nel 1980 a Torino la Marcia dei Quarantamila diede l’illusione dell’affermazione di inesistenti “ceti emergenti”. grillo_piazza_vdayIn queste settimane i nostri media sono passati con la massima disinvoltura dalla descrizione dell’invasione delle orde della “antipolitica”, alla celebrazione dei trionfi veltroniani. Se nei prossimi giorni i media ci narreranno le vicende di una rivolta antifiscale fra i lavoratori, occorrerà perciò essere molto prudenti e diffidenti verso questa ennesima svolta epocale.

Fonte: www.comidad.org