sabato, 29 settembre 2007

LA STRANA COPPIA

Scoppia la 'pace di Ceppaloni'
fra Beppe Grillo e Clemente Mastella

Colpo di scena: dopo essersene dette di tutti i colori fra il comico e il ministro della Giustizia è arrivata la tregua. "Mastella è solo un capro espiatorio. Scriviamo un libro a quattro mani". Clemente risponde subito: "Venga da me a Ceppaloni".

Grillo e Mastella Roma, 28 settembre 2007 - Se ne sono dette davvero di tutti i colori, negli ultimi giorni, ma ora tra Beppe Grillo e Clemente Mastella sembra arrivato il momento di una 'pace di Ceppaloni'. Un colpo di scena che non solo potrebbe archiviare i durissimi scambi di accuse legge_indulto_20lug06sull'indulto ma addirittura veder nascere una 'strana coppia' editoriale, se andasse davvero in porto quella sorta di versione alternativa al fortunatissimo 'La Casta', vagheggiata da Mastella e colta al volo da Grillo. L'iniziativa la prende proprio il comico-blogger che, a sorpresa, dichiara da Internet: "Non ci sto più al gioco al massacro ceppalonico. mastella_clementeMastella è solo un capro espiatorio. Il migliore sulla piazza della politica, certo. Per questo hanno scelto lui. Ma l'indulto non è una sua idea, ne sono convinto". Di più: "Mastella ha detto una grande cosa, ha annunciato un libro 'su tutte le altre caste, a partire dai giornalisti'. Questa volta sono d'accordo con lui. Gli offro la mia prefazione o, se preferisce, il libro lo possiamo scrivere a quattro mani. Vado fino a Ceppaloni se mi invita". E l'invito arriva davvero.clemenza_mastella "Rispondo a Grillo che a scrivere sulle caste sono disponibile. Può venire tranquillamente a Ceppaloni come mi ha chiesto e possiamo scrivere a quattro mani", dice a L'Aquila il ministro di Giustizia. "Io credo - ha rilevato Clemente Mastella - che nel nostro Paese ci sia oggi sotto pressione la classe politica, le sue responsabilità, ma ci sono tante caste molto più forti e più potenti della cosiddetta casta della politica. Ci sono 'castisti' molto più forti".

Fonte: www.quotidiano.net

giovedì, 27 settembre 2007
 
 
  n+1 
 
Rivista sul "movimento reale che abolisce lo stato di cose presente"
Numero 114, 25 settembre 2007
 
MAI LA MERCE SFAMERA’ L’UOMO
Gli ecologisti sono serviti. La produzione_biomasseproduzione di biomasse da cui distillare etanolo come additivo per i cosiddetti biocarburanti sta intaccando la produzione alimentare. Il fenomeno è dovuto alla legge della rendita capitalistica: ogni aumento della richiesta di prodotti agricoli o minerari provoca la messa a coltura delle terre prima abbandonate o investimenti per aumentare la "resa" di quelle già coltivate. Con l'impennarsi del consumo di petroliopetrolio il caro_petrolioprezzo di quest'ultimo sale fino a rendere convenienti sia lo sfruttamento di giacimenti più profondi o situati sul fondo del mare, sia lo sfruttamento di terre prima adibite alla produzione alimentare. Neglibush_austerity Stati Uniti stanno raddoppiando ogni anno gli stabilimenti per la distillazione di mais, barbabietola e canna da zucchero. Nel 2006 il 20% della produzione di mais è stato utilizzato per la produzione di etanolo. Fra il 2006 e il 2007, a causa della conversione produttiva da frumento a biomasse per etanolo il prezzo della materia prima per il pane è raddoppiato. L'ONU prevede che in tre anni la richiesta mondiale di biocarburanti salirà del 170%. Essi colonizzeranno inesorabilmente le terre, prima le peggiori, poi le migliori per via della resa più alta, sottraendole al cibo.
1953: Mai la merce sfamerà l’uomo
2001: L’uomo e il lavoro del sole
2007: Metti l'irrazionale magico nel motore
 
FUOCHI D'ESTATE
Si sono spenti gli incendioincendi in Italia, Grecia, Siberia, Amazzonia, Indonesia, ecc. Ma quell'inferno ricorrente rimane inspiegabile senza un riferimento al sistema che lo produce. Si tratta di un fuoco interclassista che lega da tempo l'intera umanità tramite la cieca rincorsa all'interesse privato. L'interesse dei pastori, dei palazzinari, dei forestali precari, dei ricattatori mafiosi, dei contrabbandieri di legname (i grandi alberi muoiono ma non bruciano), dei ricchi agrari o dei miserabili contadini assetati di terra. I media che hanno pubblicato impressionanti foto satellitari dei milioni di ettari di vegetazione in fiamme non potevano mostrare il vero incendiario.
 
VIOLENZA NELLE PERIFERIE
Di fronte alla microdelinquenza diffusa c'è ancora, specie a sinistra, chi parla di integrazione sociale per ripristinare l'ordine. Ma una società in disintegrazione non può integrare un bel niente. Adesso ad esempio le Banlieueperiferie danno filo da torcere al governo britannico: da alcuni mesi crescono gli omicidi e le violenze da parte di agguerrite gang giovanili, per la maggior parte composte da minorenni dei sobborghi. Il fenomeno, partito dagli slum più miserabili del mondo, quelli dimenticati, che a malapena fan notizia sui giornali, sta esplodendo dunque anche nelle metropoli del capitalismocapitalismo maturo (putrefatto). La "vita senza senso" stringe nella sua rete le grandi estensioni urbane dove, tra lavoro precario, disoccupazione e atomizzazione sociale, si forma una miscela esplosiva fatta di rabbia, frustrazione e disincanto verso tutto e tutti. Quando le metropoli occidentali non erano colpite dal fenomeno, si leggeva dei niños de rua omicidi di Rio e Sao Paulo come di un fenomeno esotico. Sapevamo che bande "informali" di sbirri assassinavano i bambini di strada. Qui sono allo studio sistemi meno diretti. Forse.
 
LE GUERRE AMERICANE NEI PARLAMENTI, SUI GIORNALI E SUL CAMPO
Da anni andiamo affermando che la politiguerra americana non si giudica dai singoli aspetti militari sul terreno, luogo per luogo. E' in gioco non tanto la "vittoria" in Afghanistan o in Iraq, quanto la sopravvivenza stessa degli statua della morteStati Uniti come potenza imperialistica. Il generale Petraeus, comandante in capo delle operazioni in Iraq, ha finalmente esposto la sua relazione sull'andamento della guerra. Il rapporto era di tono ottimistico, nonostante le cifre ufficiali continuino a mostrare un aumento dei morti e dei feriti, sia iracheni che americani. Camera e Senato hanno manifestato una contrarietà di circostanza non tanto sulla guerra quanto sulla mancata vittoria. Giornali e televisioni contestano le cifre ufficiali e denunciano "errori strategici" del iraqgoverno e dei militari. Intanto si rafforzano le gigantesche basi dell'esercito di occupazione, e anzi una nuova, la più possente di tutte, sarà costruita ai confini con l'Iran. L'ottimismo di Petreaus, che se ne frega di morti e feriti, è quindi giustificato: anche chi parla di futuro ritiro delle truppe deve sapere che esso non significa "ritorno a casa" ma spostamento dalle zone abitate dove avvengono le operazioni odierne a quelle desertiche dove sorgono le basi. Le quali stanno proliferando e ingigantendosi nel mondo intero, prefigurando una occupazione militare planetaria.
2003: Teoria e prassi della nuova politiguerra americana - cap. V, L'invasione degli ultracorpi
 
ENNESIMA CONFERMA
La cosiddetta globalizzazioneGlobo-colonizzazione sta devastando la struttura sociale dei paesi sviluppati più di quanto non devasti quella dei paesi che i terzomondisti ritengono le sole vittime. Nel 2006 Foreign Affairs aveva formulato una previsione secondo cui entro il 2015 il 28-42% dei posti di lavoro nel settore americano dei servizi sarebbe stata soggetta a delocalizzazione all'estero. Ora, i servizi negli Stati Uniti rappresentano l'84% del Prodotto Interno Lordo.americanismo La cosiddetta classe media (in realtà la fascia media di reddito) è in via di sparizione: i lavori più richiesti sono quelli di cassiere, cameriere o addetto alle pulizie. Già oggi 16 milioni di americani vivono in estrema povertà. Secondo l’Oakland Institute, 30 milioni di americani "conoscono la fame o sono in pericolo di provarla". E il rincaro del prezzo del grano non li aiuterà. In compenso, le poveri_noi300.000 persone più ricche d’America possiedono più di tutti gli altri americani messi insieme. Come all’incirca avviene nel resto del mondo, dove il 10 per cento più ricco del pianeta possiede l’85% della ricchezza.
 
L'ALBERGO DIFFUSO
Anticipazioni di futuro stravolte dalla miserabile forma borghese.paperopoli Cresce, specialmente nelle metropoli, l'esigenza di sperimentare forme di vita in comune. Si va dalle aggregazioni di tipo comunistico agli esperimenti urbani di co-housing, dai villaggi Common Interest Development (che possono avere fino a 40.000 e più abitanti) alle intentional communities di vario tipo. Naturalmente queste forme si stanno sviluppando soprattutto negli Stati Uniti, dove coinvolgono ormai più di 50 milioni di persone. L'industria Mutui_casaimmobiliare si è già appropriata del fenomeno offrendo soluzioni "chiavi in mano" per comunità di ogni tipo. L'industria turistica, come per esempio il gruppo internazionale Four Season non poteva rimanere indifferente: borghi abbandonati con aspetti di particolare interesse da un punto di vista architettonico e urbanistico vengono acquistati, ristrutturati e trasformati in albergo "diffuso". Una reception centralizzata cui fanno capo stanze e alloggi suggestivamente distribuiti nell'antico centro riportato a nuova vita. Una "struttura ricettiva orizzontale" o "albergo a cielo aperto". Una forma abitativa comunitaria passibile di essere liberata dall'ipoteca del profitto.
 
VAFFA-DAY
Oggi quella che LeninLenin chiamava "campagna sistematica di denuncia" contro gli effetti della dominazione borghese la fanno i borghesi stessi, gli uni contro gli altri. Dall'ONU ai format giornalistici televisivi, dal cinema engagé ai comici politicanti. La chiamata di grillo_piazza_vdayBeppe Grillo alla piazza si appoggia a una diffusa ripulsa del politicantismo, ma si riduce alla fin fine a una raccolta di firme contro il malaffare e per una società capitalistica senza i difetti del capitalismo. I vari BeppeGrilloGrillo non sono fuori dal sistema, vi sono immersi fino al collo. Non vogliono il superamento del sistema dell'automobile, vogliono un'impossibile automobile che non consumi; non vogliono il superamento del cretinismo parlamentare, vogliono un impossibile parlamentarismo non cretino; non vogliono il superamento del mercato, vogliono un mercato "equo e solidale". Non siamo neppure più a quello che chiamammo "cretinismo extra-parlamentare" siamo al "cretinismo neo-parlamentare".
 
FARE E DISFARE
Tra gli avvenimenti che contribuirono alla nascita della cosiddetta Seconda repubblica ci fu anche un referendum, proposto da segniSegni e vinto a maggioranza "bulgara", per ridurre drasticamente le preferenze sulla scheda a una sola. Questo allo scopo, si disse, di "arginare il voto clientelare". Da allora, dopo vari cambiamenti cervellotici,  si era giunti a quella che lo stesso estensore dell'ultima versione, wanted-calderoli-itCalderoli, aveva definito "una porcata": liste bloccate senza alcuna scelta di preferenza da parte dell’elettore. Oggi arriva Grillo che, 16 anni dopo il referendum "antipartitocratico" di Segni, riscopre le virtù democratiche delle preferenze clientelari col bollino-qualità.
 
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giovedì, 27 settembre 2007

GAZA “ENTITÀ OSTILE”, COME NEW ORLEANS

Il israeli_tanktentativo israeliano di genocidio nei confronti della soldierpopolazione di Gaza viene operato nel complice silenzio dei media ufficiali, un silenzio messo in maggior rilievo dal fatto che su internet circola una massa di informazioni a riguardo. La maggior parte di queste informazioni proviene dall’interno della stessa Israele, come espressione di un’opposizione crescente alla politica del genocidio. Certamente tutto questo è consentito dal fatto che internet ha rotto il monopolio dei media ufficiali, ma sarebbe un errore ridurre il tutto ad una questione di nuove frontiere della democrazia telematica. Internet è un grande moltiplicatore, ma l’esperienza dimostra che può essere utilizzato anche per moltiplicare la mistificazione, come nel caso di Roberto SavianoRoberto Saviano, nel quale un ben orchestrato “tamtam” sulla rete ha determinato un’illusione di spontaneità, che ha impedito a molti di accorgersi che “Gomorra” Gomorra di Roberto Savianoera un’operazione-best seller gestita da una casa editrice delle dimensioni di Mondadori. Quindi, senza misconoscere l’importanza di internet nell’informazione alternativa, occorre vedere che c’è qualcos’altro. In Israele, ad esempio, è sempre esistito un dissenso interno contro la crimini sionistipolitica criminale dei vari governi, ma sta di fatto che oggi questo dissenso non vive più nell’isolamento morale di una volta, ma riscuote una diversa attenzione. Anche le persone più intossicate dalla propaganda non possono sottrarsi dal fare i confronti più ovvi. Prima della colonizzazione statunitense, il Sionismosionismo non si limitava ad esagerare e mistificare la minaccia araba, ma puntava anche sulla solidarietà interna, in modo che il senso comunitario ed il senso di accerchiamento si alimentassero a vicenda. Ora qualsiasi israeliano può invece osservare come nella povertà e precarietà in cui sono ridotte, le popolazioni arabe riescono a trattare i loro anziani molto meglio di quanto non faccia lo Stato israeliano con i propri pensionati. Negli ultimi anni gazaGaza è divenuta per Israele anche un imbarazzante modello di welfare, che stride con il modo in cui ormai la società israeliana tratta i propri poveri e i propri svantaggiati. La propaganda ufficiale sul terrorismo si è trovata spesso di fronte a questi sconcertanti confronti con la realtà. Mentre il Libanomilitarismo sionista era bombardato da Israele, i cittadini americani erano bombardati da una propaganda sulla malvagità di Hezbollah, ma anche qui i paragoni sono stati poi inevitabili.Olmert Hezbollah ha usato il denaro iraniano per aiutare le vittime delle bombe israeliane e finanziare la ricostruzione; ma, mentre quelle bombe ancora cadevano, Rumsfeld si era rifiutato di rimpatriare a spese del governo i turisti americani rimasti intrappolati in Libano - come invece stavano facendo tutti i governi europei -, e ha offerto a quei turisti in pericolo la possibilità di farsi prestare a interesse i soldi  necessari per fuggire, ovviamente a tassi da strozzo. Il punto è che nessuna fantasia propagandistica sulla malvagità dei terroristi, riesce ad eguagliare ciò che fa oggi il gruppo dirigente statunitense.  In questi ultimi tempi è nata una linea editoriale tendente a screditare e ridicolizzare le tesi “complottiste” sull’11 settembre,11 settembre ma qualsiasi confutazione tecnica e qualsiasi psichiatrizzazione del cosiddetto “complottismo” deve arrendersi di fronte all’evidenza del fatto che il governo statunitense è pronto a considerare la propria popolazione come una qualsiasi altra “entità ostile”. Molti abitanti di New Orleans sono convinti che sia stato il governo, e non l’uragano Kathrina, a far saltare le dighe e provocare l’inondazione della città, e ciò non in base a considerazioni tecniche - che possono essere rigirate come si vuole -, ma per il modo in cui il Wantedgoverno si è comportato dopo la sciagura. Chi è stato capace di tenere un comportamento così affaristico-criminale dopo l’inondazione, poteva compiere crimini analoghi anche prima. I complotti possono esser anche improbabili, ma comunque non sono impossibili quando dietro vi sia la potenza di un governo, e soltanto un anticomplottismo dogmatico e  pregiudiziale può impedire di pensare  che dei palesi criminali si siano comportati da criminali. La dottrina “Neocons” ha enfatizzato la tv_flebopotenza della propaganda, sino a pensare che il colonialismo statunitense potesse rimpiazzare il nemico vero - l’URSS - , con un nemico fittizio: l’Islam. La potenza della propaganda è enorme ed è in grado di creare anche nemici fittizi,  ma comunque a patto di comportarsi come che se questi nemici esistessero davvero. Nessun governo che credesse seriamente all’esistenza del pericolo islamico, potrebbe mai comportarsi come sta facendo il governo statunitense ora. Quando nel 1964 il presidente Johnson decise di intensificare la presenza militare americana in Vietnam,Vietnam_napalm_19721 al tempo stesso fu costretto a concedere qualcosa nel senso della legislazione antisegregazionista e dello Stato sociale. Johnson sapeva di dover affrontare un nemico vero e ciò gli consigliava prudenza. L’imprudenza e l’impudenza di Hitler_BushBush indicano invece che egli non teme realmente il nemico, perché questo nemico - il terrorismo islamico “globale” - non esiste. Anche qui c’è una sorta di propaganda di supporto, che tende a spiegare  tutte le incongruenze con l’imbecillità di bushadminBush e del suo entourage. Che Bush  e molti dei suoi collaboratori siano degli imbecilli, è senz’altro possibile, ma l’idea che il gruppo dirigente statunitense sia composto solo da deficienti, costituisce una sorta di razzismo rovesciato e molto puerile.   

Fonte: www.comidad.org

lunedì, 24 settembre 2007

Antipolitica o sfiducia nei partiti parlamentari, nelle istituzioni borghesi e nel governo Prodi?

Il Vaffa-day grillo_piazza_vdayorganizzato via Internet dal comico Beppe Grillo e dai seguaci del suo Blog ha rinfocolato al massimo le polemiche, che non accennano ancora a placarsi, sulla cosiddetta "antipolitica" che serpeggiavano già da qualche tempo nel Paese. Il V-day si è svolto l’8 settembre in 200 piazze d’Italia e all’estero con la partecipazione di un milione di persone e con la raccolta di 300 mila firme in calce a una proposta di legge di iniziativa popolare per proibire l’accesso al parlamento ai condannati (attualmente sono circa un centinaio i parlamentari condannati o indagati per reati vari), per mettere un tetto massimo di due legislature ai parlamento-italianoparlamentari e per istituire elezioni primarie per tutti i candidati a cariche elettive. A Bologna sono accorse circa 50 mila persone, in gran parte giovani, a sentire il comico-predicatore genovese attaccare tutti i partiti parlamentari, definiti "il cancro della democrazia", spaziando con la sua satira feroce e anarcoide dai temi del precariato a quelli dell’ambiente, dalla corruzione dei politici agli abusi dei grandi gruppi monopolistici, ecc. Spiazzati dal successo inaspettato dell’iniziativa, i partiti parlamentari hanno accusato il colpo e hanno reagito per lo più in maniera furibonda e scomposta, accusando a loro volta Grillo di qualunquismo, di populismo e di soffiare sul fuoco dell’"antipolitica", e spingendosi in qualche caso fino ad accusarlo di fomentare possibili azioni terroristiche. Pier Ferdinando grande_centro_bigottoCasini, per esempio, leader di un partito, l’UDC, che detiene una buona percentuale di parlamentari condannati e inquisiti, si è scagliato fra i primi contro il V-day definendolo "la più grande delle mistificazioni di cui dovremmo tutti vergognarci". Il caporione fascista Finifascistaduemila ha detto che "Grillo le spara grosse perché escludere dalla vita politica chi ha già due legislature non ha senso. Con una legge del genere personaggi come Togliatti, Moro o Almirante (sic) non sarebbero mai stati protagonisti della vita politica nazionale". Il capofila dei rinnegati D’Alema, che da quando ha cominciato a sentire il fiato dei giudici sul collo per via della vicenda delle scalate bancarie è stato fra i primi a lanciare l’allarme sul vento dell’"antipolitica", si è detto "preoccupato per la carica di violenza totalmente inutile" del movimento suscitato da Grillo, accusandolo di essere la potenziale anticamera di un governo autoritario "dei militari, dei banchieri (sic) e dei tecnocrati". Il hitler_prodidittatore democristiano Prodi è andato a sfogarsi in tv da Vespa,brunovespa non trovando di meglio per replicare agli epiteti di "Valium" e di "Alzheimer" appioppatigli da Grillo per la sua indifferenza ai problemi dei giovani precari e del Paese, che accusare spocchiosamente la società italiana di "non essere meglio della politica che la rappresenta". È sceso in campo perfino il rinnegato Napolitano, per avvertire dall’alto della sua pompa quirinalizia che si può criticare la politica e le istituzioni, ma "consapevoli delle ricadute che può avere una denuncia indiscriminata e sensazionalistica", perché il rischio è di suscitare "sterile negazione e in definitiva senso di impotenza".

La delusione profonda che cova nell’elettorato di sinistra

Questo ventaglio di reazioni allarmate e rabbiose dei massimi rappresentanti della destra e della "sinistra" di regime, del governo e delle istituzioni, dimostra che il successo della manifestazione promossa da beppe_grilloGrillo, al di là degli aspetti indubbiamente generici e qualunquistici delle sue accuse ai partiti politici e ai loro leader, è la spia di una sfiducia profonda delle masse nei partiti parlamentari, nelle istituzioni borghesi e nel governo Prodi. Una sfiducia che covava da tempo sotto la cenere e che avrebbe dovuto apparire tutt’altro che inaspettata ai partiti del regime neofascista e al governo. In particolare è nei confronti del governo di "centro-sinistra" Prodi che si concentrano la delusione, la sfiducia e la rabbia delle piazze, se è vero, come dimostra anche un sondaggio di Ilvo Diamanti su "la Repubblica" del 14 settembre, che i sostenitori dell’iniziativa di Grillo sono prevalentemente elettori del "centro-sinistra" (58%), e in particolare provengono dalla base del PD (60%), mentre la loro incidenza è minore fra gli elettori del "centro-destra" (32%). Basti pensare anche al successivo intervento di Grillo alla festa dell’Unità di Milano, dove la sua satira sarcastica che prendeva di mira i maneggi bancari di MassimoD’Alema e Fassino e il finto buonismo del "topo Gigio" Veltroni, lungi dal provocare disagio e ostilità, hanno scatenato l’ilarità e gli applausi della folla diessina, per nulla turbata apparentemente dal surreale stato di schizofrenia in cui si trova sempre più spesso a vivere. La grande presenza di giovani in piazza, e in particolare dell’area del precariato, è un altro segno eloquente che il V-day è stato alimentato soprattutto dai delusi del governo Prodi e dalla sua politica e condotta morale niente affatto diverse da quelle del governo del Un pro-gramma-to-re di altissimo profilo pubbliconeoduce Berlusconi. Una delusione tanto più grossa e tanto più rapida, quanto più erano state grandi le illusioni e le aspettative dell’elettorato di sinistra in un cambiamento radicale rispetto al governo precedente. Non per nulla le reazioni più stizzite e velenose al V-day sono venute dai leader dei partiti del "centro-sinistra" e dai pennivendoli al loro servizio. Di FassinoProdi e D’Alema abbiamo già detto, ma anche Fassino, nel lacrimoso comizio d’addio ai DS al festival dell’Unità a Bologna, non ha mancato di attaccare "le denigrazioni populistiche contro i partiti e i politici". Mentre il liberale e anticomunista walter_veltroni_lupaVeltroni è montato in cattedra per ammonire che "con le adunate per mandare a quel paese tutti si finisce per andare in televisione e sui giornali, però non si fa un paese, non lo si cambia e non lo si trasforma". Per non parlare di certi pennivendoli della "sinistra" di regime, come Eugenio Scalfari, michele_serraMichele Serra, Curzio Maltese, Andrea Romano, e perfino della sponda apparentemente opposta, come "Il Foglio" di Ferrara, che si sono scagliati con particolare livore contro il V-day e Grillo, preoccupati evidentemente che questo movimento tolga voti e consensi al PD in un momento delicato per la sua nascita. E infatti, sotto certi aspetti e pur in maniera più frammentata e meno politicizzata, i "grillanti" ricordano i nanni_moretti"girotondini" di qualche anno fa, quando appena nati spontaneamente nell’elettorato di sinistra misero in crisi e sotto accusa i leader della "sinistra" borghese inebetiti e imbelli di fronte all’avanzata del berlusconismo.

Non una valvola di sfogo ma lotta di classe

Tutto lascia pensare che anche il movimento di Grillo seguirà più o meno la stessa parabola dei "girotondi". Dalla sua proposta di presentare liste civiche alle prossime elezioni con il suo "bollino" di garanzia si capisce già che egli sta cavalcando la giusta protesta popolare per riportarla nell’alveo della testimonianza pacifica, del parlamentarismo e delle istituzioni borghesi. Lo ha ammesso egli stesso con queste chiare parole: "Il milione di persone che è sceso in piazza, in modo composto, senza bandiere, senza il più piccolo incidente, dovrebbe essere ringraziato. È la valvola di sfogo di una pentola a pressione che potrebbe scoppiare. Un momento di tregua per riflettere sul futuro di questo Paese. La V-generation è aria pura, condivisione, futuro. giorgio_gaberGaber direbbe: ‘la libertà è partecipazione’". Il problema non è l’"antipolitica", come strillano i politicanti borghesi con la coda di paglia, ma che c’è politica e politica. C’è la politica borghese, corrotta fino al midollo e tutta dedita a servire gli interessi della classe dominante borghese e di una "casta" di parlamentari e amministratori privilegiati, della quale fanno parte anche i leader del futuro Partito democraticoPD e quelli della "sinistra radicale". E c’è la politica proletaria e di classe, che deve preoccuparsi solo di difendere e portare avanti gli interessi e le rivendicazioni delle masse popolari. E quest’ultima non può essere tale se non mette in discussione il sistema di sfruttamento capitalistico, il regime neofascista, le istituzioni e i partiti che lo sostengono. Il movimento lanciato da Grillo non mette in discussione il sistema capitalistico e il regime capitalista, neofascista, presidenzialista e federalista e per questo è destinato a esaurirsi o a rientrare nel gioco parlamentare. Così come non lo fecero i "girotondi", che infatti piano piano furono riassorbiti dai partiti della "sinistra" borghese e scomparvero, dopo aver tirato la volata elettorale al democristiano Prodi drenando l’astensionismo di sinistra. Occorre certamente scendere in piazza, ma non per puro sfogo iconoclasta e ribellismo generico, piccolo borghese e anarcoide, bensì per fare la quarto statolotta di classe nel modo più unitario e organizzato possibile sui vari temi del diritto al lavoro, della lotta al precariato, dei salari e delle pensioni - che attualmente hanno al centro la lotta per l'affossamento del Protocollo di Prodi del 23 luglio -,lotte_operaie della casa, della riduzione dei prezzi e delle tariffe, della difesa di scuola, sanità e assistenza pubbliche e gratuite per tutti, per la difesa dei diritti delle donne e contro l’ingerenza della chiesa cattolica nella società e nello Stato, contro la politica interventista e imperialista del governo e per il ritiro dell'Italia dall'Afghanistan, dal Libano e dal Kosovo, e su ogni Prodi_maratoneta_currealtro tema e rivendicazione che riguarda la vita e il futuro delle masse popolari. Solo con la lotta di classe, che comprende anche l'astensionismo elettorale, le Assemblee popolari e i Comitati popolari delle masse fautrici del socialismo, la lotta per il sindacato delle lavoratrici e dei lavoratori, si possono assestare veramente colpi demolitori al sistema capitalista e al suo corrotto regime e far avanzare le masse verso l’emancipazione dallo sfruttamento e il socialismo.

(Articolo de "Il Bolscevico", organo del PMLI, n. 35/2007)

lunedì, 24 settembre 2007

La prova d'orchestra di pifferi e tromboni

La pessima esibizione del Senato nel dibattito sulla Rai di giovedì scorso è stata in realtà una sorta di prova generale di quanto potrà avvenire nell´appuntamento parlamentare con la legge finanziaria 2008. La sessione di bilancio: così si chiama quell´appuntamento che ha inizio con la presentazione del disegno di legge al capo dello Stato e al parlamento-italianoParlamento e si conclude tassativamente entro la fine dell´anno sgombrando in quei tre mesi ogni altra iniziativa legislativa salvo i casi di urgenza e la conversione in legge di eventuali decreti pendenti. Una prova generale assolutamente «sui generis». Infatti – a differenza delle prove generali vere – qui non c´era un regista. Ciascuno recitava a soggetto e ciascuno aveva un soggetto proprio e mai come in questa deplorevole occasione è utilissimo riandarsi a vedere «Prova d´orchestra»,prova_d_orchestra uno dei più bei film di Federico Fellini, indimenticabile lezione artistica, umana, politica. In «Prova d´orchestra» un gruppo di orchestrali che fino a quel giorno avevano lavorato insieme sotto la guida d´un celebre direttore, decidono di fare da loro. Il direttore tenta in tutti i modi di battere il tempo con la sua bacchetta e di far rispettare a ciascuno il suo ruolo e la corretta esecuzione dello spartito, ma ogni suo sforzo è vano, i violini vanno per conto loro e così i bassi, il clarinetto, l´oboe, i timpani, i tromboni. Finisce in una vera e propria rissa a colpi di archetto e di tamburo. Ero amico di Fellinifellini e un paio di volte andai ad intervistarlo a Cinecittà durante la lavorazione dei suoi film. Gli chiesi in una di quelle interviste quale fosse il film che gli era più caro.regista Ci pensò un po´ e poi – tipico suo – mi rispose: «Mentre li giravo mi piacevano, dopo il montaggio rivedevo tutte le imperfezioni e ne ero scontento. E poi non li ho mai più rivisti». Tutti? gli ho chiesto. Scontento di tutti? «Tutti salvo uno: Prova d´orchestra. Ogni tanto me lo rivedo». Suggerisco ai membri del Senato che hanno mandato in scena uno spettacolo vergognoso per inconcludenza e dimostrazione d´ignoranza dell´argomento di cui dibattevano, di comprarsi la cassetta di quel film e meditarci sopra.D Ne trarrebbero certamente diletto ma soprattutto sgomento, lo specchio gli rimanderebbe infatti l´immagine che tutti noi spettatori abbiamo visto ma che le loro mediocri vanità e personali ambizioni insieme all´ossessiva contemplazione del proprio ombelico gli hanno nascosto. Se avessero un briciolo di senso di responsabilità ne sarebbero sconvolti come noi spettatori e cittadini ne siamo rimasti.

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Comunque la singolare prova generale di quanto potrebbe accadere ad ottobre nel dibattito sulla Finanziaria c´è stata. E´ stata commentata da Prodi in Consiglio dei ministri, da Berlusconi e da tutto il teatrino politico, come se gli attori parlamentari fossero persone diverse da quelle che il giorno seguente commentavano quanto è avvenuto. Queste dissociazioni rispetto al proprio operato sono frequenti quando la politica si avvita su se stessa dimenticando il suo alto ruolo e le sue responsabilità. Miserie, che gettano discredito su tutto incoraggiando le urla degli istrioni di ogni genere e conio. Il disegno che emerge è chiaro e si può riassumere così:
1. Il dibattito sulla Finanziaria sarà il momento culminante della strategia della
«spallata ».montescemolo
2. Il governo non reggerà a causa delle interne divisioni della maggioranza e dunque imploderà, almeno in Senato dove ormai anche l´esiguo margine di vantaggio del centrosinistra è scomparso.
3. Dini ha in mente la presidenza del governo interinale che sarà inevitabile quando Prodi sarà stato sfiduciato dal Senato. Perciò troverà mille modi per votare contro e sfiancare la maggioranza, articolo dopo articolo.
4. Mastellamastella_clemente vede con crescente preoccupazione l´avvicinamento di Dini al centrodestra, verso il quale anche lui è da tempo in movimento. Chi ci arriva prima (nella visione di questi due «statisti») meglio alloggia. Di qui i loro ambigui e ondivaghi comportamenti.
5. Di Pietro ha scoperto Grillo e ambisce a rinverdire i fasti di «Mani pulite». Il leader dell´«Italia dei valori» è affascinato dalle insorgenze in nome della «legalità». Cantavano nel nostro Risorgimento: «Quando il popolo si desta / Dio si mette alla sua testa / la sua folgore gli dà». Di Pietrodi pietro pensa di poter esser lui quella folgore relegando Grillo al ruolo maieutico ma non politico. Le sue preannunciate dimissioni da ministro e l´uscita dei suoi parlamentari dalla coalizione servirebbero egregiamente a consolidare la sua fama di difensore della legalità disinteressato, mettendo nelle sue mani un seguito per ora valutabile al 17 per cento che la sua leadership (secondo lui) potrebbe portare oltre il 20. Insomma un grande partito alla faccia di Veltroni che gli ha impedito di candidarsi per la guida del Partito democratico.
6. Il quale Veltroni (e Rutelli con lui)veltroni3 non può assistere inerte a questo sfascio dell´Unione e alle difficoltà che si ripercuotono anche sul nascituro Pd. Quindi dovrà prendere qualche iniziativa spettacolare. Ma poiché nelle condizioni attuali ogni iniziativa spettacolare rischia di accrescere la litigiosità della maggioranza, ecco che i rischi d´implosione possono venire anche dal sindaco di Roma. Questa è la diagnosi di quelli che lavorano per la spallata. Ed ora vediamo chi sono.bondi_prega

Anzitutto il centrodestra al completo. Su questo punto la Casa delle cosiddette libertà è compatta da Bossi a Casini, passando anche per Tabacci. Tutti puntano sulla cacciata di Prodi. Dopodiché si dividono: Berlusconi e i suoi fedeli vorrebbero le elezioni immediate; Casini punta su un governo istituzionale che prepari la nuova legge elettorale con tutto il tempo necessario, almeno un anno, per intraprendere la creazione di un piccolo-grande centro. Questo disegno d´altra parte è condiviso anche da forze di diversa provenienza, economiche, editoriali, culturali: cacciata di prodiProdi, governo istituzionale che duri almeno fino al 2009, scomposizione degli attuali schieramenti bipolari, aggregazione centrista con Udc, la parte moderata dei Ds, i cattolici di Pezzotta, le comunità di Cl e di Sant´Egidio alle ali, la Confindustria alle spalle e i grandi giornali di proprietà banco-industriale ai fianchi. Questo disegno prevede anche, oltre alla cacciata di Prodi con disonore – la giubilazione di Berlusconi con premi e medaglie e la nascita d´una nuova leadership non centrista ma centrale. E qui il ventaglio è largo e va da Montezemolo a Draghi, a Mario Monti, e perché no a Veltroni.
Grillobeppe_grillo ha un ruolo in questo disegno: il lavoro sporco. Deve spazzar via i disturbatori di professione, la sinistra radicale, i diessini non abbastanza flessibili, il potere della Cgil e dei sindacati in genere. Poi – come ha scritto il buon Giovanni Sartori sul «Corriere della Sera» – non servirà più. Butteremo l´acqua sporca (Grillo) ma non il bambino che in quell´acqua ha emesso i suoi primi vagiti.

* * *

Spero d´esser stato chiaro nell´esporre i vari elementi di crisi che dovrebbero produrre l´implosione del governo e della Vauro su maggioranza blindatamaggioranza. Elementi diversi ma tutti convergenti su quell´obiettivo. Ci sono però alcuni elementi avversi e anch´essi vanno considerati. Uno anzitutto: affinché l´implosione si verifichi deve avvenire sulla Finanziaria, che è la regina di tutte le battaglie parlamentari. Se la Finanziaria dovesse invece passare indenne, la strategia della spallata di fatto risulterebbe sconfitta. Provocare la crisi con la bocciatura della Finanziaria avrebbe tuttavia come conseguenza l´esercizio provvisorio, il declassamento del debito pubblico italiano sui mercati internazionali, un terremoto nei nostri rapporti con l´Unione europea, il fallimento della riforma delle pensioni e il ritorno dello «scalone», la rivolta dei sindacati, la fine della pace sociale. Chi si prenderà una così drammatica e storica responsabilità? Mastella? Lamberto Dini?Dini Rifondazione? Diliberto? Pecoraro Scanio? Cesare Salvi? Di Pietro? Bordon? Mandare il paese ai margini dell´Europa, azzerare i timidi accenni di crescita economica, aprire la guerra sociale? E´ vero che si vedono in circolazione molti irresponsabili, ma fino a questo punto? Il disegno suddetto si fonda anche sulla giubilazione di Berlusconi. Ma il «patron» di Fininvest e di Mediaset ha la vittoria a portata di mano. Vi pare che si farebbe mettere in soffitta proprio adesso? Vi pare che si separerebbe dalla Lega, che è carne della sua carne e costola del suo corpo? silvio_generaleBerlusconi è certamente un uomo di pulsioni improvvise che lui stesso non riesce a controllare, ma è anche guidato da un fortissimo istinto di sopravvivenza. Sa che un governo istituzionale per lui sarebbe una soluzione a perdere. Ma sa anche che questo è l´obiettivo di gran parte dei suoi alleati. Potrebbe anche operare in modo che la spallata sulla Finanziaria sia tentata ma non abbia esito, seguendo i suggerimenti moderati di Gianni Letta e di Marcello Dell´Utri. Infine, piaccia o non piaccia, c´è «testa di ferro», cioè Romano Prodi. Chi lo sottovaluta commette un grave errore. Chi pensa che sia svagato, distratto, sonnacchioso, bravo soltanto nel tirare a campare, sbaglia ancora di più. prodi(torio)Prodi ha molti difetti. Non è un principe della comunicazione (ma da Vespa andò benissimo) è sospettoso. E´ rancoroso. Ma è riuscito a governare in mezzo ad un´incessante tempesta dovuta in gran parte a quella «porcata» della legge elettorale imposta dal precedente governo. In un anno nel quale la sua popolarità è crollata al 26 per cento (ma quella di Berlusconi non supera il 32) insieme a Padoa-Schioppa, a Visco e a Bersani è riuscito a rimettere a posto i conti con l´Europa, a far emergere da zero a 2 punti l´avanzo primario, a realizzare un recupero dell´evasione di molti miliardi e un super-gettito tributario senza nessuna tassa in più. Ha diminuito l´Irap di 5 miliardi a beneficio delle imprese e dei lavoratori. Sta per decretare il bonus per le pensioni minime e il loro aumento stabile. Nella Finanziaria semplificherà il pagamento delle imposte per le micro-aziende (sono tre milioni e mezzo) istituendo un´imposta unica senza nessun altro adempimento; abbatterà l´Ires di 5 punti stimolando la crescita come e forse più di quanto la angela-merkelMerkel abbia fatto per le imprese tedesche. Per uno che è stato definito Mortadella, Valium, Prozac e – secondo l´ultima diagnosi di Grillo – Alzheimer, direi che non c´è male. Io non sono nella sua testa e perciò non so prevedere che cosa farà nei prossimi giorni, ma di una cosa sono certo: non resterà esposto ai colpi senza reagire. Se deve implodere, sarà lui ad esplodere. Anticiperà i tempi. Andrà magari a dimettersi al Quirinale. O qualche cosa del genere. Oppure sfiderà avversari esterni o interni ponendo la fiducia sulla sua Finanziaria. Con l´appello nominale e le eventuali assenze, tutto sarà chiaro e ciascuno si assumerà le sue responsabilità. Ivi compresi noi giornali e giornalisti. Ci vuole almeno un po´ di grandezza quando si affronta la bufera. eugenio_scalfari_mosè

Eugenio Scalfari - da La Repubblica

Post scriptum:

Nel corso di una trasmissione televisiva (Speciale Tv 7) cui ho partecipato venerdì, andata in onda all´una di notte,) ho ascoltato gli insulti e alcune falsità indirizzatimi dalle urla del comico Giuseppe Grillo. Poiché la mia risposta non sarà stata ascoltata da molti a causa della tardissima ora, la riferisco qui di seguito. Grillo ha detto che ho ricevuto venticinquemila «email» di protesta contro un mio articolo critico nei suoi confronti. In realtà le lettere a me indirizzate sono state in tutto – fino ad oggi – sessantanove, sette delle quali in mio favore e sessantadue contro. Ho anche ricordato, in cortese polemica con Giovanni Sartori in studio con me insieme al direttore del Tg1 Gianni Riotta, che nel 1919 i fasci mussolinianimarcia_su_Roma nacquero più o meno con un programma analogo, eccitando gli italiani ad insorgere contro la decrepita classe politica, contro i partiti esistenti, contro la monarchia costituzionale, per far vincere l´Italia dell´ordine e delle persone perbene. Dal ´19 al ´23 personalità come Benedetto BenedettoCroceCroce e Luigi Albertini, che hanno dedicato la propria intelligenza e la propria vita alla difesa della libertà, appoggiarono quel movimento o perlomeno non ravvisarono i rischi cui esso sottoponeva la fragile democrazia italiana. Giudicarono che poteva essere utile per recuperare «legge e ordine». Poi Benito MussoliniMussolini e i suoi sarebbero stati rimandati a casa con tanti ringraziamenti per il lavoro sporco che avevano effettuato. Anche i grandi filosofi e i grandi giornalisti possono commettere gravi errori e questo fu il caso di Croce e di Albertini. Nella trasmissione di venerdì mi sono limitato, senza proporre alcun confronto improprio, a ricordare quanto accadde 88 anni fa e gli effetti che ne derivarono per questo sempre immaturo Paese.

lunedì, 24 settembre 2007

EBREI E NAZISTI
Un’ossimoro e una cartina di tornasole

Si puo’ essere Israelebrei, nonché cittadini israeliani, e allo stesso tempo militanti nazisti? Si tratta davvero, come affermato dal Corriere della Sera del 9 settembre, di un «ossimoro»? Questa è la domanda che si stanno ponendo le autorità israeliane dopo la cattura, avvenuta l’8 settembre, di un gruppo neonazista formato da otto giovani, tutti cittadini israeliani, responsabile di aggressioni a stranieri, punk, gay e tossicodipendenti, ebreineturei_karta ortodossi, nonché di aver sfregiato una sinagoga a Tel Aviv. La risposta è venuta quasi subito: assolutamente NO. Il ministro dell'Interno israeliano, Meir Sheerit, ha infatti chiesto che agli otto sospetti sia revocata la cittadinanza. Gli ha fatto eco il leader del partito religioso Shas, Elyahu Yishai, il quale ha ha affermato che se le accuse troveranno conferma sarà necessario annullare la loro cittadinanza israeliana e quindi espellerli. Chiediamoci per un attimo: in quale altro paese del mondo fondato sullo Stato di Diritto verrebbe in mente di sanzionare l’adesione al antisemitismonazismo revocando la cittadinanza? Ovviamente a nessuno. Perché questo sia  invece possibile in Israele è semplice: perché Israele, lungi dall’essere un paese democratico fondato sullo Stato di diritto, è piuttosto uno stato ideocratico, più esattamente sionista. Israele si considera infatti un «Jewish State», uno Stato Ebraico. Secondo la definizione ufficiale Israele «appartiene» solo a quelle persone che le autorità israeliane definiscono ebrei, indipendentemente da dove vivono. Per cui, un jerusalemarabo nato e cresciuto in Israele, gode di molti meno diritti di un ebreo che sia nato e viva in Papuasia o in Uganda. Su questo principio si fonda un autentico regime di apartheid, l’esclusione dei non-ebrei e la loro discriminazione. Ci si risponderà: ma anche gli arabi del ‘48 o gli armeni hanno passaporto israeliano. Si ma in GerusalemmeIsraele conta molto di più il documento d’ìdentità che ognuno è tenuto a portare con sé e ad esibire in qualsiasi momento. In questo documento figura la propria cosiddetta «nazionalità». Da esso i poliziotti o qualunque altro funzionario pubblico possono vedere se sei ebreo, arabo, druso, circasso, caraita o samarita. E’ qui che scatta la discriminazione. Se sei non-ebreo sarai escluso dal diritto di possedere terra, di accedere a questo o a quell’incarico pubblico, di godere o meno di sussidi, ecc. Da notare che la distribuzione ineguale dei diritti lo Espansionismo sionistaStato israeliano l’ha recepita accogliendo in toto le regole dell’Organizzazione Sionista Mondiale (WZO). Che dice questo decalogo concepito ai tempi delle prime colonizzazioni della Palestina? Che nelle zone amministrate dagli ebrei, è proibito ai non-ebrei di stabilire la propria residenza, di esercitare attività commerciali, di comprare o affittare la terra, o di godere del diritto al lavoro.soldier La «nazionalità» decide dunque la percentuale di diritti di cui si può disporre. La discriminazione cessa ove ci si converta al giudaismo. La prova del nove di questo costitutivo regime di apartheid è il l’apparente paradosso per cui Israele, nel documento d’ìdentità, nega se stesso, ovvero non contempla la dicitura «nazionalità israeliana». E’ come se l’Italia decidendo di definirsi uno «Stato cattolico»,HitleRatzinger obbligasse i suoi cittadini a dichiarare nella propria carta d’identità se si è cattolici, musulmani, Testimoni di Geova, atei, ecc., e giungesse all’assurdo di considerare «nazionalità» queste fedi religiose facendo addirittura sparire la categoria della nazionalità italiana. La conseguenza di una simile abnorme discriminazione sarebbe che solo se si convertissero al cattolicesimo gli italiani non cattolici sarebbero cittadini a pieno diritto, ovvero considerati italiani al cento per cento. Davanti ad una simile mostruositàFamiglia Adams giuridica potete immaginare quante accuse di antisemitismo giungerebbero dalla potente conventicola sionista. En passant: i paesi occidentali giustificano la loro ostilità verso l’islam invocando il criterio della reciprocità, affermando che saranno più tolleranti quando i paesi musulmani faranno altrettanto coi cristiani. Come mai non chiedono la stessa cosa ad Israele? Come mai strillano contro il osama_bin_ladenfondamentalismo musulmano ma tacciono sul carattere ideocratico e confessionale dello stato di Israele? L’ossimoro per cui un gruppo di ebrei sia nazistanazisionismo_ebreo rimanda all’ossimoro che è lo Stato stesso d’Israele e alla duplicità con cui esso definisce l’ebreo. Per Israele, Vauro - compleanno di Israeleinfatti, si può essere ebrei non solo per linea di sangue (avere una madre, una nonna, una bisnonna o una... trisavola ebrea), ma pure chi sia di religione ebraica.  Tuttavia tra i due criteri quello davvero decisivo non è quello matrilineare ma quello religioso, e da questo discende il diritto di cittadinanza. Controprova: chi si converta dal giudaismo ad un’altra religione, ad esempio all’Islam, non è più considerato ebreo, perdendo dunque gran parte dei suoi diritti di cittadinanza. Così si spiega come sia possibile che agli otto nazisti israeliani gliela si voglia togliere con tanto di auschwitzdeportazione. Non decide che essi abbiano madre ebraica, decide che l’adesione al nazismo è considerata alla stregua di una «apostasia», all’abbandono della religione. Da notare che per la legge israeliana («Legge dell’ingresso» e «Legge del ritorno») la deportazione è infatti applicabile solo agli stranieri non-ebrei — tant’è che il Ministero dell’Interno non ha l’autorità di impedire ad un ebreo, anche un pericolosissimowanted-calderoli-it criminale comune, di stabilirisi e vivere in Israele. Questo fa venire a galla l’altro ossimoro, quello del sionismo: l’assurdo apparente per cui una dottrina politica nata laica scelga come proprio presupposto e criterio costituivo dell’israelianità il principio confessionale dell’appartenenza religiosa. La conferma del carattere ideocratico-sionista dello Stato d’Israele è scolpita nella legge che il Knesset approvò nel 1985. Essa stabilì che i partiti che si oppongono al principio per cui boicotta_israeleIsraele è uno Stato ebraico o propongono di modificarlo, anche per via democratica, non possono presentare candidati da eleggere al Parlamento. Conclusione: Israele non è affatto uno Stato democratico poiché si fonda sul sionismo, ovvero discrimina ed esclude non solo gli arabi o i seguaci di altre fedi, ma pure i cittadini israeliani che pur essendo ebrei non si considerino sionisti.

Fonte: www.antiimperialista.org

domenica, 23 settembre 2007

Il politico tra Grillo e Foucault

 

Ho incominciato a leggere, quasi per caso, le lezioni di Foucault sugli "anormali".grande_centro_bigotto Ed è proprio alla prima lezione che Foucault nota una cosa interessante: è per lo meno dai tempi di Nerone che il potere è in mano a personaggi grotteschi, ridicoli, buffoni. Basta leggere un giornale italiano a caso per rendersi conto che il professore francese non aveva forse tutti i torti: tra i nostri legislatori possiamo contare di pornostar, corruttori di giudici con la faccia da sgherri, parlamentari che prendono l'autostrada contromano(*) e senza patente, ministrimastella_clemente che vanno al gran premio in aereo, presidenti in bandana e la lista è ancora lunga. E se il potente è, quasi per sua natura, satira_politica_variaun buffone, non mi pare strano che sia proprio un comico di professione a sembrarmi il più credibile e serio e meno ridicolo di tutti.
(*)E qui c'è pure una barzelletta: il ministro va in autostrada contromano, ascoltando l'autoradio. Un notiziario speciale dell'infostrada annuncia allarmato che un pazzo sta andando in austrada contromano. Il ministro esclama meravigliato: "Uno??!!! Ma qui sono tantissimi che mi stanno venendo contromano!"
Fonte:
http://refatti.blogspot.com

sabato, 22 settembre 2007

V-Day

pubblicato da Ashoka

L'8 Settembre è una data strana, per l'Italia. Beppe Grillo, nel suo recente intervento al Parlamento Europeo, l'ha chiamato “il giorno della liberazione”,resistenza-genova alcuni lo hanno definito, invece, il giorno della vergogna, ma forse sarebbe più corretto definirlo “il giorno dell'abbandono”. Quell'8 Settembre di sessantaquattro anni fa, infatti, è stato il giorno in cui l'Italia fu abbandonata a sé stessa dai propri governanti ed il risultato fu la guerra civile. La abbandonò il vittorio emanuele IIIre Vittorio Emanuele III che al mattino poteva ancora proclamare all'ambasciatore tedesco la fedeltà dell'Italia alla Germania mentre alla sera si dava, precipitosamente alla fuga... Fu abbandonata anche dal capo del governo, il generale Badoglio, che dopo aver firmato la resa incondizionata ben cinque giorni prima, non ebbe il coraggio di comunicare l'armistizio né ai militari italiani impegnati all'estero, né alla nazione. Vi fu costretto, infine, quando dalla lontana radio Algeri giunse il comunicato di Eisenhower: un breve ed ambiguo comunicato, poco prima di scappare... Ma l'Italia fu anche abbandonata dai giornali, che il 9 Settembre riuscivano a scrivere tutto ed il contrario di tutto


A sessant'anni di distanza, oggi, gli Italiani si sentono nuovamente abbandonati; da una classe politica infarcita di poteri e privilegi, tanto da far impallidire la nobiltà di Ancien Régime, una parlamento-italianoclasse politica che non vuole e non si assume mai la responsabilità dei propri errori. Gli Italiani si sentono abbandonati dai mass media. In televisione e nei giornali, tra la spettacolarizzazione della cronaca nera e l'incessante ed esasperante diffusione di allarmi terroristici, spesso non vi è più spazio per l'Informazione (con la I maiuscola). Ma l'uomo, insegnava Aristotele, è un animale sociale, che non riesce a vivere nell'abbandono e ad accettare di essere protagonista solo per quel breve istante, ogni cinque anni, necessario a mettere una croce su una scheda elettorale. Ha deciso di reagire, a suo modo, ed il mondo si è rovesciato.grillo_piazza_vday Gli antichi avevano l'agorà, la piazza cittadina, dove riunirsi e discutere di politica. Oggi quel tipo di piazza è sparito dalle città reali ma lo ritroviamo, in modo virtuale, nella rete, più grande e bella che mai. Lì i consumatori di informazione sono diventati, essi stessi, produttori e distributori e l'offerta, come teorizzava Say, ha creato da sé la propria domanda e così l'agorà telematica si è andata riempiendosi sempre più. Sono sorte numerose bacheche, i To blogblog, dove ognuno poteva affiggere il proprio manifesto, condividere i suoi pensieri, le sue ricerche o semplicemente sbattere in prima pagina una notizia che il quotidiano aveva relegato in un trafiletto a pagina 35. Nel mondo alla rovescia è capitato, così, che un comico, interdetto dai media, abbia potuto costruire una grossa e luminosa bacheca, utilizzandola quotidianamente per fare informazione, filtrata dal suo pensiero e dal suo stile, ovviamente, ma pur sempre informazione. Quella grande bacheca, il BeppeGrilloblog di Beppe Grillo, è diventata un canale di comunicazione dal potenziale enorme ed è servita per dare voce e risonanza a tante voci prima coperte dal silenzio assordante dei media. Ed ora il popolo degli abbandonati, dall'alto di quella luminosa bacheca, ha deciso di utilizzare il giorno dell'abbandono per gridare Basta! o, se preferite, VAFFANCULO a quella classe politica, urlare Andatevene! Non vi vogliamo più! Vi abbandoniamo noi, questa volta!L'8 Settembre caleranno nelle piazze italiane e chiederanno a gran voce di ripulire il PRODI ARRESTATOParlamento dai pregiudicati, di rinnovare la classe politica mandando a casa chi scalda la poltrona da più di due legislature e di poter tornare a votare i candidati esprimendo una preferenza diretta. Ma nel mondo alla rovescia, forse, si può osare un qualcosa di più. Non limitarsi a un grido di disgusto, ma urlare la propria proposta, dettare le condizioni. Forse la casalinga di Voghera, abbandonata la sua bacheca nell'agorà virtuale per scendere nella piazza vera, griderà “Volete i miei soldi? Bene lì spenderete come dico io! Nella scuola e nella ricerca, nella sanità e nell'assistenza! Non per giocare al pacificatore mondiale”. E l'operaio di Mirafiori, forse, si unirà al suo coro: “Volete che chieda la fattura al mio dentista? Mi costerà il 30% in più! Fatemela scalare dalle tasse come spesa medica! Cribbio!” E voi? Che cosa griderete?
Marco Bollettino (Ashoka)

Sito ufficiale del V-Day

sabato, 22 settembre 2007

GAZA VIVRA’

 

www.gazavive.com

info@gazavive.com
 

Firma subito anche tu!

 

Con la pubblicazione di questo appello prende il via la campagna di solidarietà con il questione palestinesepopolo palestinese, per la fine dell’embargo a Gaza. La mostruosità dell’azione genocida di Israele diventa ogni giorno più evidente: soltanto due giorni fa il governo sionista ha fatto la sua dichiarazione di guerra definendo gazaGaza come “entità nemica”. Finora la risposta a questa enormità è stata debole. Con questo appello ci prefiggiamo di rompere il silenzio, di chiamare le cose con il loro nome, ma soprattutto di creare le condizioni per poter sviluppare una vera azione di solidarietà politica con il popolo palestinese in un frangente così grave. L’appello vuole dunque essere solo il primo passo di una campagna, che ci auguriamo di riuscire a costruire insieme a tutti i soggetti disponibili. La raccolta di firme che iniziamo da oggi è dunque estremamente importante: ogni firma non solo avrà un grande significato politico, ma sarà anche una spinta ad andare avanti con l’iniziativa per renderla più ampia ed incisiva. Ci rivolgiamo quindi non solo a tutti quanti appoggiano la lotta di liberazioneResistenza palestinese del popolo palestinese, ma a chiunque avverta l’insopportabilità dell’ingiustizia perpetrata nei confronti degli abitanti di Gaza. La prima cosa da fare è sottoscrivere l’appello, la seconda è quella di diffonderlo con tutti i mezzi, la terza è quella di costruire insieme le prossime tappe della mobilitazione.

 

Tutte le firme devono essere inviate a info@gazavive.com

 

e verranno pubblicate su www.gazavive.com

Oltre a nome  e cognome è importante comunicare la città e la qualifica di ogni firmatario.

 

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 GAZA VIVRA’

Appello per la fine di un embargo genocida

 

Nel 1996, votando massicciamente al-Fatah, i palestinesi espressero la speranza di una pace giusta con Israele. Questa speranza venne però uccisa sul nascere dalla sistematica violazione israeli_tankisraeliana degli accordi. Essi prevedevano che entro il 1999 Israele avrebbe dovuto ritirare le truppe e smantellare gli insediamenti coloniali dal 90% dei Territori occupati. Giunto al potere dopo la sua provocatoria «passeggiata» nella spianata di Gerusalemme, sharonSharon congelò il ritiro dell’esercito e accrebbe gli insediamenti coloniali — ovvero città razzialmente segreganti i cui abitanti, armati fino ai denti, agiscono come milizie ausiliarie di Tsahal. Come se non bastasse, violando anche stavolta le risoluzioni O.N.U., diede inizio alla edificazione di un imponente «Muro di sicurezza» la cui costruzione ha implicato l’annessione manu militari di un ulteriore 7% di terra palestinese. Nel tentativo di schiacciare la seconda Intifada, Israele travolse l’Autorità Nazionale Palestinese e mise a ferro e fuoco i Territori. Migliaia i palestinesi uccisi o crimini sionistiferiti dalle incursioni, decine di migliaia quelli rastrellati e arrestati senza alcun processo. Migliaia le case rase al suolo. Decine i dirigenti ammazzati con le cosiddette «operazioni mirate». Lo stesso presidente Arafat, una volta dichiarato «terrorista», venne intrappolato nel palazzo presidenziale della Mukata, poi bombardato e ridotto ad un cumulo di macerie. Evidenti sono dunque le ragioni per cui hamasHamas (nel frattempo iscritta da U.S.A. e U.E. nella black list dei movimenti terroristici) ottenne nel gennaio 2006 una straripante vittoria elettorale. Prima ancora che una protesta contro la corruzione endemica tra le file di al-Fatah, i palestinesi gridarono al mondo che non si poteva chiedere loro una «pace» umiliante, imposta col piombo e suggellata col proprio sangue. Invece di ascoltare questo grido di aiuto del popolo palestinese, le potenze occidentali decisero di castigarlo decretando un embargo totale contro la Cisgiordania e Gaza. Seguendo ancora una volta sharon.2Israele (che immediatamente dopo la vittoria elettorale di Hamas aveva bloccato unilateralmente i trasferimenti dei proventi di imposte e dazi di cui le Autorità palestinesi erano i legittimi titolari), U.S.A. e U.E. congelarono il flusso di aiuti finanziari causando una vera e propria catastrofe umanitaria, ciò allo scopo di costringere un intero popolo a piegare la schiena e ad abbandonare la resistenza. Questa politica, proprio come speravano i suoi architetti, ha dato poi il suo frutto più amaro: Vauro sulla politica israelianauna fratricida battaglia nel campo palestinese. Coloro che avevano perso le elezioni, con lo sfacciato appoggio di Israele e dei suoi alleati occidentali, hanno rovesciato il governo democraticamente eletto per rimpiazzarlo con un altro abusivo. Hanno poi scatenato, in combutta con le autorità sioniste, la caccia ai loro avversari, annunciando l’illegalizzazione di Hamas col pretesto di una nuova legge per cui solo chi riconosce Israele potrà presentarsi alle elezioni. USA ed UE, una volta giustificato il golpe,abu_mazen sono giunte in soccorso di questo governo illegittimo abolendo le sanzioni verso le zone da esso controllate, e mantenendole invece per Gaza. Un milione e mezzo di esseri umani restano dunque sotto assedio, accerchiati dal filo spinato,Palestina senza possibilità né di uscire né di entrare. Come nei campi di concentramento nazisti essi sopravvivono in condizioni miserabili, senza cibo né acqua, senza elettricità né servizi sanitari essenziali. Come se non bastasse l’esercito israeliano continua a martellare Gaza con bombardamenti e incursioni terrestri pressoché quotidiani in cui periscono quasi sempre cittadini inermi.


Una parola soltanto può descrivere questo macello: Beit_Hanoungenocidio!

Una mobilitazione immediata è necessaria affinché venga posto fine a questa tragedia.


Ci rivolgiamo al governo Prodi affinché:

1. Rompa l’embargo contro Gaza cessando di appoggiare la politica di due pesi e due misure per cui chi sostiene al-Fatah mangia e chi sta con Hamashamas crepa;

2. si faccia carico in tutte le sedi internazionali sia dell’urgenza di aiutare la popolazione assediata sia di quella di porre fine all’assedio militare di Gaza;

3. annulli la decisione del governo Berlusconi di considerare Hamas un’organizzazione terrorista riconoscendola invece quale parte integrante del popolo palestinese;terra per i palestinesi

4. cancelli il Trattato di cooperazione con Israele sottoscritto dal precedente governo.

PRIMI FIRMATARI

-      Gianni Vattimo – Filosofo ed ex parlamentare europeo  


-      Danilo Zolo – Università di Firenze


-      Margherita Hack – Astrofisica


-      Edoardo Sanguineti – Poeta, Università di Genova


-      Gilad Atzmon – Musicista


-      Franco Cardini – Università di Firenze  


-      Mara De Paulis – Scrittrice, Premio Calvino


-      Lucio Manisco – Giornalista, già parlamentare europeo


-      Costanzo Preve – Filosofo, Torino


-      Giulio Girardi – Filosofo e teologo della Liberazione   


-      Giovanni Franzoni – Comunità Cristiane di Base  


-      Domenico Losurdo – Università di Urbino


-      Marino Badiale – Università di Torino  


-      Aldo Bernardini – Università di Teramo  


-      Piero Fumarola – Università di Lecce


-      Giovanni Bacciardi – Università di Firenze


-      Giovanni Invitto – Università di Lecce


-      Alessandra Persichetti – Università di Siena  


-      Bruno Antonio Bellerate – Università Roma tre


-      Rodolfo Calpini – Università La Sapienza, Roma


-      Ferruccio Andolfi – Università di Parma


-      Roberto Giammanco – Scrittore e americanista  


-      Gianfranco La Grassa – Economista  


-      M. Alighiero Manacorda – Storico dell’educazione


-      Alessandra Kersevan – Ricercatrice storica, Udine


-      Nuccia Pelazza – Insegnante, Milano  


-      Stefania Campetti - Archeologa


-      Carlo Oliva – Pubblicista  


-      Gabriella Solaro – Ist. Naz. Storia del Movimento di Liberazione in Italia


-      Giuseppe Zambon – Editore


-      Bruno Caruso – Pittore


-      Vainer Burani – Avvocato, Reggio Emilia  


-      Ugo Giannangeli – Avvocato, Milano


-      Giuseppe Pelazza – Avvocato, Milano


-      Hamza Roberto Piccardo – Direttore www.islam-online.it


-      Nella Ginatempo, Movimento contro la guerra, Roma


-      Mary Rizzo – blog Peacepalestine


-      Tusio De Iuliis – Presidente Associazione “Aiutiamoli a Vivere”


-      Cesare AllaraCom. Sol. Palestina, Torino


-      Angela Lano – Giornalista Infopal


-      Umar Andrea Lazzaro – Collettivo www.islam-online.it, Genova


-      Marco FerrandoPartito Comunista dei Lavoratori


-      Leonardo Mazzei – Portavoce Comitati Iraq Libero


-      Mara MalavendaSlai Cobas, Napoli


-      Moreno PasquinelliCampo Antimperialista  


-      Marco RiformettiLaboratorio Marxista


-      Maria Ingrosso Colletivo Iqbal Masih, Lecce


-      Antonio ColazzoL.u.p.o. Osimo (Ancona)


-      Gian Marco Martignoni – Segreteria provinciale Cgil, Varese


-      Luciano Giannoni – Consigliere provinciale Prc Livorno  


-      Dacia Valent – ex Eurodeputata, dirigente dell’Islamic Anti-Defamation League


-      Pietro Vangeli – Segretario nazionale Partito dei Carc


-      Ascanio Bernardeschi – Prc Volterra (PI)  


-      Fabio Faina – Capogruppo Pdci al Consiglio comunale di Perugia


-      Roberto Massari – Editore, Utopia Rossa  


-      Fausto SchiavettoSoccorso Popolare


-      Luca Baldelli – Consigliere provinciale Prc Perugia

sabato, 22 settembre 2007
Grillismo - la risposta del sistema alle proteste dei cittadini
Lo abbiamo già visto! Negli anni 80 e 90 si chiamava borghezioLeghismo oggi si chiama Grillismo. Come allora la crisi della politica e del sistema, incapace di dare risposte concrete alle esigenze dei cittadini, ha bisogno di una valvola di sfogo, una speranza, una voce che sappia rappresentare la protesta sempre più legittima. Alcune riflessioni devono però essere fatte.
1 - Il sistema che tutto controlla, quale interesse ha a dare spazio a questa forma di protesta?. Sorge il dubbio che abbia un fine preciso.
2 - Un partito di governo come i DS invita beppe_grilloGrillo al proprio Festival Nazionale sapendo che saranno attaccati i vertici del governo e dello stesso partito. Curioso poi che l'organizzazione dell'incontro sia programmata con tempistica sufficiente per poter stampare e diffondere programma ed inviti per la serata.
3 - Centinaia di migliaia di Italiani corrono a firmare un disegno di legge che se dovesse essere approvato trasformerebbe l'Italia in un paese asservito alla WoodcockMagistratura, in modo ancor più evidente di quello che lo è già. Di fatto questo Disegno di Legge vuole impedire di far politica a TUTTI coloro che hanno subìto una condanna penale definitiva senza alcuna distinzione. Bisogna ricordare che fra i reati penali che incorrono coloro che fanno attività politica vi sono quelli di opinione (querele per diffamazione) e reati legati alle "manifestazioni":Manifestazione di Vicenza chi partecipa a cortei, a presidii contro questa o quella discarica o soprusi, che sempre più spesso i cittadini subiscono, rischia di essere cancellato dalla Politica. RISULTATO: avremmo un Parlamento di "Signorsì" asserviti al Sistema e condizionabili dalla Magistratura. Ultima considerazione. Oggi occorre pensare di ricambiare la parlamento-italianoclasse politica sulla base di un progetto generale e non sulla protesta che pur legittima e dilagante non porta ad alcuna soluzione. Ancora una volta assisteremo, con molta probabilità, all'evoluzione leghista, nata come protesta, passata al secessionismo padano senza alcun supporto storico, per finire come ruota di scorta del sistema del quale oggi è parte integrante.